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Haus der KunstATTENZIONE!
Questo intervento per alcuni contenuti poco contenibili è adatto ad un pubblico adulto o perlomeno maturo.
(In attesa di querela dalle multinazionali hondureñe)
Haus der Kunst. Letteralmente sarebbe "la casa dell'arte". E' il nome del famoso museo di Monaco in Baviera. L'altro giorno ero al telefono con l'Inghilterra (non con Gordon) e davo un'occhiata distratta per le pareti del corridoio di casa Cupiello e notavo che abbiamo dei grandi capolavori appesi alle pareti. In futuro magari dedicherò una bella galleria fotografica con i nostri protagonisti del Novecento, come direbbe il tizio di Teleproboscide interpretato da Guzzanti in una nota trasmissione comico-satirica di qualche anno fa, dove satiricamente Guzzanti recitava di vendere quadri del Mutandari, con tutta la sua "onestà intellettuale". In salone abbiamo persino l'evoluzione dei quadri di Fontana: a differenza dei quadri dove domina il concetto di spazialità in tele monocromatiche con degli squarci che squarciano l'anima, noi abbiamo il figurativo squarciato... Un dipinto con un ponte su un fiume che a me ricorda uno scenario balcanico e che io ho chiamato molto affettuosamente "I fiori sui Balcani". I fiori non ci sono, ma ci saranno da qualche parte nel paesaggio fluviale, un fiume senza fiori è come un salame senza pepe, sterile e privo di quel sapore che sa di mito di antiche carovane dei tempi di Gengis Khan e di piperina che accarezza i recettori sulle gengive e sulle lingue indoeuropee. Se no a che serve l'artista poi. Lo squarcio è piccolo, ma là sta l'arte in quel minimalismo, marginalismo, sbadatismo (nel senso che qualcuno, non faccio nomi, girava per casa come un oplite macedone con una ferale asta che ha squarciato la tela, dandole un valore artistico immenso, atto tipico dello sbadatismo). L'opera viene comunemente attribuita a Michelangelo (né Buonarroti, né Merisi purtroppo per noi) il nostro ex-coinquilino, ma molto probabilmente solo perché non abita più con noi (risata preregistrata da sit-com) e quindi ogni disfunzione di casa viene attribuita a lui quando si parla con la padrona di casa sullo stato della Haus der Kunst. Per noi è lo pseudo-Michelangelo.
Concetto di spazialità in Fontana cui si è ispirato lo pseudo-Michelangelo
Un altro capolavoro è la presunta geisha giapponese (sembra giapponese, ma date le nostre conoscenze altaiche potrebbe essere tranquillamente cinese o addirittura coreano... la geisha coreana avrebbe un valore inestimabile, ce l'avremmo solo noi). E' il dipinto che ho davanti agli occhi quando sono seduto (molto incivilmente) sul tavolino del telefono. Ma l'opera che rappresenta l'anima di casa nostra è una copia del cenacolo di Leonardo da Vinci. Una copia che è in realtà una miniatura, date le dimensioni, ma molto significativa. Noi a casa riteniamo addirittura che sia l'originale (risata preregistrata da sit-com), la prova fatta da Leonardo prima di dipingerlo ad olio (figurarsi se Leonardo si metteva a fare un affresco che deve essere realizzato di getto...) sulle pareti del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Pensiamo che il quadro sia stato implicato nei misteri del santo Graal e dei cavalieri Templari. Senza ombra di dubbio la vecchia proprietaria che un tempo abitava lì era in qualche setta segreta massone carbonara ed anche amatriciana (risata preregistrata da sit-com). Cucinava bene a detta di Emilio, e se lo dice lui, accattataville. Questo accostamento tra Emilio e la Loren è più blasfemo di tutto quello che ho scritto sinora...
Emilio
Anche la mia misera stanza ha i suoi pregi artistici. Il minimalismo dei calzini sulla cesta dei panni sporchi (che non si lavano in famiglia, ma con la lavatrice in dotazione, sono un teorico della lavatrice), la muraglia di libri sul comò, l'armadio con dentro l'abito da sposa... Ce ne sono di scheletri negli armadi delle persone (risata preregistrata da sit-com). I libri vengono disposti con la cosidetta disposizione a coppi elettrolitiche, dove assegno il segno più ai libri buoni e il meno a quelli cattivi, e poi li dispongo in alternanza in modo che la carica positiva e quella negativa sia pronta a scatenare fulmini e saette. Una Bibbia e il Mein Kampf di Hitler è un ideale potentissimo generatore di Van Der Graaf. Il Vangelo e l'Anticristo di Nietzsche può innescare, come coppia elettrolitica, scintille, che in presenza di gas di calzino, potrebbe fare saltare in aria il palazzo (risata preregistrata da sit-com). Rischi del mestiere. Non cito altri libri sacri, almeno i cristiani hanno il pregio di non essere fanatici (risata preregistrata da sit-com, sarcastica e ironica). Comunque, la questione dei calzini è una finzione scenica, prima di essere accuratamente disposti sono lavati e igienizzati col Napisan che ammazza tutti i germi già a 30 gradi. I calzini sparsi per la mia stanza sono tutti puliti, è che mi secca piegarli e li lascio allo stato bradipo. Il casino è poi appaiarli quando si mischiano. Prima di uscire ci sono sempre numeri comici non indifferenti per accoppiare tra di loro i calzini. Da simili storie raccapriccianti di accoppiamenti contro natura di guanti e calzini sono nati i calzini con le dita. Non oso immaginare cosa possa venire fuori da storie fosche tra guanti e mutande, fatte di solitudine e bricolage (risata preregistrata da sit-com). Eh questa era spinta, avrei dovuto mettere il bollino blu (risata preregistrata da sit-com), non quello rosso (risata preregistrata da sit-com più forte).
