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Le stelle stanno ad ammirare
ROMA - E' stata la posizione delle stelle dell'Orsa Maggiore a rivelare la data della "Notte Stellata sul Rodano" di Van Gogh. Arles, 28 settembre 1888, Vincent van Gogh è all'aperto, dopo aver dipinto uno scorcio del fiume Rodano, gira il cavalletto verso Nord, guarda le stelle del Grande Carro e le dipinge. A cogliere il gesto e a datare l'opera sono stati l'astrofisico Gianluca Masi e Antonella Basso, che presentano a Frascati (Roma) i risultati del loro studio nella Notte europea della ricerca. A 119 anni esatti dalla creazione del dipinto, l'evento organizzato dall'assessorato alla Cultura della Regione Lazio prevede anche l'osservazione diretta della costellazione, pioggia permettendo. Calcoli e simulazioni hanno permesso di concludere che "fra il 24 e il 28 settembre del 1888, a quella latitudine e a quell'ora, nel cielo del piccolo paese francese, il Grande Carro occupava nel cielo la stessa posizione occupata nel quadro, il che dimostra che van Gogh ha dipinto l'opera dal vivo", ha detto Gianluca Masi. Ma se fin qui il pittore, che con il suo nuovo concetto di arte come espressione ha inaugurato una nuova pagina dell'arte europea, è stato fedele alla realtà si è concesso, dimostra lo studio, un suo personalissimo tocco: "il Grande Carro è messo in una direzione dove esso naturalmente non appare rileva Masi - a Sud-Ovest anziché a Nord". Insomma van Gogh avrebbe letteralmente girato il cavalletto e piazzato le sette celebri stelle riprese dal vero sulle acque del Rodano, a conferma della sua visione di arte come strumento per appropriarsi della realtà e rimodellarla. Un'altra incongruenza, che ha permesso di stabilire che il Carro è stato dipinto nell'arco di mezz'ora e dal vivo, è la posizione "un po' troppo ruotata osserva Masi delle stelle della parte posteriore della costellazione, che evidentemente si erano spostate nel cielo durante il lavoro". La "Notte stellata sul Rodano" non è il primo panorama stellato che compare nei dipinti del pittore olandese, ma, osserva Masi, ma è quello che rappresenta in maniera più realistica il cielo notturno. Tracce dell'opera sono presenti nel carteggio con il fratello Theo, dove proprio in una lettera del 28 settembre 1888, l'artista scrive di aver dipinto il Grande Carro, particolare che fa corrispondere con maggiore certezza quella data all'opera.
Vincent Van Gogh, Notte stellata sul Rodano, 1888
Ultima chiamata![]() Ricordo che il 30 settembre p.v. scade il termine per votare il primo capitolo al contest "Un romanzo sul blog". Per informazioni cliccate qui. Siete ancora in tempo per votare, come me... In rosso per la BirmaniaPassaparola!
Quello che sta accadendo in Birmania riporta alla mente scene
d'altri tempi, quando la democrazia era un sogno che andava realizzato
manifestando per strada, purtroppo spesso lottando anche a rischio che
il sangue che veniva sparso fosse il proprio.
Scena agghiaccianti, che ormai, fortunatamente il mondo nel quale
viviamo sembra aver lasciato negli archivi più bui e polverosi del suo
passato. Sperando che ci restino a vita.
Ma in alcuni paesi, ahimè, ancora si lotta. E si muore.
Non sto a farvi la cronaca di quello che accade in questi giorni in Birmania, tanto lo sapete.
Ma mi rendo partecipe di questa iniziativa e vi invito a fare altrettanto.
E' solo un'iniziativa simbolica niente più. Ma internet arriva
ovunque, e mi piace l'idea che qualcuno in Birmania, cliccando sulla
nostra blogosfera, anche per sbaglio, possa trarre forza da un post.
Forse domani al lavoro non mi vestirò di rosso... magari lo farò una volta fuori, per strada.
Di sicuro intanto coloro il post di rosso.
Riporto dal sito di Repubblica:
Vestiti di rosso per la Birmania
Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania.
E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una
catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti
e del popolo birmano. Questo è l'invito che sta circolando in queste
ore via sms: "In support of our incredibly brave friends in Burma:
may all people around the world wear a red shirt on Friday, September
28. Please forward!" (trad.: a sostegno dei nostri amici
incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo
tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa. Inoltra questo
messaggio).
Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì
28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo
messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo
gravissimo prolema gli sarà possibile. Grazie di cuore".
Potete (dovete!) inviarci le vostre foto: cliccate qui e seguite le semplici istruzioni a video. Grazie di cuore anche da noi.
Istanbul Hatirasi
L'ho tirata fuori dal documentario Crossing the bridge, The sound of Istanbul di Fatih Akin e mi piace tantissimo. De gustibus, lo so... eh eh eh...
Sezen Aksu, Istanbul Hatirasi
Fatih Akin, il regista turco-tedesco vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino 2004 con La sposa turca, ha presentato a Cannes un documentario sul mondo musicale di Istanbul. La storia è quella del compositore Alexander Hacke, esponente dell’avanguardia musicale tedesca, che ripercorre il viaggio che fece in Turchia per scrivere la colonna sonora della Sposa turca. Le emozioni, i rumori, i colori di una metropoli che segna non il confine ma l’incontro di Oriente e Occidente, e soprattutto le sue melodie perché, recita Confucio, “quando arrivi in un luogo e vuoi comprenderlo, ascolta la musica che vi si suona”. Si parte dal gruppo neopsichedelico degli Baba Zula nella zona di Beyoglu, per poi passare alla black music turca con il rap dei ragazzi e delle ragazze che vogliono potere dire la loro su qualsiasi argomento, all’hip hop, alla street music e alla breakbeat, ballata dai giovani breakdancer che con le loro evoluzioni inneggiano alla libertà, anche a quella delle droghe. Poi c’è l’incontro con il lamento della tradizione kurda; con il ballo di due moderni dervisci, i Whirling Dervishes; e con due leggende della musica popolare turca: i cantanti Sezen Aksu e Orhan Gencebay. Ma il vero protagonista è il suono della città che - fatto di musica, claxon, sirene, uccellini, voci – guida lo spettatore alla scoperta del battito del cuore di Istanbul. (fonte: http://www.mymovies.it)
Jellyfish invade Italian coasts
Experts alarmed over out- of- season phenomenon (ANSA) - Rome, September 26 - Millions of jellyfish are invading Italy's southwestern coasts both surprising and alarming experts because the phenomenon is so out of season.
