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    Accarezzame

     


    Stasera core e core 'mmiezzo 'o grano
    addo' ce vede sulamente 'a luna
    io cchiu' t'astregno e cchiu' te fai vicino
    io cchiu' te vaso e cchiu' te fai vasa'. . .
    te vaso e 'o ritornello 'e na canzone
    tra ll'albere 'e cerase vola e va'
    accarezzame! . . .
    sento 'a fronne ca me brucia
    ma pecche' nun me da pace
    stu desiderio 'e te?
    accarezzame! . . .
    custi mane vellutate
    fai scurda' tutt'e peccate
    strigneme 'mbraccio a te!
    sott' 'a stu cielo trapuntato 'e stelle
    me fai senti' 'ste dite int' 'e capille
    voglio sunna' vasanno 'st'uocchie belle
    voglio sunna' cu te!

     

    Roberto Murolo

     

     

    La guerra di successione nel Fantabosco

     
     
     
    Oggi è stato ratificato l'accordo prezioso per l'acquisizione del diritto di affitto del nuovo asset a Milano. Mi piace questo gergo da petrolieri, ormai ci ho fatto l'orecchio... La nuova stanza è collocata in un piccolo appartamento (che ho già battezzato "Nautilus"), minuscolo nei confronti di casa Cupiello che aveva dimensioni eque ma personaggi equini quale l'avida e infida padrona. Avrò il diritto comunque di ospitare persone, coerentemente allo spazio disponibile. Inviterò una persona per volta, invece che avvalermi della possibilità di utilizzare il campo profughi del salone di casa Cupiello che ogni tanto accoglie qualcuno. Prima o poi potrebbe addirittura tornarmi utile. Intanto, nella bolgia di Bolgiano le prime notizie della mia partenza hanno scatenato le brame degli altri nell'impossessarsi della mai stanza, ottenuta a mio tempo con l'inganno a mia volta, nei confronti del mio ex coinquilino del lager di via Morandi. Quella stanza sprigiona il male insito nelle persone quando non la si possiede. Poi magari tutto passa perché ci si rende conto che è una sola, ma a livello teorico rappresenta un vero e proprio pomo della discordia tra inquilini. Poco conta della faglia che passa sotto al letto e che ho teorizzato essere l'effetto di una perdita d'acqua dal sistema di riscaldamento a terra, anche in virtù dell'alto tasso di umidità, specie in inverno rispetto alle altre stanze della casa. Prima o poi chi la abita potrebbe svegliarsi su un geyser e farsi le cure termali direttamente a letto. Il nodo della lavatrice stocastica, così chiamata per l'aleatorietà dei suoi principi di funzionamento, rappresenta anche un'altra bella gatta patatosa da pelare. L'infida e avida padrona del cavallo, equino beneficiario unico del nostro affitto (serve giusto a pagare la pensione a maneggio del cavallo della ricca e iniqua proprietaria), non vuole saperne di ricomprarcela avvalendosi di un fantomatico articolo della Prammatica Sanzione di Carlo Magno e da un'interpretazione del editto di Milano di Costantino del 313 d.C. in cui, secondo la proprietaria, si dice che nelle catacombe non possono essere installate nuove lavatrici ma che comunque si riconosce la libertà di culto per i Cristiani. Il salone tendopoli, inoltre, sta per essere bloccato dalla sovraintendenza ai beni culturali perché si pensa che ci siano i resti di un teatro romano sotto di esso, visti i reperti che vengono su a galla. Sarà difficile dimostrare che è tutta opera del coinquiliname, che è stato talmente bravo da gabbare le autorità che si aspettano ti riportare alla luce un'importante testimonianza dell'età giulio-claudia. Si prevede comunque, nonostante tutto, un inizio delle ostilità da parte degli occupanti di casa Cupiello per l'accaparramento dei miei territori a valle della mia partenza che non sarà comunque prima di fine luglio, data ultima per il trasporto del nandame nel Nautilus, e per la gestione degli affari interni condivisi, tra cui internet del quale attualmente sono gestore unico di casa. Andranno a rotoli anche la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti: anche noi abbiamo la nostra piccola Gomorra a casa, con persone che non hanno neppure idea di che fine facciano i rifiuti una volta che vengono separati (sempre male) e buttati. Ho buttato la spazzatura per due anni, senza avere mai avuto l'onore di vedere qualcuno, tranne qualche volta Emilio, al mio fianco nella campagna contro il colera in cucina. Sono anche uno dei migliori pulitori di bagno attualmente disponibili sulla piazza: anche questo sarà l'inizio di un'emergenza umanitaria che costerà la vita a qualcuno. La vita sarà difficiletta al mancare del mio welfare, compreso il servizio di reperimento e anticipo economico (a volte neppure saldato, come l'ultima volta che ha portato alla nazionalizzazione delle facilities in cucina e coi detersivi). Spero che la situazione si riappacifichi, tutto sommato, anche se non sarò io a preparare il trattato di Utrecht per la fine della guerra di successione nel Fantabosco. Il metodo del simplesso e il triangolo logistico hanno dato fiducia alla nuova soluzione del Nautilus come nuova opportunità di sviluppo e nuova era del cinghiale bianco.
     