Calzini, guanti e mutande nelle vesti di mutanti
Ma torniamo alla questione degli scheletri nell'armadio. In un'anta dell'armadio della mia stanza conservo un abito da sposa. Ebbene sì. E' una storia di un passato lontano al confine tra Brasile e Paraguay, ero fuggito con una mandriana di vacche che poi si è rivelato essere un mandriano di tori dal passato fosco e inquietante. Una storia che fa paura e quell'abito da sposa è tutto quello che mi resta della pseudo-mandriana di vacche brasiliana, al confine col Paraguay. In realtà è l'abito da sposa della proprietaria di casa che me la lasciato così in pegno, sottolineo non d'amore (risata preregistrata da sit-com). Non aveva dove metterlo e mi ha chiesto se potevo tenermelo io. Il marito chissà se lo sa. Eh, è una storia fosca e foscola (risata preregistrata da sit-com, in assenza di segnale ci sarebbero state poche risate, non l'ho capita nemmeno io, che l'ho scritta, tanto bene). In realtà è la da dieci anni a questa parte quel vestito lì, a volte fa pure atti di nonnismo nei miei confronti. La padrona di casa ci ha lasciato una dote di quattro scatole piene di cose dell'anziana suocera scomparsa, che viveva nella mia stanza prima che scoprisse tutte le verità della vita da un altro punto di vista, il vestito da sposa, un paio di paltò, un eskimo, suolette per scarpe usate taglia 38, alcuni boccettini di profumo da donna quasi vuoti, pietra pomice callifuga e dello smalto per unghie fucsia. Materiale molto scottante da giustificare ad una persona non di casa (risata preregistrata da sit-com). Meno male che ho messo il bollino blu...
Scheletri nell'armadio
La mia stanza l'ho ritrovata tra i quadri della mostra al Palazzo Reale di Milano su Gianfranco Ferroni. Ci sono stato in concomitanza della mostra di Botero della quale parlerò in un prossimo intervento. Una mostra che mi è piaciuta molto quella di Ferroni, di un pittore che non conoscevo (mea culpa) molto introspettivo e autobiografico. Tramite i suoi quadri sembra di sentire le sue emozioni, spesso tristi, che mi hanno rimandato a miei stati mentali dei miei momenti di solitudine di San Donato. Vittorio Sgarbi scrive su Il Giornale (un po' di par condicio ogni tanto...): «Un artista per disciplina». Così Vittorio Sgarbi ha definito Gianfranco Ferroni, presentando l’omonima mostra che delizierà «La Bella estate» dei milanesi da domani [NdN. - un paio di settimane fa più o meno] al 16 settembre. «Ogni giorno, con pazienza e dedizione, Ferroni si è educato la mano per arrivare alla perfezione».
Gianfranco Ferroni
La sua biografia... Gianfranco Ferroni nasce a Livorno nel 1927. L’approdo di Ferroni all’arte avviene dopo una lunga serie di rinunce quotidiane, di difficoltà economiche che ne segnano il cammino. Trasferitosi dopo la morte del padre a Tradate si inserisce nel colorito ambiente della Brera del dopoguerra dove conosce e frequenta il gruppo di Guerreschi, Romagnoli, Ceretti e Vaglieri che gli vale per staccarsi dal realismo di stampo politico e sociale. La sua attività solitaria subisce modifiche tematiche dall’impatto con la realtà di un viaggio nelle zone più arcaiche della Sicilia, compiuto nel 1956 con Vaglieri, e dalla rivolta ungherese, che segna dolorosamente tutto il gruppo. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1958 e a numerose collettive a Milano, Roma, Firenze e Torino, e prende parte alla III Biennale del Mediterraneo ad Alessandria d’Egitto. Personali sono state organizzate dalla Galleria Bergamini di Milano nel 1956, 1957, 1959, dalla Galleria Galatea di Torino nel 1963, 1966 e 1976. Muore a Bergamo il 12 maggio 2001.
Le stanze abbandonate da Gianfranco Ferroni
Ho ritrovato nella sua branda il mio letto, le stanze vuote, miei ricordi di infanzia, la tristezza di alcuni momenti di solitudine. Il pensiero corre alla madre... è tornato. Mi ha affascinato tantissimo, forse più di Botero che sembra a primo impatto leggero, se non fosse per la sezione, terribile, su Abu Grahib, il carcere iracheno scenario delle violenze e delle sevizie, che hanno fatto il giro del globo, da parte di mele marce (sì?!) dell'esercito americano. Prossimamente farò un album, promesso, con le bellezze "artistiche" di casa Cupiello, così potrete apprezzare pienamente questo ammasso di crauti e aceto poco balsamico, partorito per fame prima di pranzo, qua sopra.