Inspired by http://mediterraneodiving.wordpress.com Ritorno dall'AngolaIeri sera è venuto a farci visita Michelangelo, che non vedevamo dalla sua partenza per l'Angola di un paio di mesi fa, per lavoro. Per chi non dovesse ricordarsi o seguire da poco, Michelangelo è il nostro ex-coinquilino di casa Cupiello, che ha coabitato con noi fino alla sua avventura in Africa. E' venuto a farci visita ed è stato come se fosse mancato da tantissimo tempo da noi, da anni. In effetti, lo scenario davanti al quale si è trovato in Angola è stato una doccia fredda per il balzo di civiltà tra Occidente ed Africa nera. Appena atterrato a Luanda ha già capito di essere arrivato in un luogo lontanissimo da casa, lontanissimo da tutto, un Paese dimenticato. Breve digressione e nota storica. L'Angola è stato colonia portoghese fino al 1975, anno in cui scoppiò una guerra civile durata fino al sorgere del nuovo millennio. Mancanza di democrazia, fame e disperazione, malattie mortali come l'AIDS diffusissima tra la popolazione, interessi delle multinazionali straniere di petrolio e diamanti, corruzione onnipresente e mancanza pressoché totale di infrastrutture sono la base dei racconti di Michelangelo. I vantaggi di enormi risorse petrolifere e dei diamanti fanno capo a poche persone che ne detengono il controllo, mentre la popolazione muore di fame e vive in case fatte di pietre sovrapposte e coperte da lamiere, che quando piove vengono trascinate via provocando sempre morti, che vengono spazzate via dalle ruspe qualora si debba fare posto ai palazzoni della fascia costiera di Luanda per qualche società straniera. La polizia corrotta estorce denaro agli stranieri bianchi coi quali bisogna addirittura contrattare per arrivare ai venti dollari canonici per evitare il sequestro del veicolo o dei documenti. Un leitmotiv che altri miei amici che sono andati in paesi difficili come il Messico o qualche altro stato africano dove la democrazia non funziona molto bene hanno già raccontato in precedenti loro esperienze. Il paese è di impostazione comunista, è vietato in strada girare a sinistra con la macchina se non in apposite strade a senso unico, e vietato cadere nei tombini (c'è il sequestro del veicolo per una tale imprudenza), sì perché i tombini non ci sono perché la ghisa costa. ![]() Michelangelo ed Emilio
Eppure è un paese ricchissimo di petrolio. C'è la regione di Cabinda che trabocca di petrolio. Si potrebbe pensare al fatto che Michelangelo, lavorando in una multinazionale petrolifera, sia andato lì come Cortez in America del sud a combattere contro gli Incas per sottometterli. Ma la locale compagnia statale di petrolio prende il 75% dei proventi dal petrolio estratto. E lo stesso avviene per i diamanti. In Angola i diamanti non si vendono perché gli angolani neppure sappiano il valore di ciò che estraggono per due dollari al giorno in miniera. Il problema è che i proventi enormi di tali risorse restano ad una élite molto ristretta che si arricchisce, alla faccia del comunismo, fatta di circa trecentomila persone su undici milioni e passa di persone che si muoiono di fame. In tutto questa situazione campeggiano i manifesti per strada del presidente che racconta al popolo che sta lavorando per l'Angola... Il petrolio alla fine serve a tutti e gli italiani, come sempre, come protocollo, sono dei signori in confronto alle schifezze che fanno americani, francesi e compagnie belle. Michelangelo sta seriamente pensando di tornarsene da quell'inferno, nel quale starà fino all'inizio dell'estate; la sede locale in mano ai francesi funziona pure male, ma non andrà via prima di avere fatto qualcosa, anche se solo una goccia, per quei bimbi, portando loro medicinali e prodotti per l'infanzia e chiedendo ai missionari locali informazioni perché le cose arrivino al posto giusto e per cercare di trovare un programma di adozioni a distanza per l'Italia. Di certo tornerà da questa esperienza come un uomo più triste ma anche più saggio. Banner a trePer chi volesse perorare la nostra causa perché ci siano effetti rilevanti nel contest de L'isola dei Feaci, questo è il nuovo banner a tre collegamenti: <a href="http://maumozio.spaces.live.com"> </a><div align="center"><a href="http://maumozio.spaces.live.com"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1013/1434782647_8ea651da09_o.jpg" alt="Frammenti del Maumozio" height="113" width="185"></a><a href="http://www.flickr.com/photos/10854759@N05/"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1358/1434782757_9a7deb7601_o.jpg" alt="Galleria dei Feaci" height="113" width="245"></a><a href="http://mobilisinmobile.spaces.live.com"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1113/1435652966_2134fea15f_o.jpg" alt="Mobilis in Mobile" height="113" width="178"></a> Versione in prosa dell'instabilitàIl tale del post precedente era il francese Henri Bérnard che allora ventisettenne mise dell'acqua sul fuoco probabilmente per un tè su un fornellino. Correva l'anno 1901. A fiamma bassissima notò che sulla superficie dell'acqua si formavano configurazioni esagonali che sparivano qualora la fiamma fosse aumentata. Alla base di tutto è il moto convettivo dell'acqua che per differenza di temperatura e quindi di densità del liquido porta in liquido che è sul fondo verso la superficie e viceversa quello freddo di superficie cade verso il fondo per venire a sua volta riscaldato dalla parete a contatto con il fornellino. A temperature basse la viscosità dell'acqua vince sul moto convettivo e il liquido non si miscela, tutto è fermo. All'aumentare della temperatura si innesta quindi il moto convettivo che genera la configurazione ordinata. Oltre una certa soglia il moto del fluido diventa molto poco ordinato, diventa turbolento e l'ordine si perde. La turbolenza nel liquido che si scalda fino a bollire cancella ogni traccia di ordine, la sua nascita è dovuta sostanzialmente all'instabilità del flusso di fluido caldo che sale verso l'alto del contenitore. L'instabilità, per capirci è quando si ha una posizione di equilibrio ed allontanandoci da questa anche di pochissimo, tendiamo ad allontanarci da quella configurazione di equilibrio, senza pietà. Tipo come se si volessero mettere in equilibrio due biglie l'una sull'altra, sul pavimento a terra o sulla scrivania, supposti privi di pendenza. L'ordine viene sconfitto da variabili randomiche che partono dalle stesse