     
     

     

     

     

    Logistica del legionario moderno

     

    Decisore responsabile o decisionista: questo è il dubbio che mi attanaglia in queste ore. Il tema caldo è la casa, ovvero la stanza che chiamo "casa". L'arte della decisione ha come suo fulcro un criterio da utilizzare per discriminare le buone dalle cattive. La professione dell'ingegnere, oltre che dare un forte impianto su come prendere decisioni, si sofferma in modo particolare sul criterio: in genere concernente questioni di natura tecnica o, sempre più, quelle di natura economica. Prendere decisioni sulla casa a Milano va ben oltre tutto questo: entrano in gioco le variabili più imprevedibili e quella in genere più ostica di tutte nell'essere trattata, cioè il tempo.

    Oggi ho deciso di cambiare casa. In realtà, la decisione è maturata nell'ambito della riorganizzazione strategica della mia vita che sta avendo luogo da due o tre mesi a questa parte. Oggi ho colto l'attimo per un'inaspettata telefonata ricevuta ieri. Un paio di settimane fa ero andato a vedere una stanza al confine tra San Donato e Milano Rogoredo che sembrava essere molto interessante, poiché a due passi sia dal lavoro che dalla metropolitana. Questo darebbe una nuova prospettiva alla mia vita, ormai troppo vincolata ad un Fantabosco troppo lontano da ogni nuova esigenza e in un contesto ormai critico per i rapporti tra me e il cavallo della proprietaria e solite altre ragioni che vanno dalla gestione delle pulizie e dei rifiuti in casa al collasso strutturale delle facilities casalinghe.

    Oggi ho bloccato la nuova stanza a due passi dal lavoro e a due passi dai principali mezzi di trasporto pubblico. Più piccola della mia attuale stanza, ma mi adatterò, la casa stessa è più piccola della attuale ma tenuta bene; essenziale come la casa di un ateniese dell'antichità, la cucina e il bagno mi ricordano quelle di un sottomarino, siamo solo in due in casa e come coinquilino avrò un collega di lavoro. Ha l'aria condizionata, la lavatrice è nuova (qua è decrepita e quando si romperà la padrona del cavallo se ne infischia per la sua sostituzione) ed ho pure la tv in camera (non che sia fondamentale) come tratti distintivi. E poi c'è molto spazio per i libri. Una delle cose che mi piacciono di più è l'unico coinquilino, rapporto paritario che consente di individuare subito il colpevole dei misfatti.

    La stanza mi è arrivata tra capo e collo all'improvviso. Ho dovuto prendere in poche ore la decisione ce andrà a cambiare il mio equilibrio nella vita. Passerò in territorio milanese, anche se a due passi dal confine di San Donato. Diventerò un sommergibilista. Per il mese di luglio avrò a disposizione due stanze, periodo che sfrutterò per un trasloco comodo e diluito, pure perché non voglio regalare nulla a nessuno, specie a certi affittacamere che hanno come unico scopo quello di percepire un affitto senza spendere nulla in casa: casa Cupiello sta cadendo a pezzi con pavimenti con crepe ovunque in piastrelle di un materiale plastico vecchissimo, una persiana elettrica con un mandrino che non frena più e casca giù pericolosamente all'improvviso, solo problemi.