Cranio di cavallo di Ferroni (pensate se non fosse stato inventato il corsivo... sarebbe stato ancora più macabro!), una natura abbastanza morta.
Nefertiti aveva le rughe e suo marito era una mummiaNefertiti aveva le rughe: lo prova uno studio dell'Isi, Siemens Imaging Science Institute di Berlino. L'istituto con una tomografia ha ricostruito accuratamente il viso della donna, considerata la piu' bella di tutti i tempi. 'Il viso e' pieno di rughe, il collo piu' tarchiato - ha osservato Dietrich Wildung, direttore del museo egizio di Berlino - e il naso non e' cosi' armonico come si ammira nel busto di 3347 anni in visione all'Altes Musem'. Il mito di Nefertiti, della sua bellezza tramandata nei secoli, crolla sotto i teutonici raggi X della tomografia dello studio tedesco. Viene fuori l'immagine di una regina frivola che vuole trasmettere ai posteri una sua immagine idealizzata, un po' come fece una volta una mia amica per la foto della patente: girò diversi fotografi e ammorbò più volte anche lo stesso fotografo per le foto da apporre sul documento... alla fine quella foto adesso, a distanza di cinque anni, quella sulla patente sembra un'immagine finta, tanto da fare scattare accertamenti da parte della polizia stradale ogni volta che la fermano. Mica come me che sui documenti adoro mettere le foto più improbabili. Ho una foto sul badge dell'azienda che rasenta l'ignominia. Mi dispiace solo che facciano noie col passaporto con le nuove regole adesso, altrimenti mi sarei divertito, con l'espressione tipica da Ferdinando I re di Napoli.
Al rogo il piromaneAlcuni telegiornali nazionali sembra che non parlino d'altro: in effetti il fuoco è l'eterno amico/nemico dell'uomo, il piromane è una persona come tante e che spesso è nell'ombra, per essere sarcastici, celato da nubi di fumo, è un nemico pulito di cui parlare, non scomodo, su di lui si può dire di tutto senza dovere usare le pinzette per evitare noie con querele o con il bastone del padrone.I servizi sugli incendi in genere sono come quelli per l'afa, il caldo, i nubifragi improvvisi: fa troppo caldo, fa troppo freddo, le verdure sono care, d'estate si abbandonano i cani, si consuma troppa elttricità, troppa acqua. Poi, subito dopo, classici servizi da spiaggia con donne (e uomini) in costume. Il massimo l'ho visto in un telegiornale (non ricordo, né riporto quale, uno qualsiasi va bene) ieri sera con un servizio sugli incendi dolosi del Gargano nel quale il reporter si soffermava con le inquadratura sui fondo schiena delle bagnanti in fuga tra il paese in fumo, qualche immagine di qualcuno che piange che ci sta sempre bene, la spesa di un tempo enorme su un tale servizio per glissare sugli altri temi nazionali. Si potrebbe dire che non c'è niente da dire, ma basta entrare nel sito dell'Ansa e vedere che di notizie da dare ce ne sono eccome. Solite intercettazioni, questa volta a sinistra, pensioni sempre più lontane ed improbabili, il tesoretto che ci ha rotto le palle per chi deve beneficiarne, solite barche di immigrati nelle tratte ormai consolidate Libia-Lampedusa (credo ormai ci siano gli orari di partenza dalla Libia), inferni quotidiani di Afghanistan e Iraq. In queste notizie si possono trovare sempre una parte politica responsabile (in realtà, lo sono sempre tutte perché sono problemi che si trascinano da tempo e vanno ben oltre le ultime due legislature), il fuoco invece è un nemico senza bandiera e allora va bene. Se poi l'incendio è in una zona balneare, allora meglio, ci saranno femori, anche e addomi da filmare, giusto per attirare l'attenzione e fidelizzare il teleaspettatore medio, evidentemente una media molto bassa per essere attratti da tali banali specchietti per le allodole. O di altri uccelli, a scelta.