molecole, con l'effetto di viscosità e da un sacco di altri problemi. la turbolenza è una brutta bestia... E' possibile ricondurre tutto sto casino all'effetto del disordine, ovvero dell'entropia che domina tutti i sistemi termodinamici tramite il secondo principio, famosissimo, onnipresente in natura e che cresce come una simpatica bestiola affamata di ordine da divorare all'aumentare della temperatura. Il secondo principio sancisce l'irreversibilità delle trasformazioni reali, quelle che accompagnano ogni cosa nell'universo. In teoria esistono le trasformazioni reversibili e sono quelle in cui l'entropia (dell'universo) si mantiene costante. Sono le trasformazioni quasi-statiche che avvengono per processi elementari nei quali le temperature variano di pochissimo tra i vari sistemi che popolano l'universo ed interagiscono tra loro. Nella metafora del post pensavo alle instabilità della vita, che per mantenere un equilibrio delle cose bisogna mantenere tutto bloccato e questo va contro la logica della vita e dell'evoluzione. Pensavo che se vuoi troppo, alla fine oltre agli auspicabili risultati positivi (se e quando ci sono...), ottieni anche tanto disordine difficile da gestire e che spesso non porta a nulla e anzi ti ostacola sul percorso per il raggiungimento degli obiettivi. Il risultato è quindi un'infelicità inesorabile? No, se uno tiene in conto che i momenti perfetti sono solo momenti che durano poco e che si deve lottare per costruirne dei nuovi anziché cristallizzare il passato e non andare più avanti. Questo dice il secondo principio della termodinamica secondo la mia formulazione. Costruire nuova felicità non è mai gratuito, bisogna spendere un lavoro per poterne generare e poter godere dei frutti. Nella vita, nel lavoro, in amore, ovunque. Questo è venuto fuori mentre analizzavo i risultati delle mie simulazioni numeriche. La scintilla occasionale di questi pensieri le grandi decisioni che è necessario prendere nel futuro prossimo per garantire nuova pace e prosperità per un nuovo intervallo di tempo, nella speranza (vana secondo il secondo principio) che duri quanto più a lungo possibile. Questo in soldoni e scrivendo il tutto anche un po' coi piedi... Mi fa piacere che vi siate chiesti cosa significasse... siete attenti in classe allora :p Ah, l'immagine riassumeva il criterio di instabilità di Rayleigh per una goccia dotata di una certa carica elettrica. L'ho messa perché mi ricordava la tipica condizione di instabilità di una goccia di acqua quando cade. Mi era venuto in mente lavandomi le mani prima di pranzo pensando ad una domanda che mi fece il prof di meccanica dei fluidi all'esame sulla sezione di un rivolo d'acqua da un rubinetto che per la cronaca diminuisce come si calcola con Bernoulli e l'equazione di continuità. Oltre una certa sezione però il rivolo si rompe in goccia, l'instabilità che viene fuori, dettata dalla tensione superficiale del fluido, legata alla carica che si portano dietro le molecole. Provate la differenza in un rivolo di acqua ed uno di olio... Instabilità precaria ed ermetica
Un giorno un tale, tanto tempo fa, mise un pentolino d'acqua su un fornello, a fiamma bassa. Sul pelo libero dell'acqua si formarono esagoni regolari. La perfezione e l'ordine che nascevano dal nulla, dal disordine. Tutto partiva da piccole cose, dalla forma delle molecole, un equilibrio perfetto. Poi aumentò la fiamma e gli esagoni scomparvero. Tutto tornò nel disordine. Il caos. Instabilità. Per dare una spiegazione dell'accaduto il fisico Rayleigh mise in piedi una dimostrazione complicata che arrivava a spiegare il fenomeno. Ma ci si accorse tempo dopo che aveva avuto torto, aveva trovato per caso le risposte ma non grazie alle proprie congetture. Entropia. Siamo tutti vittime dell'entropia. Fame da leoniChe tragedia... e pensare quanto spesso viene sprecato dall'Occidente "civilizzato"... risorse alimentari, acqua potabile, energia e materie prime... Le giraffe guardano in faccia i potenti del mondo e con il loro sguardo chiedono cosa cavolo c'entrino loro con le borse (fatta eccezione per gli ipotetici patiti di borse di giraffa), le multinazionali e con gli sprechi.
Un giorno da leoni o cento da pecora? Cinquanta da... giraffa e non da orsacchiotto.
ZIMBABWE: LA GENTE HA FAME E TENTA DI MANGIARE UNA GIRAFFA
NAIROBI - Una giraffa che la siccità aveva allontanato dai suoi habitat naturali, ormai aridi, spingendola fino alla periferia di Harare, capitale dello Zimbabwe, ha rischiato di essere uccisa da una folla di persone disperate ed affamate, che volevano sfamarsi con la sua carne. Lo riferisce il quotidiano locale Herald, ripreso dalla Bbc online.
Già negli ultimi anni, peraltro, era stato notato come i grandi parchi naturali del Paese si stessero sempre più svuotando di animali selvatici: tra bracconaggio senza controllo e poveracci che uccidevano le bestie per sfamarsi. La giraffa, un esemplare molto grande, è stata salvata da una mobilitazione di agenti che sono riusciti ad evitarne l'uccisione proteggendola fino all'arrivo delle unità di protezione degli animali selvatici, che l'hanno portata via. Lo Zimbabwe, già granaio dell'Africa, è un paese che sta letteralmente implodendo. Oltre il 65 per cento della popolazione ha bisogno dell'aiuto internazionale per alimentarsi anche un minimo; la disoccupazione è intorno al 75 per cento; l'inflazione oltre il 6.000; le epidemie lo flagellano; sistema sanitario e scolastico sono tracollati da tempo. Sotto accusa Robert Mugabe, presidente a padre padrone del Paese dall'indipendenza (1980), e che si accinge a ripresentarsi ancora alla presidenza, per una serie di scelte di strategia economica (in particolare l'esproprio dei grandi latifondi dei bianchi, poi non utilmente riconvertiti, e divenuti in breve tempo del tutto improduttivi) rivelatesi esiziali. Intanto la repressione è durissima, e l'opposizione perseguitata. La sua voce più alta, Pius Nube, l'arcivescovo cattolico di Bulawayo, seconda città del Paese, che aveva duramente contestato Mugabe, chiamando chiaramente alla rivolta, é stato 'azzoppato' da uno scandalo a sfondo sessuale. Ci sarebbero immagini che lo mostrano a letto con la sua segretaria, peraltro una donna sposata. Monsignor Pius parla di montatura dell'intelligence dello Zimbabwe, ma intanto ha dovuto lasciare la sua importante diocesi, che guidava da una decina d'anni. (ANSA).