    Inoltre, è tempo di cambiare la squadra visto che la attuale non funziona più. E' tempo di cambiare ed oggi ho deciso. La nuova vita da moderno legionario che viene mandato ai confini dell'impero per difendere la civiltà occidentale richiede nuovi standard, nuove policies, nuovi modi di vivere ed essere.

     

    Forest

    Mediterranee

         
     
     
          Amai trite parole che non uno
          osava. M'incantò la rima fiore
          amore,
          la più antica, difficile del mondo

    5    Amai la verità che giace al fondo,
          quasi un sogno obliato, che il dolore
          riscopre amica. Con paura il cuore
          le si accosta, che più non l'abbandona.

          Amo te che mi ascolti e la mia buona
    10  carta lasciata al fine del mio gioco.


          [Umberto Saba, Amai, Mediterranee, 1946]
     

    Il cavallo fluttuante

     

     

    Spesso il male di vivere ho incontrato:
    era il rivo strozzato che gorgoglia,
    era l'incartocciarsi della foglia
    riarsa, era il cavallo stramazzato.
    Bene non seppi, fuori del prodigio
    che schiude la divina indifferenza:
    era la statua nella sonnolenza
    del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

     

    Eugenio Montale

     

    Ovviamente è uscito Montale

     
     
    Portami il girasole ch'io lo trapianti
    nel mio terreno bruciato dal salino,
    e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
    del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

    Tendono alla chiarità le cose oscure,
    si esauriscono i corpi in un fluire
    di tinte: queste in musiche. Svanire
    é dunque la ventura delle venture.

    Portami tu la pianta che conduce
    dove sorgono bionde trasparenze
    e vapora la vita quale essenza;
    portami il girasole impazzito di luce.


    (Eugenio Montale, Ossi di Seppia)

     

     

    Ieri al telefono con Dina avevo previsto il tema di Montale... so mago... so aruspice...
     
    Tanti in bocca al lupo a tutti in maturandi!
     
     
    Oggi è il compleanno di Mauro! Fategli gli auguri Animoticon
     
     

    Sometimes I reach to myself

     

     

     

    Large fingers pushing me
    You're God and you've got big hands
    Colors blend... and challenges you give me
    Seek my part... devote myself
    My small self... like a book against the many on the shelf
    Sometimes I know, sometimes I rise
    Sometimes I fall, sometimes I don't
    Sometimes I cringe, sometimes I live
    Sometimes I walk, sometimes I kneel
    Sometimes I speak of nothing at all
    Sometimes I reach to myself, dear God.

     

    (Sometimes, Pearl Jam)

     

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    La buonanima della foca imbalsamata

     
     
    Chi di foca ferisce, di foca perisce. O almeno assimilabile a foche. Si sente la mancanza di foca in questo blog, qualcuno che ancora di lamenta per foche che portano ritardo tipo il dolce cuore della mia amica invisibile (lei sa chi è, lei sa dov'è, lei sa che fa), qualcuno che borbotta, qualcuno che minaccia e qualcuno che non se ne fotte proprio di nulla. Nessuno è felice che siano tutti a vincere, ci deve essere sempre prevalicazione, odio e guerra su questa terra. Fortunatamente a volte dalle discordie nasce qualcose di buono e da una quasi lite con Carla per il diritto alla foca, mi si dona questo premio che, meritato o meno, mi fa molto piacere ricevere e la ringrazio per la cortesia eh eh eh. Sono riconoscimenti simbolici ma fa sempre piacere essere ricordati da persone che conosciamo solo attraverso quel sottile filo di pensieri e sensazioni che trasmettiamo attraverso un blog.  

    E ora il regolamento per chi riceve questo premio:

    1)      Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per:
    creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua;

    2) Ogni premio assegnato, deve aver il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;

    3) Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato;

    4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO dove nasce l'iniziativa;

    5) Pubblicare le regole.