Pierre Auguste Renoir, Le bagnanti
Se si ridimensiona il tempo del servizio da quindici minuti ai due necessari (io penso sempre a quei bei tempi del TG1 di Frajese), si può parlare seriamente del problema degli incendi che nasconde interessi economici dai più gretti a quelli criminali di associazioni dedite alle eco-mafie (e mi piace il termine "associazione" anche perché in alcuni casi ci sono interessi di aziende a smaltire a poco prezzo rifiuti pericolosi). Interessi economici legati all'edilizia, alla creazione di lavoro per il rimboschimento dei territori devastati, alla depressione di economie rivali. Siamo in tempi barbarici evidentemente, ed anche i crociati e i loro ideali erano alla fine barbari come insegna la storia. La questione degli incendi è grave. Ma è grave sempre. Perché anche se non ci scappa il morto, il danno che si fa all'ambiente si ritorce contro tutti gli uomini: come la perdita di un bene importante; come la violazione di un legame antico con la natura che, per quanto possa sembrare cosa d'altri tempi, gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici ci fanno cambiare un po' idea sulla possibilità di modificare e alterare l'ambiente senza riceverne ritorsioni. E' indubbio che si ha a che fare con persone non sprovvedute, non si ha a che fare con casi di autocombustione o automobilisti fumatori distratti, almeno nel caso dei giorni scorsi. Sono state utilizzate vere e proprie strategie che tengono conto del vento e con un numero di focolai troppo elevato per essere casuali. In passato ho seguito dei seminari in un'oasi naturale del Wwf sull'anticendio e le strategie dei piromani nel bruciare i boschi. Beh, inoltre, diciamo che questo è il mio mestiere in quanto ingegnere meccanico per l'ergonomia e la sicurezza, come recita il certificato di laurea, oltre al fatto di occuparmi di fluidodinamica numerica in un settore in cui il fuoco è il più terribile dei nemici. In questi casi di incendio, si ha che fare con persone con interessi economici a fare tutti ciò. Una cosa buona, una volta tanto, è stata detta in televisione da un noto giornalista che spesso si dileggia in show comico-realistici: quando prenderanno i piromani, non li puniranno come si dovrebbe e dopo poco tempo saranno messi nelle condizioni di ripetere il crimine. Stavolta ci sono dei morti, delle vittime sacrificali sull'altare delle coscienze perché sia fatta giustizia. Demoniache presenze
(ANSA) - FOGGIA, 25 LUG - Verra' proclamato il lutto cittadino per ricordare le due vittime del'incendio divampato ieri sul Gargano tra Peschici e Vieste. Lo ha confermato il sindaco di Peschici, Tavaglione, che dopo aver completato il monitoraggio dei danni ha aggiunto: 'gli interventi operativi sono stati tardivi, al contrario dei soccorsi ai turisti'. La situazione resta pero' preoccupante e un nuovo focolaio e' stato segnalato a San Giovanni Rotondo. Traffico ferroviario normale sulla linea adriatica.
L'ape e il fiore
Il mestiere di genitori credo sia il più difficile in assoluto. Si hanno responsabilità enormi nei confronti dei bambini per farli crescere in modo sano e spensierato, ma con un occhio di riguardo alla formazione della responsabilità e al relazionarsi con gli altri per quando diverranno a loro volta adulti. Ebbene, prima o poi bisogna pure spiegare come nascono i bambini ai medesimi. Non si può attendere certamente la maggiore età per spiegare loro che i cavoli vanno bene per la minestra e le api e i fiori pure hanno i momenti in cui gli girano. Qualcuno intervisti un fuco per capire cosa ne pensa il malcapitato. Gli effetti possono essere devastanti alla scoperta del sesso qualche annetto dopo, data la sempre maggiore precocità delle nuove generazioni. Ecco gli effetti di un'educazione sessuale approssimativa, fatta di mezze verità, insabbiamenti e di morti misteriose, una storia che, detto alla Lucarelli, fa molto paura.
Edoardo, 9 anni, in un tema in classe sulla riproduzione scrive:
Poiché succede che gli uomini muoiono devono apparire anche dei nuovi. Questa è la copulazione. Per questo gli uomini non dormono ma lavorano duramente col cuore, il pene e la vagina. Io ho visto i miei genitori in soggiorno mentre copulavano. Papà ansimava tanto e la mamma ha urlato, ma per ora nessuno di noi è morto. Forse fanno solo pratica perchè la nonna è molto anziana. Ho visto che fanno pratica più o meno tre volte a settimana, penso che la nonna morirà presto. Nel comodino della mamma ho trovato delle pastiglie. Papà le chiede sempre se ha preso la pillola. Sicuramente è malata anche lei, ma non va dal dottore. Se continuano ad allenarsi così tanto di sicuro comparirà una nuova creatura al mondo. Io vorrei un coniglietto. La riproduzione avviene tramite i semi. I fiori e gli alberi devono essere annaffiati spesso e la mamma fa la doccia tutti i giorni. Forse così cresce tutto più in fretta. La nuova creatura cresce nella pancia, ma visto che la mamma è molto malata forse stavolta lo farà papà. Ha già la pancia ma non ci ha detto ancora niente. Quando la nuova creatura viene al mondo deve passare dalla vagina ed è molto piccola e bianca. I neri escono sicuramente dal sedere.