Il banner dei FeaciIl banner dei Feaci è pronto. Le anime pie che volessero inserirlo nel proprio blog per diffondere la lieta novella sono le benvenute e saranno lodate in canti accompagnati dalla chitarra da me e Mauro! Questo è il codice che rimanda ai nostri blog: <a href="http://maumozio.spaces.live.com"> </a><div align="center"><a href="http://maumozio.spaces.live.com"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1312/1418602847_2fbfa4cf11_o.jpg" alt="Mauro" height="84" width="81"></a><a href="http://mobilisinmobile.spaces.live.com"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1356/1418602997_042a389720_o.jpg" alt="Nando" height="84" width="136"></a> Questo è quello che viene fuori: ![]() ![]() E' composto da due parti: la parte dove c'è Mauro rimanda al suo blog, quella col David imbacuccato rimanda al mio. Poi una volta su uno dei due blog non mancheranno certo le indicazioni... :) Grazie per la collaborazione, aspettiamo numerose le vostre foto artistiche alla maniera dei Feaci. Una raccomandazione. Consiglio un utilizzo del banner in orizzontale. La chitarra
Una mia amica un giorno ebbe in regalo dall'allora fidanzato una chitarra. Siccome ci vedevamo spessissimo io ero obbligato a fare da cavia per ascoltare le sue melodie. Era brava, nel senso che gli accordi li imbroccava (forse, almeno non era Don't cry), e spesso dovevo esibirmi in cantate degne di Mogol. Alla fine gli eventi hanno fatto cadere in disuso queste abitudini e sono grato all'entropia. Visto che due dei miei migliori amici non hanno potuto inculcarmi l'amore per la musica e che tanti altri mi hanno solo usato come pubblico non pagante (qualche volta ho anche rischiato di pagare... anzi ho pagato seppure indirettamente andando a sentire amici suonare), ci ha pensato una nota catena di supermercati tedeschi (almeno credo) a farmi fare il primo passo. Una chitarra classica con fodero, accordatore elettronico, corso di chitarra e plettro per una cifra molto piccola. La cosa inquietante è che non trovo il marchio Made in China da nessuna parte sullo scatolo... L'unica pecca è la decorazione attorno al foro della cassa armonica (mi esprimo come un ingegnere lo so) che ricorda la nonna di Heidi quando il nonno, bei tempi, era felice e se la spassava tra i prati alpini con lei e cantavano "o monte nero o monte nero o monte né" insieme. Adesso i vicini avranno di che lamentarsi.
Obesity dayHo la pessima abitudine di andare a fare la spesa prima di cena: una cosa altamente deleteria per la linea (ormai la geometria euclidea sembra essere una pura opinione per me) e per il portafogli. Qualsiasi cosa mi ritrovo davanti ai piedi, meglio se servito agli occhi con colori invitanti e adesivi, e di commestibile può essere acquistato per essere portato nella fabbrica di grasso. Finirò col soppiantare i maiali, per dispetto a quelli come Calderoli, e produrmi il grasso da solo di questo passo. Tipo come nel libro di Chuck Palaniuk, trasformato nel film cult Fight Club.
Le pareti del cervello non hanno più finestre nei reparti iperilluminati degli ipermercati subdoli, dove non ci sono neppure orologi per non riprendere cognizione di causa. Urge prendere serie contromisure. O al massimo nuove misure. Per gli abiti, che detto tra noi fanno sempre più il monaco al giorno d'oggi. Ed è un monaco trendy. Urge fare qualcosa prima del collasso gravitazionale ed illuminarvi di immenso.
ROMA - "Abbiamo modificato il nostro modo di fare la spesa e di mangiare, siamo bombardati da offerte e prodotti civetta, spesso ipercalorici, nonché dai messaggi della pubblicità che inducono al consumo", e questo contribuisce ad aumentare il giro vita degli italiani. E' quanto ha riferito Giuseppe Fatati, presidente della Associazione italiana di dietetica e nutrizione chimica (Adi) nell'incontro di presentazione dell'Obesity Day che si terrà il 10 ottobre per sensibilizzare la popolazione italiana e ricordare che il sovrappeso non è un problema estetico ma di salute. Sono allarmanti i dati sull'obesità in Italia, ha continuato Fatati, in 5 anni infatti gli obesi sono cresciuti del 9%, rappresentando il 10% della popolazione. E il 34% degli italiani é in sovrappeso, un'epidemia che non risparmia i più piccoli. "Il grande obeso - ha dichiarato Fatati - ha in media 10 anni di vita in meno rispetto a una persona di peso normale", la gente oggi è convinta che un alimento che costa poco contenga anche poche calorie ed è bombardata dai messaggi pubblicitari e dalla continua offerta di prodotti invoglianti. (ANSA)
Ps. Non sono (ancora) obeso, ma la mia coscienza chiede giustizia e mi chiede di fare moto, nuoto, anche volo se necessario.
L'isola dei Feaci - La mimesi dell'arteLa clamorosa vittoria mia e di Mauro, a pari merito, al contest organizzato dal kerouachiano Andrea, non poteva lasciarci impassibili e insensibili all’imperante smania di lanciare eventi nella blogosfera. Così dopo lunghe e tribolate discussioni abbiamo pensato di proporre anche noi un contest da ambientare sulla nostra isola di riflessione, l’isola dei Feaci. Scartato un certamen poetico-letterario la scelta è stata quella di affidarsi alla ennesima gara fotografica in cui l'idea di base è la mimesi. Così la nostra isola dei Feaci, in contrapposizione al mondo dell’isola dei famosi, dalla riflessione volge lo sguardo all’arte, ma senza volere strafare. E’ uno sguardo curioso e bambino, con l’idea di fondo di divertirsi tutti assieme e di conoscere nuovi amici tramite il nostro comune hobby, e sottolineiamo hobby, della fotografia. L’invito è quindi a proporre foto in cui sia richiamato un dipinto o una scultura o una qualunque opera d’arte. Quante volte in un viaggio, davanti a una statua ci siamo messi in posa imitando le movenze del soggetto rappresentato oppure uno spensierato pic-nic estivo ci ha riportato alla mente il quadro “Dejeuner sur” o ancora, una foto di una persona particolarmente grassa ci ha ricordato un quadro di Botero e un campo di grano o di girasoli ci ha fatto pensare a Van Gogh. Ecco, questo è lo spirito del contest, raccogliere foto che rappresentino, che richiamino un’opera d’arte non semplici foto di un’opera d’arte. Per la designazione del vincitore, le fotografie, pubblicate nella Galleria dell’Isola dei Feaci, saranno sottoposte all'implacabile giudizio delle sette Muse. E (kai) a chi avrà inviato la migliore foto, un simpatico premio in stile con il contest, per avere sempre l'immagine dell'arte davanti a sé.
