Nando 的个人资料MOBILIS IN MOBILE照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
Frontiere e doganeEro sulle sponde del lago di Lugano e mi trovavo a Gandria. La destinazione successiva del battello che mi portava in giro per il lago sarebbe stata il museo della dogana sull'altra sponda del lago al confine con l'Italia. Avevo letto la storia del Canton Ticino il giorno prima di partire per la mia prima escursione in terra elvetica. Storia un po' strana, almeno quella recente, da Napoleone in su, per intenderci, quella moderna. Delle legioni romane è ormai sepolto il ricordo, dei bei tempi in cui lì si tenevano d'occhio i varchi attraverso le Alpi. I cantoni di origine tedesca e francese hanno sempre guardato la parte italiana dall'alto verso il basso, non solo per una questione di altitudine. Tanto che, da quello che avevo letto, non avevano mai riconosciuto l'indipendenza, anzi imponevano dazi alle popolazioni locali. Con l'arrivo della Repubblica Cisalpina di Napoleone, ci fu il tentativo di annettere il territorio alla loro repubblica, ma i Cantoni Sovrani, cioè quelli che controllavano il Ticino avevano costituito una guardia cittadina a Lugano che respinse dopo varie vicissitudini l'attacco, obbligando i patrioti italiani a rifugiarsi nella exclave di Campione d'Italia (lembo di terra italiana in territorio svizzero, anomalia legata ad un lascito testamentario del Medioevo). Però anche i Cantoni Sovrani dovettero ingoiare il rospo quando si resero conto che Napoleone aveva riconosciuto la sovranità del territorio come indipendente e i ticinesi si sono ritrovati liberi e svizzeri. Da questa bella storia, a lieto fine perché se fossero diventati una provincia lombarda non so quanto ci avrebbero guadagnato oggi come oggi, mentre ora hanno un posto di rilievo sulla scena finanziaria con le banche e hanno organizzato benissimo il proprio territorio per accogliere i turisti. Già che fanno cambiare a Chiasso, dove arriva il lercio regionale italiano, la dice lunga. Riflettevo su questi particolari, su quanto alla fine siano stati fortunati a rispedire quei patrioti italiani a calci nel sedere a Campione ed osservavo quel confine. Pensavo alla dogana presente tra i due Paesi, in un'Europa senza più dogane. Immaginavo un Totò e un Aldo Fabrizi a rincorrersi lì sui monti. Riflettevo sull'abissale divario tra l'IVA ticinese e quella italiana (7% contro il famigerato 20%, per avere un Paese allo sfascio, rispetto all'ordine elvetico). Rilevavo la differenza di costumi tra le due regioni divisi da quella linea ideale, manco filo spinato, ma solo clinali di montagna, quindi qualcosa di puramente naturale, senza intervento dell'uomo.
Alla fine di tutto questo processo cognitivo, durato un'oretta mentre ero in attesa del traghetto da Gandria verso Lugano, sono giunto alla conclusione tramite un'illuminazione... Perché non dovrei essere fiero di essere italiano? Solo per la scandalosa (ma non solo per gli scandali, ma per decenni di mal governo impostato sull'idea di dover corrompere piuttosto che cercare l'eccellenza e premiare la meritocrazia) classe dirigente e per le abitudini caciaresche popolane? Usiamo le fogne per metterci i televisori, i giornali, la pubblicità, stili di vita che qualcuno ci ha imposto senza che potessimo scegliere tra alternative più valide.
Vedete Videocracy, su come si alleva a tette e culi un elettorato, sulla cultura del niente e dell'apparire e basta che imperversa ovunque, e poi magari ne riparliamo. Lungi il qualunquismo, non gradito.
Un cigno nel lago di Lugano, in nessun palazzo rinchiuso (foto: Nando Scafroglia). 评论 (7)
引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://mobilisinmobile.spaces.live.com/blog/cns!EBEB01BB2D12257C!16192.trak 引用此项的网络日志
|
|
|