Edoardo
Caldo boia
Unica alternativa al pinguino: la scarnificazione Il pollice verde
Nonostante ci siano molte tensioni sulle decisioni al vaglio del governo per la questione delle pensioni, l'improvvisa mancanza dell'occupazione lavorativa comporta in parecchie persone un certo senso di vuoto e di inutilità che va colmato con passatempi che permettano alla testa di svagarsi. Una tipica attività molto in voga è quello del giardinaggio. Dedicarsi ai propri fiori o al proprio orto consente di trascorrere piacevolmente qualche ora della propria giornata con un certo relax e beneficio psico-fisico. Magari, nell'orto si possono inserire delle erbe aromatiche ed officinali, per i vecchi rimedi della nonna contro alcuni piccoli acciacchi. Questa simpatica signora di Venezia ha deciso di darsi alla monocoltura intensiva, con tutti i crismi dell'agricoltura da fare un baffo ai babilonesi e a tutti i popoli di Mesopotamia. Premetto che, secondo il mio pensiero, uno può ammazzarsi anche con la candeggina o l'acido solforico, darsi al rogo o sottoscrivendo un mutuo quarantennale a tasso variabile; sballarsi con alcool, con metanolo o con antigelo per auto (entrambi mortali nel giro di qualche minuto), con psicofarmaci, con una frittatina di papavero con contorno di funghi allucinogeni, con sgrassatore al sapone di Marsiglia, con insetticida contro le zanzare, con zucchero di canna, con colla da parati o una qualsiasi vernice (compreso smalto per unghie), ma si sa che l'etica ha sempre una contropartita, un corrispettivo ontologico, in denaro nelle tasche di qualcuno. Resta però che le leggi, condivise o meno, vanno rispettate e da tutti. La signora di Venezia per uso personale aveva da fumare per quaranta anni circa. Quando si dice volere campare cento anni...
VENEZIA - Una coltivazione consistente di marijuana, ricavata in una terrazza di una villa di Dolo, è stata sequestrata dalla guardia di finanza di Mirano. L'attico dell'abitazione era stato trasformato in un imponente serra, celata agli occhi dei passanti e dei vicini con teli in tessuto e siepi, nella quale erano presenti 670 piante di varia altezza di marijuana. Un buon quantitativo dello stesso stupefacente essiccato, già pronto per l'uso, è stato trovato nell'abitazione. A gestire la serra una donna di 60 anni, ex bibliotecaria dell'università di Padova, denunciata assieme al figlio, di 28 anni, nell'ambito dell'operazione coordinata dal pm Stefano Buccini.
Secondo quanto si è appreso, la donna si sarebbe vantata di avere il 'pollice verde' dichiarando che il suo prodotto, coltivato per uso esclusivamente privato, era il migliore della zona in quanto lei dedicava all'attività gran parte del suo tempo e della sua passione. La stessa ha poi riferito ai finanzieri di aver smesso di fumare grazie alla marijuana che le causa un senso di allegria e un leggero "sballo". Il figlio avrebbe rimproverato la madre per l'attività, ma questa avrebbe risposto di non vederci alcun male perché questa passione la coltivava da molti anni. "Vedi? - ha detto il ragazzo alla madre - ti hanno scoperto. Te l'avevo detto di stare più attenta". (ANSA) Colica al lagoQuesta domenica io e alcuni amici di San Donato, uniti dall'appartenenza ad Eni's way, siamo stati sul lago di Como, a Colico. Abbiamo approfittato del fatto che due nostri amici, Cristina ed Enrico, avevano l'ultima lezione di vela sul lago, per potere prendere un po' di sole, approfittare magari per fare un bagno e godere della bellezza del paesaggio.
La prima impressione che ho avuto è stata quella di trovarmi in una storia di Topolino o di Paperino, chissà quante volte infatti ho visto quegli scorci spacciati per qualche posto vicino Topolinia o Paperopoli: evidentemente qualche disegnatore della Disney si sarà ispirato a quei posti per ambientare qualche storia sul lago.
![]() Ho approfittato per fare qualche foto alle montagne intorno alle acque del lago e per rilassarmi, piuttosto che poltrire a casa di domenica. Ho anche documentato l'evento delle regate sul lago dei nostri amici, che si sentivano un po' tesi perché per la prima volta, dopo il corso di vela, erano impegnati a veleggiare per la prima volta dovendo interagire, con tanto di precedenze, con le altre barche del corso. In verità, avevo anche preventivato una naumachia sulle acque del lago di Como che volgono a mezzanotte, ma il comportamento delle barche è stato alla fine esemplare e nessuno è stato affondato, nessuna battaglia delle Egadi sulle pacifiche acque lacustri, i due si sono anche distinti in importanti risultati da timonieri e prodieri. ![]() Il bagno non l'ho fatto, sono nato sul mare e bagnarmi in acqua dolce, che non sia la vasca da bagno di casa o la clorosissima (e quindi priva di batteri) acqua di una piscina del centro Snam, mi fa sempre provare una certa impressione e diffidenza. Una piacevole sensazione è stata quella di camminare a piedi nudi sul prato e stendermi all'ombra di un ippocastano a sonnecchiare e godermi il venticello del lago. Non ho usato la crema protettiva, stoltamente, e mi sono cotto sotto l'albero, all'ombra... infide radiazioni. Qualche chiacchiera con gli amici, qualche risata a qualche battuta o confidenza. Le mie amiche stavano vicino ad una signora tedesca che per farsi il bagno ha lasciato il cellulare da solo inerme sul prato. Ovviamente, qualcuno che è passato di lì ha deciso che quello era un dono divino. ![]() "Soliti italiani! Rupato cellulare!". Come se poi un tedesco o uno svizzero non avrebbero mai potuto prenderlo il cellulare a terra senza alcuna difesa. Come se l'ipotetico ladro italiano avesse lasciato una bandiera tricolore piantata a terra al posto del cellulare a testimoniare il passaggio di proprietà. Razzista. Siamo stati a pranzo al bar Colica, lì a Colico. Un bar a gestione familiare, con cameriere giovani ed inesperte, per quanto carine. Io, che ho lavorato come cameriere a Napoli quando ero studente, soffrivo nella pancia a vedere una tale disorganizzazione. Ma, lasciando stare le inefficienze e le imbranataggini delle cameriere del bar Colica, possiamo dire anche che i proprietari erano dei vampiri, come può essere un generico ristoratore che non ha concorrenti nelle immediate vicinanze. Il costo dell'acqua è sempre fonte di polemiche e di crudeli estorsioni in questi posti. ![]() Alla fine della giornata, siamo tornati a casa tutti felici e contenti per i posti che abbiamo visto, certi che ci torneremo, perché ci si sta troppo bene. Porteremo nel cuore anche il bar Colica con le sue giovani ed inesperte cameriere, assieme al commovente avviso che abbiamo letto sul cartello dei gelati del locale: "Bitte den Hund nicht bereuhren weil er unter Artrose leidet, Er sollte auch nicht mit dem Ball spielen. Danke."