REGOLAMENTO
La pro-loco dell'isola dei FeaciPrima di imbarcarsi per un viaggio per una terra che non si conosce bisogna sempre informarsi, prendere le giuste cautele. Se uno parte per un luogo esotico avrà bisogno di informazioni sulla lingua, sul clima, sulle usanze locali e la cultura. Partire così, un po’ alla sprovvista, magari pure inimicandosi qualche divinità, non è mai di buon auspicio. Si rischia di fare come Odìsseo e vagare per le lande più disparate, tra mille pericoli. Io e Mauro siamo partiti senza vaccinazioni e precauzioni, verso questa esplorazione nell’oceano del Web 2.0 e ci siamo persi senza alcun ritegno in questo mondo fatto di sirene incantatrici, maghe ammaliatrici, ciclopi crudeli, mangiatori di loto, re dei venti e ninfe stupende. Ogni tanto si incontra anche qualche birichino di lestrigone che tenta di affondare le navi, qualche Scilla e qualche Cariddi, ma lo spirito di scoperta e di avventura di Ulisse ci ha spinto a sfidare e vivere questo mare, esplorandolo, amandolo e divenendo suoi abitanti, fino ad arrivare alla meravigliosa isola dei Feaci dove poterci sedere a raccontare, accolti da Nausicaa e da suo padre Alcinoo.
A spasso col maialeROMA - Nuova proposta choc anti-islam del
leghista, vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. Mettera' il suo maiale a
disposizione del comitato contro la costruzione della moschea di Bologna, per
ripetere quello che aveva fatto a Lodi. Lanciando anche la proposta di un
'Maiale-day' per evitare la costruzione delle moschee. Il ministro della
Solidarieta' sociale Paolo Ferrero si scusa per le parole del
leghista.
"A fronte dell'inversione di rotta dell'amministrazione comunale bolognese - ha detto Calderoli - che ha dato il via libera alla realizzazione di una nuova grande moschea, metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea, esattamente come a suo tempo feci in quel di Lodi, dove la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale, fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile. E' visto che dalle nostre parti c'é ne piena l'aria potremo organizzare in futuro il maiale-day, ovvero concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica". Calderoli aderisce inoltre allo sciopero della pasta, ma annuncia che mangerà maiale per far dispetto agli islamici che seguono il Ramadam. "Per aderire alla proteste dei consumatori contro i rincari di pasta, pane e dei generi alimentari di prima necessità, per dare il mio contributo al Ramadan e per far innervosire chi non amo - afferma il coordinatore della Lega - mi sono astenuto e mi asterrò dal consumo di pasta e pane, aderendo così alla protesta dei consumatori, ma così facendo rischiando involontariamente di adeguarmi anche al digiuno previsto dal Ramadan. Pertanto, non provando grosse simpatie per chi considera il maiale come proibito, e a scanso di equivoci, in alternativa a pasta e pane mi mangerò un bel piatto di costine di maiale, alla faccia di Prodi che ha trasformato pasta e pane in gioielli e di Bin Laden e del suo terrorismo". "Capisco che Calderoli sia più esperto di maiali che di Islam, ma un po' di rispetto per i convincimenti religiosi altrui non guasterebbe": così il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero. "Colgo l'occasione - aggiunge - per scusarmi, anche a nome di tutti gli italiani che si ritengono civili, con i musulmani residenti in Italia che cominciano il mese del digiuno. Invierò una lettera al Presidente Prodi perché si discuta in tempi brevi la legge sulla libertà religiosa che mi sembra la migliore risposta alle parole di Calderoli". ![]() Clamorosa intervista al maiale star della tv di* Calderoli:
- Buongiorno signor Maiale, posso chiamarla
così?
- Oink Oink!
- Bene, signor Oink Oink, grazie per averci
concesso questa intervista in esclusiva. In questi giorni lei è al centro di
polemiche per le parole del suo padrone... Cosa ne pensa dell'iniziativa?
- Oink oink sgruffff...
- Beh, con questo vuole dire che è un
momento importante per voi maiali, dopo tanti sacrifici fatti per gli esseri
umani, vi prendete il vostro momento di gloria.
- Oink oink oink...
- Certo vogliamo anche in questa sede
commemorare gli eccidi, le deportazioni di massa, le prigionie e le rappresaglie
contro di voi, un macello per davvero. Ma lei è una star, grazie al suo padrone,
è diventato un po' il simbolo di una parte del Paese che vuole vedere tutelati i
propri diritti e vuole mantenere pura la razza. Voi maiali da passeggio siete
tutto sommato una casta di privilegiati. E mi permetto l'utilizzo del termine
casta in quanto lei non è una vacca sacra.
- Oink oink!
- Vedo che apprezza il mio umorismo... Ma cosa ne pensa sul suo ruolo
dissacratorio per la compagine musulmana in Italia, si rende conto di essere un
mezzo di discordia civile e di antidemocrazia? Cosa ne pensa del futuro
dell'Europa? Vede possibile una civile convivenza tra quelli come voi e le altre culture, comprese quella del nostro Paese?
- Oiiiink! Oiiiiink! Sgruff sgruff... Oiiiink! - Beh, sembra un comizio elettorale il suo, ma deve pur ammettere che chiudersi dentro la propria cerchia di mura non vuol dire certo progredire, bisogna aprirsi alle altre culture... - Oiiink oink terrunnn oink! - Beh, credo che questo termine sia più idoneo ad identificare lei che vive la sua vita tra le quattro mura di un porcile, senza offesa... Comunque, non vedo perché debba ricorrere a presunte offese piuttosto che rispondere alle mie domande! Tra l'altro non so se ha letto l'intervista al suo proprietario che dopo averla prestata alle comunità locali, per festeggiare mangerà un piatto di costine per fare dispetto ai musulmani. Le costine le donate voi maiali, mica le zebre o gli gnu... - Oiiink! Oiiink! - Ah, tanto lei è da passeggio... capisco... ma ha anche il guinzaglio e la palettina per caso? Giusto come curiosità personale... - Oink! - Vedo che adesso deve scappare, deve partire per nuove mirabolanti avventure, il padrone la chiama... - Oink oink! Sgrufolando, il signor Oink raggiunge il suo padrone per cambiare il mondo. - Oink! Chiedo scusa ai musulmani in Italia in quanto italiano, anche io mi vergogno di alcune persone che ci rappresentano. * Precisazione necessaria per evidenziare
l'accezione di possesso, ovviamente, non si fraintenda, stiamo parlando del
maiale di proprietà del vicepresidente del Senato della Repubblica
Italiana, una persona che ci rappresenta e che merita il rispetto di tutti, come lui istituzionalmente rispetta tutti. Sciopero dei consumatori - No brandsL'intenzione è buona, ma oltre che far parlare per un giorno i TG nazionali, omettendo fatti più importanti, gravosi e scomodi, non credo avrà molte conseguenze se non abbabbiare il consumatore stesso...