    Scegliere a chi passare il testimone non è sempre facile ma scelgo quelli delle persone che in questo periodo per un motivo o per un altro mi sono più vicine, magari tramite messenger, un po' più reattivo del blog, coi tempi che corrono:

    1. Sweet Heart (e mo vediamo...);
    2. Daniela Dolcenera;
    3. Dina;
    4. Maria Jessica;
    5. Eleonora.

    Chi critica una qualsiasi virgola si mette in lista di attesa per un commando omicida da invitare comodamente a cena per la festa di Halloween (dolcetto o scherzetto). Chi critica assenze, presenze, ordine e matrimonio vince un viaggio premio al mercato della frutta di Baghdad. Chi rompe paga e i cocci sono suoi.

    La foca è morta, viva la foca.

    Sono caustico e sarcastico. Ironico e subsonico. Angelo Pio e misericordioso.

     

    premio+arte+y+pico

     

     

    Un antidolorifico magnifico

     
     
     
    Brace di fuoco di accampamento appena spento
    Piscio di tigre tenuto almeno una notte al vento
    Sette capelli di sette uomini raccolti all'alba sopra un cuscino
    Un pezzo della corteccia dell'albero dove giocavi a nascondino
    Una moneta di un paese lontano che il nome non sappia pronunciare
    Quattro granelli di terra rossa raccolti nell'Africa equatoriale
    Cuoio tagliato dalla cintura di un prete pieno di tormenti
    Soffio di donna bellissima coi piedi stanchi e il mal di denti
    Cinque fili di barba bianca di un vecchio al bar con gli amici di una vita
    Un frammento di specchio del bagno della stazione da dove è partita
    La polvere che si deposita dentro all'orlo dei tuoi jeans più amati
    E l'acqua della pozzanghera del posto dove vi siete incontrati
    E' un antidolorifico magnifico
    Tritare mescolare sbattere
    Tritare mescolare sbattere
    Tre gocce di sputo di donna incinta di un uomo che non la ama
    Una piuma del collo di un pappagallo chiuso nello zoo di Roma
    Un centimetro quadrato del giornale uscito per il tuo decimo compleanno
    Un pezzetto di carta bruciata di un petardo di capodanno
    Tre gocce di sudore di un maratoneta a inizio carriera
    Un pò di acqua dove una mamma ha lavato i piatti ieri sera
    Un frammento della tua prima pagella di prima elementare
    L'orario degli aerei dell'anno che sta per cominciare
    La pallina del fischio dell'arbitro un pezzo di tappo di spumante
    Una pagina del libro di scienza di cui non sai niente
    Un filo di erba dove sopra è passato da poco un leone
    E la freccia che abbassa il volume al telecomando della televisione
    E' un antidolorifico magnifico
    Tritare mescolare sbattere
    Tritare mescolare sbattere
    La polvere depositata nel filtro dell'aria condizionata
    di una centrale di polizia il giorno dopo una grande retata
    Dodici petali della rosa che hanno sedotto una corteggiata
    Mettici anche un chicco di sale di una tua lacrima evaporata
    Il biglietto del concerto dove hai capito che la vita è bella
    Schiuma di birra olio d'oliva una foto astronomica di una stella
    Sangue fresco di una ferita olio di fegato di caimano
    Quello che resta dopo una lotta sotto le unghie della tua mano
    Polvere di computer zampe di ragno tre euro in fishes del casinò
    Gomma di ruota spalmata a terra nella ripresa dopo uno stop
    Merda di lupo di un altopiano bianco di striscia pedonale
    Il polline di un fiore portato alla tua nonna in ospedale
    E' un antidolorifico magnifico
    Tritare mescolare sbattere
    Tritare mescolare sbattere
    L'ultima pagina di Pinocchio la prima pagina dell'Ecclesiaste
    Il nastro arricciato che la domenica lega il vassoio delle paste
    Pietra grattata del partenone gancio che fissa il reggiseno
    Tre gocce d'acqua del tuo bicchiere raccolte quando è mezzo pieno
    Tritare mescolare sbattere
    Tritare mescolare sbattere
     
    (Jovanotti, Safari 2008)
     
     

    La monadologia di casa Cupiello


     
     