Povera bestia... Mi ricordava Cocco Bill del film di Vincenzo Salemme, "L'amico del cuore", dove c'era questo cagnetto vecchio, decrepito e pieno di acciacchi, ma con un certo attaccamento alla vita. I DioscuriCari amici e parenti,
è giunta l'ora dei risultati del contest fotografico al quale ho partecipato con la ben nota foto, che evito di farvi rivedere per la dodicesima volta in una settimana, quella dal duomo di Milano. Come potete ben vedere dalle prime due righe della classifica la mia foto ha vinto. E c'è di più, data la sottile differenza di voto tra me e Mauro e il distacco da tutti gli altri partecipanti determinato dal vostro affetto e dalla stima che nutrite verso di noi, Andrea ha deciso di premiare entrambi come vincitori ex aequo, proprio come speravamo noi, del concorso. Come i Dioscuri, Castore e Polluce, anche noi siamo stati accontentati a non essere separati come accadde ai due gemelli di Sparta.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno votato le due foto (o solo una delle due) e di tutto l'affetto e la stima che ci avete dimostrato. Ringrazio Andrea per l'organizzazione, l'ospitalità e la salomonicità nella decisione finale. Ringrazio, inoltre, tutti quelli che hanno votato la foto pur non conoscendomi, andando quindi a premiare la foto semplicemente per gusto estetico. Grazie a tutti.
Faccio i miei complimenti ai vincitori del premio per la critica e a quello per il premio simpatia.
Per tutta la durata del contest fotografico, mi sono divertito un mondo con Mauro la sera a commentare su messenger l'andamento delle votazioni, qualche piccola polemica di qualcuno per il massiccio numero di voti che siamo riusciti a reperire (abbiamo molti amici in rete, semplicemente), la possibilità di organizzare anche noi a breve un contest. Ci siamo divertiti tanto!
Ancora grazie a tutti e a presto con la nuova iniziativa.
Ciao, Nando :)
La classifica finale delle foto che hanno ottenuto almeno otto voti:
Cortesia cortesia cortesia chiamo
Mallory vs. Louis De Point Du Lac
La storia della foto... era una domenica mattina ed ero in centro, dopo avere incontrato a pranzo la mia amica di blog Nicla con sua sorella, ho deciso di salire sul duomo di Milano. Non l'avevo mai visto prima e siccome non c'era quel noioso divieto di fotografare di tanti luoghi d'arte ho approfittato per cogliere le emozioni che provavo nello spettacolo del gotico che ben si presta a belle foto. Mi sono trovato per caso in quell'angolo ed ho notato un senso di vertigine, chissà forse era l'emozione che voleva provocare chi l'aveva concepito quell'angolo, l'ho colta soprattutto quando mi sono reso conto che la scena che inquadravo aveva una gran somiglianza ad una famosa opera di Escher, con le persone che salivano sul duomo e quelle che stavano giù in strada. Sono stato fortunato per la luce, perché poi si sono tornato in quello stesso luogo in una giornata di sole estivo, e, purtroppo, il bianco del marmo e le ombre non davano lo stesso risultato, figurarsi uno migliore! Come al solito bisogna essere al posto giusto al momento giusto per fare belle foto e penso valga per tutti.
D - E' stato allora anche un bel colpo di fortuna! Adesso penso che come minimo lei debba iscriversi a qualche altro concorso forse con altre foto che ha chiuse ancora nel cassetto, o meglio, nella memory-card della sua digitale.
N - Sì, appena ne avrò la possibilità, magari partecipo con molto piacere! Stiamo pensando però ad un nostro concorso, è ancora un'idea e non mi voglio sbilanciare troppo.
D - Suvvia! Un'anteprima può permettersela...