(ANSA) - ROMA, 13 SET - Si è aperta a Roma con la distribuzione di pasta, pane e latte, la manifestazione dei consumatori contro i rincari generalizzati. Lo sciopero della pasta e della spesa, che ha preso il via in piazza Montecitorio a Roma, dovrebbe coinvolgere, secondo gli organizzatori, un centinaio di piazze in tutta Italia. Davanti alla sede del Parlamento, e' stato organizzato uno stand della Coldiretti e centinaia di cittadini hanno partecipato aggiungendo la propria voce alla protesta.
Il populista medio penserebbe da bar, nella fattispecie pensionato in prossimità dell'ufficio postale: "Code di politici agli stand, è giunta loro voce che si mangia...".
Elasticità (economia)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.L'elasticità in economia è definita come il rapporto tra le variazioni percentuali di due variabili. In termini formali, date due variabili y e x, l'elasticità di y rispetto ad x è data da: dove:
L'elasticità è dunque una misura della sensibilità di y rispetto a variazioni di x. Poiché è un rapporto tra variazioni percentuali, l'elasticità è un numero puro. Laddove possono essere definite variazioni infinitesimali di y e x, è possibile esprimere Esempi di applicazione del concetto di elasticità sono:
In soldoni... è praticamente inutile, a mio avviso a livello economico, differire di un giorno gli acquisti dei beni di necessità per i quali il consumatore non può fare a meno. Comprare un pacco di pasta domani invece che oggi non cambia nulla. Un giorno non significa nulla per un'azienda in genere. Sarebbe molto più efficace l'indirizzamento dei consumi evitando, a turno, solo alcuni produttori. Per un mese non si compra tutti assieme la pasta del produttore X, quello che ha aumentato di più i prezzi facendo pensare a speculazioni o a inefficienze produttive non curate. Poi quando, per la legge di domanda e offerta, il marchio X cala i prezzi per vendere, stremato, tutti a comprare X e così anche gli altri devono abbassare i prezzi per competere. Basta con i consumatori trattati come massa grigia informe, vacche da mungere per gli esperti del marketing, diamo del colore ai nostri visi con tanto di baloon da fumetto che dice "Cca nisciuno è fesso!" alla Totò. Impariamo un po' dai cinesi... Il mezzo di comunicazione esiste, la rete. Mai fare nomi, basta punire chi ha aumentato di più i prezzi, oppure in ordine alfabetico. Quando ce vo ce vo. Passaparola.
Tutta colpa del ParadisoPeriodo di commemorazioni, di persone che lasciano queste lande disperate, scoperte dell'acqua calda per scandali ovvi, politica sempre di un certo (basso...) livello, inciuci, gossip e teste bacate. Qual è il Paese di cui parliamo? Non certo la Mongolia (porto i miei saluti più rispettosi e doverosi al popolo mongolo). Povero Gigi Sabani, offuscato da big Luciano, chissà staranno discutendo in paradiso sulla liceità della concomitanza della dipartita. Ah, i bei tempi di Ok il prezzo è giusto della mia infanzia, di quelle imitazioni che hanno cambiato la televisione. L'arrivo della Zanicchi fu un trauma che tuttora mi porto dietro. Negli ultimi tempi lo si vedeva unicamente sulle reti napoletane a fare la pubblicità per mobili ed elettrodomestici a rate, inno della nostra quotidianità da paese ricco e sviluppato dell'Occidente. Certo però gliel'ha fatta grossa Luciano... senza battute ovvie, tanto già gliel'ha fatta la figlia stessa al funerale. E' stata una bandiera per l'Italia, a cominciare col fisco, ed ha portato la sua voce in giro per il mondo. Ed ecco che compare sul Corriere della Sera il doveroso necrologio di Paolo Isotta che dimostra tutto il suo rispetto per il defunto, affossandolo più di quanto avrebbe fatto l'indomani il becchino (schiattamorto, in napoletano, termine abbastanza colorito che mi fa pensare ad un tizio poco raccomandabile che gira per i cimiteri a sfondare con un piede di porco gli sterni dei defunti) e scatendo le ire di tutto il mondo dello spettacolo a cominciare da Zeffirelli. Ha una certa età pure lui, in effetti, bisogna prevenire questi critici che borbottano sull'altrui operato. Andassero loro sul palcoscenico, invece sempre a criticare, a criticare e a criticare. Critici. Magari aveva anche ragione Isotta, ma ha scelto il momento sbagliato per bon ton, ma l'ideale da sfruttare come cassa di risonanza per salire sul palcoscenico, almeno per salutare gli amici a casa. Mamma butta la pasta qui, direbbe il buon Dan Peterson dei miei tempi... Caro Luciano, avresti dovuto studiare solfeggio meglio, colpa tua se poi c'è chi ha da ridire, critica e tutto il resto, non fare l'espressione mogia da lassù. Fosse stato non cristiano (certa gente è troppo permalosa e non voglio saltare in aria assieme ad Emilio e Fabrizio) poteva farlo per davvero un bel canto da muezzin...