    Chi fa da sé fa per tre dice il buonsenso popolare. La cooperazione tra esseri umani ha un senso quando si ha la volontà e la capacità di stabilire delle relazioni sociali, delle regole valide per tutti, il rispetto reciproco. Soprattutto, deve sempre essere chiaro il principio secondo cui i porci comodi del singolo spesso cozzano con la libertà e la dignità degli altri. Chi ha provato l'ebbrezza della condivisione di un appartamento certamente capisce i disagi e le difficoltà della vita comune, dovuti a diverse abitudini, alla mancanza di sensibilità verso il prossimo e spesso di buona educazione. Quasi mai è semplice stabilire regole ben accette soprattutto su alcuni temi cardine come la pulizia degli spazi comuni, la suddivisione delle spese, il rispetto di un confine labile tra sé stessi e gli altri. Ultimamente l'approccio di qualcuno a casa Cupiello ha incrinato le regole che finora avevano tenuto in piedi il sistema. Conti non pagati, turni di pulizie evasi, crescita del livello di strafottenza nei confronti della società attorno. Tutta questa avversione nei confronti delle regole comuni, stabilite e concordate assieme in precedenza, ha portato ad un senso di sfiducia verso la convivenza in questa casa. Le cause sono difficili da rintracciare, molto probabilmente chi si sta comportando così ha realizzato che tra qualche mese va via e quindi ignora le regole dato che comincia a sentirsi impunibile. Le cataste di pentole e piatti nel lavandino, quote di spesa da pagare da marzo, il ciclo dei rifiuti che non si chiuderebbe mai se non ci fosse il sottoscritto (ironia della sorte un napoletano) ad ottemperare le esigenze della raccolta differenziata, più varie sciagure diluite per casa, stanno spingendo le parti verso una forte riduzione della cooperazione e verso una crescente "nazionalizzazione" della spesa e dei servizi.
    Come mancato uomo di scienza ed ingegnere con il fascino per la filosofia, non posso fare a meno di farmi venire in mente... Il buon Leibniz, uno dei miei filosofi preferiti dai tempi del liceo. Io ho un forte limite: mi sta antipatico Cartesio. Questo è un vero dramma per un uomo moderno, perché chi non capisce Cartesio non capisce nulla della propria esistenza, come diceva Scalfari da Fazio qualche sera fa parlando di un suo professore di lettere del liceo. Uno esiste, ma lo fa così, facendoselo scivolare addosso più che assorbirlo come concetto. Ma il fatto è che è una questione di pelle: quando uno sta antipatico sta antipatico. Con questa tautologia, affermazione sempre vera per definizione, spero di essermi liberato del problema, ma so che prima o poi Cartesio troverà il modo di farmela pagare e seriamente. "Cogito ergo sum" lo conosciamo tutti. Res cogitans in re extensa. La mente calata all'interno della materia che la circonda. Leibniz mi sta simpatico perché critica la concezione cartesiana della materia come semplice estensione, partendo dalla confutazione della legge (anch'essa cartesiana) della conservazione nell'universo della quantità di moto. Da ingegnere, so perfettamente che la quantità di moto (il prodotto della massa per la velocità) si conserva nei principi della dinamica e nel concetto inquietante, inquietantissimo a mio vedere, di inerzia di un corpo. La quantità di moto si conserva in una realtà dove non intervengono cause esterne a perturbare lo stato di moto. Il bello di questi filosofi, di questo periodo intendo, è che con loro puoi discutere di fisica come se nulla fosse, ecco perché mi ci trovo a mio agio. Secondo il mio amico Leibniz, non è il movimento, bensì la forza viva (l'energia cinetica, prodotto della massa per il quadrato della velocità) a conservarsi. L'energia cinetica si conserva: un abisso avanti rispetto alla conservazione della quantità di moto, robetta questa da stati di equilibrio e problemi d'urto. Questo concetto di Leibniz fa riferimento al primato fisico, ma anche metafisico, della forza rispetto al moto e al corpo. In luogo della materia inerte di Cartesio, mera estensione geometrica se vogliamo, Leibniz vede un mondo in cui la vita è fatto di movimento e trasformazione. Questa visione si manifesta, secondo l'amichetto mio, attraverso le monadi, dei centri di forza, principi dinamici e attivi che hanno caratteristica di pienezza e semplicità. Esse non comunicano tra loro e differiscono semplicemente per il diverso grado di chiarezza e distinzione delle rappresentazioni. Ogni monade è in rapporto con tutte le altre e percepisce, seppure in modo imperfetto e oscuro, tutto ciò che la circonda, il creato se vogliamo. Ebbene, io ci vedo una forte analogia con quanto viviamo in casa Cupiello in questi drammatici giorni di velata ostilità. Abbiamo vissuto la nostra fase cartesiana in cui pensavamo che un equilibrio potesse risolvere i problemi di tutti da solo e che le mutazioni dello stato portassero ad un nuovo equilibrio similissimo al precedente, vedendo la realtà come una semplice estensione del nostro modo di percepirla, ma non avevamo pensato che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e che se uno ti dice che sui può fare a meno della signora delle pulizie, le parole da sole non puliscono casa, ma c'è il bisogno di attivarsi, compiere un lavoro ed agire sulla realtà per pulire pavimenti, togliere polvere e ragnatele, che siamo nel Fantabosco e solo io so il rateo giornaliero di polvere che si deposita sui mobili e la costanza dei nostri ragni ruspanti a tessere di giorno quello che nessuno disfa di notte. Leibniz è chiaro: la forza viva e quindi il lavoro si conservano e si pesano soprattutto e non la persistenza dell'equilibrio. La quantità di moto vale poco a casa Cupiello. Nulla è in equilibrio con individui che lasciano tutto sempre in disordine, non puliscono le suole delle pantofole e ignorano che i rifiuti vanno presi e portati giù ai contenitori che da soli non lo fanno neppure se ci metti dentro anche una banconota di cinque euro. Azione, invero, che qualcuno dalle braccine corte comunque non farà mai. Siamo delle monadi che non comunicano e ciascuna si dedica alla propria vita. Ma tutto questo richiede un'armonia prestabilita che solo una divinità, fuori della giostra, della machina, può sancire all'atto di una creazione. La necessità e la contingenza hanno bisogno di un accordo che regola la struttura del mondo. La padrona di casa dovrebbe essere questa divinità che dovrebbe mettere alla porta chi turba il tutto. Ma l'evidente conflitto di interesse tra chi dovrebbe mettere ordine e chi riceve il fitto non permette al sistema di mantenersi in armonia. Per lei il proprio è il migliore dei mondi possibili perché viene pagate e non si cala in beghe di quartiere. Alla fine della fiera, bisogna contare su un futuro migliore per chi rompe, che abbia migliori opportunità altrove perché ci lasci vivere in pace ed in armonia, come nelle pubblicità del Mulino Bianco. O al massimo nel Mulino Rossi. Egli sa chi è, egli sa dov'è, egli sa come fa e cosa fa. Per il momento continuo ad organizzarmi per non avere più alcunché in condivisione. Nazionalizzo tutto al pari di Chavez o Gheddafi, e poi si vedrà.