N – Beh, giusto come anteprima, da prendere però con le pinze in quanto è qualcosa ancora in via di definizione e tra l'altro adesso Mauro è in ferie e quindi l'organizzazione riprenderà tra almeno una settimana.
D - Ci dia qualche indiscrezione!
N - Pensiamo a qualcosa che possa dare modo a chi ha un blog di scrivere qualcosa, in chiave poetica, su un argomento da stabilire. L'organizzazione sarà comune tra me e Mauro, e stiamo cercando altre collaborazioni tra gli amici blogger. L'idea di fondo non la posso svelare, però posso dire che è una cosa che chi ha un blog ha fatto o visto fare sulle pagine di un blog. Pensiamo di partire a settembre e abbiamo in mente già un titolo, ma che non è ancora definitivo. Tra qualche tempo compariranno indicazioni sui miei blog e su quello di Mauro.
D - Un grazie a tutti per aver pazientemente letto questo miscuglio di due menti malsane! Alla prossima... © 2007 Ferdinando Marfella e Dina Nerino Ce ne vantiamo pure... Questo è il dramma! La foto è stata scattata e modificata da Alessia. Powered by Mobilisinmobile Imaging. Pensiero populista per oligarchi
Io ci sarò in piazza a firmare l'8 settembre. ![]() Dal blog di Beppe Grillo: Martedì ho depositato alla Cassazione a Roma una richiesta di legge popolare per un Parlamento Pulito insieme ai (meravigliosi) ragazzi del MeetUp di Roma. 1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale. 2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente. 3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Non perdete questa occasione per ripulire il Parlamento. V-day
I segreti di Antonello da Messina
ROMA - Per studiare i dipinti non bastano gli esperti d'arte, servono gli acceleratori di particelle. Un esempio dell'utilità dei fisici nei musei è dato da uno studio su un dipinto di Antonello da Messina dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, i cui risultati verranno presentati nella prossima Conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle che si terrà a Firenze a settembre. Rush finale a "Click on the road"Sono tanti quelli di voi che hanno votato la mia foto e quella di Mauro, in concorso a Click on the road. Grazie di cuore. Ma anche di fegato e di pancreas, perché scaricare sempre tutto sul povero e solo cuore, se poi sciopera sono cavoli.
La mia foto in concorso si chiama Mobilisinmobile2 ed è attualmente ai vertici della classifica con l'amico Mauro e la sua Maumozio1 (ma anche la Maumozio2 e la Mobilisinmobile1 sono molto belle). Il concorso è nelle fasi conclusive e domani verranno pubblicati i voti più recenti (in moderazione), sapremo con certezza le nostre posizioni in classifica. Per avere un maggiore margine di sicurezza (proprio perché non conosciamo che evoluzione abbiano potuto avere i voti degli "avversari", chi non l'ha ancora fatto, può votarci e renderci felici (nel nostro piccolo, a volte basta poco per rendere felice una persona).
Mobilisinmobile2
Maumozio1 Chi volesse votare, anche per premiare le altre foto, molto belle in concorso, può farlo utilizzando i link che vi lascio in calce (i voti a disposizione di ogni utenza, cioè per ogni indirizzo IP, sono cinque, e ce ne sono di foto belle da votare, oltre alla mia e quella di Mauro).
Ricordo che per votare basta lasciare un commento con i nomi delle cinque foto preferite sotto all'intervento apposito su www.aopletal.com e del quale vi fornisco ivi il link diretto all'intervento:
Per vedere le foto in concorso questo è l'indirizzo dello spazio Flickr che le raccoglie:
(posizionato già a pagina 3, dove sono le mie quattro foto in concorso, anche se il cavallo di battaglia è Mobilisinmobile2, con le sue prospettive alla Escher :p )
Riassumendo:
5 voti a disposizione per scegliere le cinque foto più belle
2 foto sponsorizzate dal mio blog: Mobilisinmobile2 e Maumozio1
Scadenza del concorso: alla mezzanotte del 14 luglio.
Siamo agli sgoccioli, aiutateci nel rush finale!