Lassù... si dice sempre lassù... tutti buoni, nessuna sa mai nulla poi quando arriva il momento del giudizio. Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Per questo poi l'umanità va sempre peggio... Ma in effetti c'è carenza di alloggi e problemi di agibilità all'altro mondo. La Chiesa ha già chiuso limbo e purgatorio. Ha deciso di non investire nei luoghi più pallosi della Divina Commedia. Il Paradiso (la maiuscola è obbligatoria in quanto marchio registrato, con tanto di operazioni di licensing e merchandising sacro, compresi gli incensi di Dior citati da Battiato) deve rimanere aperto per la solita questione politica. Un po' come Alitalia che toglie i voli da Malpensa per metterli su Roma, non ha molto senso. L'inferno (ormai i marchi sono scaduti e non sono stati più rinnovati per spietata concorrenza sulla faccia della terra, gli uomini peggio di miliardi di Cine hanno creato miliardi di inferni in ogni dove e nessuno è più disposto a tutelare il marchio) dovrebbe essere pieno, ma tra condoni, indulti (chi non ne ha di problemi con gli indulti), sconti di pena e test di ammissione truccati la popolazione resta pressocché costante, se non in diminuzione. Dall'alto si chiude un occhio perché già ci sono problemi di agibilità con le norme contro gli incendi. I pompieri la volta scorsa hanno preteso il posto assicurato per tutto il corpo oltre la sfera del fuoco, dalle parti del cielo di Mercurio. I capi ovviamente vanno oltre, ma i residenti si stanno lamentando e mi sa che alla fine li mettono tutti nel cielo di Mercurio, che è un po' il quartiere povero del Paradiso. L'importante è esserci e salvarsi. Poi ci sono problemi per le strutture antisismiche, ste cavolo di placche tettoniche che si spostano sono un casino, bisogna continuamente puntellare ed ormai Lucifero sta usando pure lui manodopera cinese a basso costo per questo ingrato compito. Tanto i cinesi vanno all'inferno: sono comunisti... e non si lamentano neppure della mensa, lo sformato di bambino fatto con le frattaglie di cliniche occidentali e gli arrosti di neonati cinesi lasciati per strada sono sempre divorati ugolinamente da loro. Gradiscono perfino il caviale (ma solo per i cattivi bene) fatto con gli ovuli della legge 40. Tartine di caviale, ma anche un pasticcio regalato verso carnevale alle porpore da parte di certi politici sempre generosi con ciò che non appartiene loro.
Michelangelo, particolare del Giudizio Universale della Cappella Sistina Tutti in Paradiso! Un po' come tutti vogliono fare i notai, gli avvocati, gli ingegneri e i medici. Poi alla fine si scopre che se si avesse fatto l'idraulico adesso si sarebbe benestanti, si avrebbe una bella macchina, tanti capelli in più, un mutuo già pagato da dieci anni e una discreta probabilità di non morire di inedia quando arriverà la pensione. I paradisiani si lamentano di questi extracomunitari che salgono su dall'inferno. "Va a lavurà dannat!". San Pietro con le sue guardie doganali (me lo immagino tipo Fernandel in La legge è legge) ha sempre grossi grattacapi. Aveva pensato ad un muro tipo contro i messicani o i palestinesi, ma il comitato etico gli ha bocciato la proposta, almeno per questo secolo. Troppi muri, fanno pensare al mondo terreno e lassù ci tengono a certe distanze. Solo quando l'entropia vorrà le anime arriveranno, ma saranno trattate da matricole quali sono. Le gerarchie vanno rispettate. Uno entra e vuole già il posto di arcangelo: la gavetta... la gavetta! Certo però adesso ci saranno begli spettacoli lassù di lirica, almeno fino a quando non arriverà il critico là. Presenta Gigi Sabani. Corrado gli insegna a correre... E anche big Luciano avrà davanti i grandi del passato. Certo se pure un Rossini dovesse stroncarlo, allora saranno davvero cavoli. Dovrà pensare anche ad un ritiro celeste, si cercherà una nuvola da arare e coltivare e andrà avanti così. Mogli e buoi dei paesi tuoi. Comunque, è arrivato l'undici settembre, il solito Osama manda il bigliettino di auguri all'Occidente, si è pure tinto la barba per l'occasione, soliti servizi sulle torri che si allasagnano a terra scotte, soliti incitamenti al dominio coloniale dell'Iraq dall'amministrazione americana. Su si festeggia, le migliaia di vittime di New York e dell'Iraq andranno tutti allo stadio (non olimpico sennò su si incazzano che dicono che ricorda la concorrenza del passato che tanto hanno impiegato a sconfiggere e sradicare con metodi piucchecinesi) ad ascoltare il nuovo arrivato che farà i duetti con i grandi del passato. Bono per ora si limita a dispiacersi, ma fa gli scongiuri, lassù potrebbe avere parecchi ammiratori che vorrebbero ascoltarlo col maestro Luciano.
Ne approfitto per un saluto personale a mio padre, buonanima, anche se immagino che lui non andrà allo stadio non olimpico a sentire Pavarotti, sarà a vedere la tv, o avrà conosciuto Totò ormai. Chissà che danno mai lassù. Certo se un giorno dovessero scoprire che ci sono i reality pure lassù... dieci santi vengono mandati all'inferno (uno qualsiasi, anche vicino Cinecittà va bene, ma senza male parole) per un mese chi resiste fino alla fine viene premiato con un soggiorno all'Empireo, suite divina, dieci miliardi di stelle. In effetti però a pensarci il Grande Fratello là c'è per davvero. L'isola dei Beati (santi non ancora veramente famosi o dal nome che nessuno mette più ai propri figli). E poi ci sarà qualche gioco a quiz dove si vince amore, beatitudine e solidarietà. Braccine corte... Oppure la versione paradisiaca de L'eredità col locale Amadeus (nome profetico), dove però si trasmettono documentari su come i mortali si azzuffano per i lasciti e sperperano alla faccia di chi muore, una trasmissione verità molto toccante. Allo stomaco. Di fatto si ricorderà mio padre che oggi ricorre l'anniversario di nozze. Nel 2001 fecero 25 anni di matrimonio i miei. Glielo dissi che aveva esagerato con i fuochi d'artificio, alla fine il troppo storpia. Adesso ci saranno questi qua che lo guardano in cagnesco, meglio che non vada allo stadio che succedono le mazzate.
Chissà se poi lassù sanno veramente chi è stato... Mi sa che quando sarà qualcuno avrà molti sguardi in cagnesco contro, altro che mio padre romanticone! Con gli indulti qualcuno dei responsabili riuscirà a salire su, visto che il purgatorio è stato chiuso... mi sa che si dovranno mettere gli angeli in assetto antisommossa... una scorta che so... spero non mandino san Tommaso... "Help me help me!" e san Tommaso che non ci crede. Proporrei un Paolo, bello con la spada, ma pure un po' troppo chiacchiarone, come si dice a Napoli.
Beh, io nel frattempo mi sono guadagnato un bel posto sicuro tra i blasfemi, a tempo indeterminato. Mi resta il pentimento in punto di morte o il cambio di religione (vengono però gli angeli o i facenti veci a controllare chi preghi per dare la residenza nel mondo ultraterreno, mica bastano le chiacchiere...). Mi permetto di salutare Francesco Nuti che ha prestato il nome a questo intervento e soprattutto la signora Muti.