    Adesso vado a farmi uno shampoo, che mi rinfreschi le idee e lascio per dispetto pure il lavandino sporco, così vediamo.
     
     
     
     

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       Pedalare!
     
     

     

    Giraffe alla rovescia

     

    Leggere ed interpretare i miei appunti sembra essere un lavoro da parapsicologi. Resto sempre affascinato dall'accozzaglia di concetti, di appunti, di idee buttate là che restano sui fogli del mio mousepad di carta, regalo estratto a sorte un paio di Natali fa in una serata di auguri in cui tutti sembrano dovere scappare come il Bianco Coniglio di Alice per partire per casa. Restano questi fogli, testimoni di giorni di vita davanti al pc, ed io, seduto dietro la mia scrivania nel Fantabosco, mi diverto poi a cercare di ricordare in quali circostanze abbia segnato questo o quell'evento: il titolo di un libro o di un film, argomenti da ricercare per approfondire nel mio eterno lavoro di tuttologo che mi fa sentire un po' come il bibliotecario di un libro di Borges. Quello che ho appena staccato è fantastico, anche se i precedenti li ho conservati perché sono dei capisaldi esistenziali.

    Il numero di Bologna di Serenella, quello dell'amico e cugino societario (lavora in Saipem) Diego, la data di oggi 1° giugno quale compleanno di Maria Jessica (potete farle gli auguri per i sui diciotto anni, se vi va), un seriale di qualche sperduto programma, la mail di Luca, amico toscano ex-dipendente Eni, lo storpiamento del nome della pensione Rittmayer di Trieste dettato al telefono da Alessia.