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Davide, il gigante e il Golem
I canali di BolognaUn giorno sono andato a Venezia. Mi sono trovato davanti allo spettacolo di una città poggiata sull'acqua. La prima cosa che ho provato, mentre camminavo per le calli ed i ponti che le collegano, è stata una sensazione dal sapore di magia. Difficile da spiegare, una gioia bambina, come trovarsi all'improvviso in uno scenario fiabesco. Veramente difficile da spiegare. E' una sensazione che si prova e basta, tentare di descriverla in ogni modo la sminuisce. E' come scoprire all'improvviso di essersi innamorati e sentire il primo battito del cuore che incendia l'animo. Camminavo mano nella mano alla fanciulla di cui mi ero innamorato, vagavamo per una città che faceva innamorare. Ma lo scenario di Venezia di sicuro non è come quello descritto da Dostoevskij ne Le notti bianche, dove tutto alla fine si rivela una visione dell'amore infine perduto. Venezia è sempre bella, con o senza un amore che sboccia all'improvviso. Venezia resta bella. Tutto era nato da un altro canale, in un'altra città, dove non mi sarei mai aspettato di trovare canali, addirittura nascosti tra i palazzi. Bologna è gelosissima dei suoi canali, offre soltanto pochissimi scorci per poterli scorgere. Non è certo vanitosa e narcisistica come Venezia che si vanta e fa la civetta con i suoi canali, con le acque che vi sgorgano ed in ogni linea di corrente è possibile leggere la storia di un amore che corre via, al mare o chissà dove. ![]() Non è solo Venezia ad avere canali. Bologna ce li ha, e non sono dello spessore estetico di quelli veneti, ma li nasconde così bene che non si può fare a meno di ammirarli se li si scopre così all'improvviso. Li ho scoperti in una foto e da allora non faccio che cercarli. Eve li ha catturati un giorno e me li ha regalati attraverso la cosmetica di un nemico. Li ho visti per la prima volta in un sogno di un pomeriggio di fine estate, presentati da una creatura dei boschi, una fatina. C'è un simpatico locale dove mi piace fare colazione a Bologna che ha una veranda piccola su un canale, lì nacque l'idea di vedere quelli di Venezia. Lì nacque tutto, ogni cosa. Lì ha suonato il piano, da sempre muto, la fatina. Sono tornato questa settimana a Bologna ed ho scattato alcune foto dei luoghi che hanno acquisito per me nel tempo grande importanza. Mi piace cogliere quei particolari che ho notato e che conservo adesso nel mio cuore, un po' come se fosse anche la mia città adesso. Oltre i canali, nascosti, mi piace camminare sotto ai portici, magari fischiettando qualche canzone di Guccini, cogliere i particolari di statue e le cupole delle chiese, avere come riferimento le due torri, contare le traverse di via Irnerio, percorrere il ghetto ebraico lungo via dell'Inferno, oppure semplicemente percorrere via dell'Indipendenza e via Ugo Bassi, mi piace fermarmi alla Feltrinelli sotto le torri e comprare qualcuno dei miei libri assurdi che chissà quando comincerò a leggere. Ora ho catturato l'immagine, ma non l'anima, dei canali di Bologna. Click on the road"Vengo con questa mia addirvi, una parola, tutt'attaccato".
Volevo semplicemente ringraziare quanti, con gran buon cuore, hanno votato la mia foto in concorso a Click on the road.
La foto in concorso, per chi non avesse notato l'unica foto nell'album "Click on the road", si chiama Mobilisinmobile2 nel concorso ed è attualmente ai vertici della classifica con l'amico Mauro e la sua Maumozio1.
Mobilisinmobile2
Maumozio1 Per chi non l'avesse ancora fatto e avesse voglia di votare belle foto, oltre alla mia e alla foto Maumozio1 dell'amico Mauro, può farlo utilizzando i link che vi lascio in calce (i voti a disposizione di ogni utenza, cioè per ogni indirizzo IP, sono cinque, e ce ne sono di foto belle da votare, oltre alla mia e quella di Mauro).
Ricordo che per votare basta lasciare un commento con i nomi delle cinque foto preferite sotto all'intervento apposito su www.aopletal.com e del quale vi fornisco ivi il link diretto all'intervento:
Per vedere le foto in concorso questo è l'indirizzo dello spazio Flickr che le raccoglie:
(posizionato già a pagina 3, dove sono le mie quattro foto in concorso, anche se il cavallo di battaglia è Mobilisinmobile2, con le sue prospettive alla Escher :p )
Riassumendo:
5 voti a disposizione per scegliere le cinque foto più belle
2 foto sponsorizzate dal mio blog: Mobilisinmobile2 e Maumozio1
Scadenza del concorso: alla mezzanotte del 14 luglio.
Affrettatevi :)
Un saluto
L'armonia delle coseUn tempo c'erano i fabbri. Ognuno era fabbro del proprio destino, ieri come oggi, ma loro un bel giorno, martellando per forgiare chissà quale manufatto, si imbatterono nel buon Pitagora. Egli si rese conto, per caso, che nella bolgia di rumori di un'officina, intenta a formare il metallo per gli usi più disparati, alcuni rumori diventavano suoni. Nel battere caotico c'erano particolari frequenze che, ripetute con determinate cadenze, davano delle assonanze. Pitagora non era il tipo che, notata una cosa del genere, se ne stava buono a posto suo. ![]() Vota Antonio!![]() Cari Amici (tipico inizio di lettera elettorale, o similare, per imbonire il pubblico modello Gerry Scotti), su consiglio di Mauro ho partecipato a questo concorso di fotografia tra blogger sul blog cui il link vi rimanda se ci cliccate sopra, con questa foto ispirata liberamente da un'opera di Escher molto famosa. La foto è anche riportata sotto e viene lì chiamata mobilisinmobile2, scattata dal mio pseudonimo Nando Scafroglia. Siccome come fotografo valgo poco (finta falsa modestia, ma comunque non me la tiro, né ho motivo di farlo), spero che voi, amici e compagni di ventura, vogliate dare un piccolo contributo col vostro voto a questa anima perduta. Basta cliccare sul banner sopra seguire le indicazioni su come votare. Grazie per l'udienza e per l'eventuale aiuto :) Nando |
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