La via del petrolioSono sempre entusiasta quando l'azienda dove lavoro finanzia iniziative ed opere culturali. Alla mostra del cinema di Venezia è stato presentata la versione restaurata del primo ed unico documentario di Bernardo Bertolucci, La via del petrolio. Magari faranno una versione digitale da potere proiettare all'auditorium di casa Cupiello, che poi sarebbe sempre la nostra agorà multifunzionale. In passato, l'azienda di cui sopra ha dato anche contributi nel mondo dell'arte col restauro della facciata di San Pietro (nel quale hanno preso parte anche il mio tutor e i suoi colleghi per la parte fluidodinamica e trasporto degli inquinanti del traffico urbano da parte del vento) e quella del Duomo di Milano.
(ANSA) - VENEZIA, 7 SET - Bernardo Bertolucci e' stato accolto con una standing ovation alla proiezione della versione restaurata de 'La via del petrolio'. Il regista si e' seduto in platea per rivedere il suo primo documentario accanto al presidente della Biennale, Davide Croff, al vicepremier e ministro Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli e a Stefania Sandrelli con il marito Giovanni Soldati. Domani il regista ricevera' il Leone d'oro del 75/o anniversario della Mostra.
Dopo "Prima della rivoluzione" (1964) Bernardo Bertolucci rimane inattivo per quattro anni. In questo periodo accetta una commissione da Eni in collaborazione con la Rai: girare un documentario in tre puntate che tracci la storia dell'oro nero. La via del petrolio. L'idea è seguire il lavoro d'estrazione in Persia, poi accompagnare il viaggio di una petroliera fino a Genova, infine, percorrere l'oleodotto da Genova in Germania.
A ciascuna di queste tre tappe corrisponde una puntata, ognuna delle quali ha un'introduzione particolare: la prima è spettacolare, ricca, nettamente documentaria. La seconda è avventurosa, con citazioni letterarie, rimandi alla storia del cinema. La terza è fantasiosa, con al centro la figura di un giornalista - poeta sudamericano che segue l'oleodotto sotterraneo passo a passo, con vari mezzi, persino a piedi. La prima puntata (Le origini) si concentra sulla terra di origine del petrolio e sulla presenza magica del fuoco. A questi elementi poetici si unisce la riflessione sul cinema come mezzo di riproduzione della realtà. La seconda (Il viaggio) sorprende in particolare nella parte in cui si fa il parallelo tra il viaggio della petroliera e i film fantastici di George Méliès. La terza (Attraverso l'Europa) è il diario di un giornalista lungo il percorso "sotto terra" dell'oleodotto, la cronaca di un viaggio anche storico e letterario, esperimento in cui oggettività - il documentario - e soggettività - il giornalista protagonista-narratore sfumano continuamente l'una nell'altra. tratto da www.eni.it Errori di stampaSe dovesse saltare fuori il marcio da tutta questa vicenda credo che tante persone non si meraviglierebbero più di tanto... Test truccati, domande fatte coi piedi, persino la richiesta di extra-benefit, chiamiamoli così, per avere il posto garantito. Almeno ciò è quello che emerge da chiacchiere di corridoio (universitario), da racconti di amici e ex-coinquilini, da chi ha fatto alcuni pubblici concorsi dove è successo lo scatascio (come si dice a Napoli), ecc... Per non parlare degli esami all'università, nei quali alcuni individui fanno il bello e il cattivo tempo. L'assistente infame che vuole farsi notare c'è sempre, alcune mamme sono sempre incinte, o la domanda bastarda può esserci sempre a rovinare mesi di duro studio, ma a volte si vedono certe schifezze... a me capitò di passare davanti all'aula dove un amico aveva l'esame di una materia neppure tanto complicata, il professore che per fare l'esame orale ad un suo parente fece uscire fuori tutti dall'aula e rimasero da soli... adesso due sono le cose... o è stata una farsa di esame o c'è stato un rapporto incestuoso di strana natura dettata dall'eccitazione del momento... ci vorrebbe procura e prefettura in ogni aula d'esame con tanto di commissione etica, esperta della materia. Il sistema universitario costerebbe un po' troppo forse. Poi uno ti dice di denunciare questi casi: il tipico modo per non laurearsi più, si innescerebbero reazioni a catena imprevedibili e davanti alle quali il povero studente è in balia dei flutti.
![]() I test di ammissione possono essere un'ottima palestra per i commercialisti di alcune persone che devono cercare di ripulire al massimo cifre di denaro di ignota provenienza. Un compito molto arduo, secondo me, così ad intuito. In questi periodi avranno veri picchi di lavoro... alla fine questo aumenta i posti di lavoro, per quanto precari. Ma anche in pubblici concorsi o concorsi in accademie militari, non ne parliamo di quante se ne raccontano dal barbiere... Da mio padre queste leggende metropolitane fioccavano in concomitanza di tali eventi locali. Non credo che sia un fenomeno tipico che accade solo tra Napoli e Pozzuoli.
La verità è che in questi test di ammissione, universitari (non parliamo di alcune scuole di specializzazione) o meno, siccome è difficile correggere una scheda già compilata, spesso qualcuno a caso se la ritrova bella e compilata, un tipico errore del sistema di stampa che invece di lasciare tutti i pallini vuoti, li riempie in ordine assolutamente casuale. Tali sistemi, per la loro bravura, meriterebbero la laurea ad honorem, oltre che la vincita del Superenalotto. Adesso, si sono accorti di un tale inghippo nel sistema... solo adesso... dopo anni di soprusi da parte di queste macchine programmate male o forse con manie di protagonismo che stampano i risultati prima dell'esecuzione dei test. Il povero candidato è un po' come si trovasse davanti ad una busta di risotto o ad un sugo pronto, basta riscaldare il posto, la sedia, e in pochi minuti si ha tutto pronto. Comodità. Io li arresterei i programmatori di questi sistemi. Anzi, di più, metterei in galera le stampanti dei test, sicuramente artefici di tutto questo sistema logoro e corrotto. Per sicurezza, tenete d'occhio le vostre stampanti, potrebbero mettervi nei guai a vostra insaputa. Ah che bella la Magna Italia, dove tutti si scandalizzano per il protagonismo delle stampanti di oggi, ovviamente solo quando qualcuno si accorge che il led lampeggia e c'è il rischio che si stampino, su maglie, strisce bianche e nere, e non si va allo stadio. E come dice il proverbio: abbiamo tutti fiducia nella magistratura.
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