    Dopo questi appunti normali, c'è poi la traccia della mia esistenza. Distorta. Labile ed effimera. Ma persistente. Una traccia che non va via tanto facilmente. Come il cioccolato sulla camicia bianca preferita o una macchia di sangue sull'asciugamano dalle tonalità pastello. Un elenco di anti-spyware per Elisa, un appuntamento al quale non sono mai andato al Gattopardo a Milano e un altro al Royalto; Memetica di Francesco Ianneo consigliatomi da Didi, consulente involontario per la comunicazione; la serie Boris della Fox consigliatami da Marcello e Sex and the City consigliatomi invece da Daniela per avere una prima vera visione di cosa pensano realmente le donne; La licenza, spettacolo teatrale al CRT di Milano, suggerito da Elisa; una mostra di Michelangelo Pistoletto alla Loggia dei Mercanti suggerito forse da Delfina. Gli input che arrivano su questa scrivania hanno una matrice ampia e molto poco diagonale. Il mio compito è diagonalizzare tutto ed integrare: questo è il vero ruolo del tuttologo tentacolare, che deve creare una rete sottile come una ragnatela tra gli eventi e deve potersi muovere tra due punti con una facilità ed una felicità fuori dal comune. Non è possibile avere un approfondimento su ogni cosa e quindi questo viene demandato a chi di competenza o ai vari strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Poi, del resto, non è detto che chi si muove su un filo abbia una sola dimensione, lo sa bene chi si occupa di teoria delle stringhe e sa che deve cercare le dimensioni nascoste delle cose anche nell'infinitamente piccolo: è in un punto marginale dell'universo che può generarsi l'infinito.

    Curva di Engel, beni di Giffen, effetto Slutsky, concetti di economia da spiegare ad una amica di Bologna che odia la matematica, ho detto tutto; calcolo differenziale assoluto di Levi Civita e Ricci Curbastro per calcoli sulla relatività di cui sentivo parlare in un documentario scaricato dalla rete. C'è anche una disquisizione sulla vita media del muone nei due esperimenti che hanno dimostrato la dilatazione del tempo e che alla fin fine tutto è relativo (il documentario è molto interessante ma non voglio tediarvi con i tempi medi di vita di un muone, un elettrone più due neutrini, che, detto tra noi e con decenza parlando, in ogni modo fa proprio una vita di merda perché nel migliore dei casi vive qualche centomillesimo di secondo).

    Mi divertono tantissimo questi fogli perché mi ricordano tutte le cose che faccio, quasi come una mappa della memoria e mi fanno sorridere quando penso a quanto riesca ad interessarmi anche a cose che produrrebbero crocchè anche dal più paziente degli uomini di buona volontà.

     

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    Il monolocale



    Io tutti i giorni compero il giornale non solo per il cinema e lo sport
    ma anche per cercar monolocale sia pure senza tutti i comfort
    perché voglio portarti in una casa e dentro a un letto vero insieme a me…
    Mi vien da piangere: vendesi e tot milioni per anticipo
    soltanto vendesi, vendesi mi sembra quasi impossibile
    Io non ti ho detto ancora che mio zio l'appartamento non lo presta più
    lui ha vergogna della portinaia non posso fargli certo un occhio blu
    mi spiace tanto amore senza casa, mi spiace soprattutto sai per te…
    maledettissimo zio taccagno ingrato ed ipocrita
    son tutti vendesi, vendesi, nemmeno un buco per affittasi

    Tu sei gentile ma per me è un'offesa approfittare ancor di casa tua
    dover mandar tua madre a far la spesa per abbracciarti un po' e sentirti mia.
    Vorrei abbracciarti sempre amore caro restare a lungo solo insieme a te…
    Mi vien da piangere: vendesi mi sembra quasi impossibile
    purtroppo vendesi, vendesi un sogno in fondo tanto semplice
    Un mazzo di fiori le tende i colori un bianco divano io seduto con te
    Il sole al mattino a letto vicino e dopo l'amore beviamo un caffè.

    (Lucio Battisti, Il monolocale)


    Alla cittadinanza sandonatese.