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    Arte divinatoria

     
     
    Oggi come oggi il lavoro convenzionale, qua in Italia ma anche un po' in giro, rende poco. Mi rendo conto che avere investito tanto tempo all'università non è che sia stato il più grande degli investimenti, se mi soffermo solo sotto il profilo economico. Se avessi fatto l'idraulico o il parrucchiere avrei potuto avere maggiori soddisfazioni in questo bellissimo Paese. Eppure sono un idraulico iperspecializzato, potrei costruire anche dighe invece che sturare tubi dal calcare o cambiare il miscelatore della doccia. Potrei progettarli dalle materie prime alla realizzazione i miscelatori delle docce. Rende molto più andare nelle case degli Italiani e sostituirli al triplo del prezzo del rivenditore. Mio padre voleva che facessi il parrucchiere, quanto aveva ragione. Ci sono certi prezzi da viaggio mistico qua a Milano per un'acconciatura da donna... Non che mi lamenti di quel che ho, reputo il mio lavoro interessante e mi dà tante soddisfazioni, ma potrebbero anche pagarmi di più per quel che faccio. Poi si mette pure Milano che è cara in tutto e per tutto. Il vero segreto qua è crearsi il proprio allevamento di consumatori. Dominare le leggi del mercato. O fare come i cinesi che hanno avuto la geniale idea di controllare il mercato col controllo dello stato, tanto se lo possono permettere da brave formichine operose. Qua siamo troppo individualisti e non riusciamo a fare risonanza. Stiamo perdendo le opportunità della globalizzazione e ne stiamo solo subendo gli effetti negativi. Quindi, in attesa che un indiano prenda il mio posto alla metà del mio stipendio, mi metto in attesa del mio cigno nero che possa cambiarmi la vita. Nel frattempo studio cinese per saltare sul carro del vincitore quando sarà il momento e imparo ad usare gli I Ching, che un mago o oracolo guadagna molto di più di un ingegnere. Il che la dice lunga sulla società. Arte divinatoria è il passato e il futuro... Per il resto posso aspettare un corso regionale per fare l'idraulico, con el conoscenze che ho, credo sarei bravissimo.
     
     
     
     
    Un granchio sul lavello (foto: Nando Scafroglia, Sommergibile 2009).
     
     
     

    Dal lounge concept alla bolgia di via Tortona

     
     
    'lounge' found in these entries:
    Italian:

    lounge: WordReference English-Italian Dictionary © 2009
    Principal Translations/Traduzioni principali:
    lounge nf sala d'aspetto
    lounge nf hall
    lounge vi oziare
    Compound Forms/Forme composte:
    chaise lounge chaise longue
    chaise lounge dormeuse
    cocktail lounge sala da cocktail
    lounge around andare a zonzo
    lounge around bighellonare
    lounge bar bar (dell'hotel)
    lounge bar sala interna
    lounge chair sedia del salotto
    lounge lizard nm cascamorto
     
     
     
    Non è un acquario dove fare i pesci tropicali per i passanti, nella calca infernale di un evento organizzato coi piedi...
     
     
     
     
     

    L'attesa e l'Io

     
     
    L'otto per mille al culto dell'ego. Farebbe seriamente concorrenza a tutti i culti del mondo, stati nazionali e sovranazionali. Un altare in ogni persona, un culto diverso per ogni persona. Un politeismo da miliardi di divinità. Meno male che esistono le reti piccolo mondo che rendono tutto uniforme. Ma una cosa resta, il culto dell'io.
    Detesto quando una conversazione diventa una semplice attesa per potere parlare di sé. Un aperitivo in un locale carino di Milano, bell'ambiente, rifinito molto bene, accogliente e con musica adeguata al contesto. Camerieri che non ti chiedono subito i soldi come licaoni mannari appena ti portano un cocktail, ma ti portano il conto, come si suole in un Paese civile. Persino cibo offerto variegato ed abbondante, cosa di non poco conto nel milanesume serale che ha fatto dell'aperitivo una svogliata attività per fare soldi. Ma quel senso dell'attesa per parlare pesa. E io stesso ne cado vittima, non interessato, non conforme, non abilitato a ricevere spunti per assenza dei medesimi o perché fuori dalle tolleranze. Sono questi i momenti in cui mi chiedo che diamine pretendo dagli altri e cosa pretendo da me. E' tutta una questione di affinità elettive, ma dove hanno il loro fondamento? Nell'essere simili o nella diversità che cattura? La diversità totale rischia di diventare caos.
    Ho bisogno del tao per capirci qualcosa. O almeno tornare a sciacquare un po' i panni in Arno...
     
     
     

    Ulisse Dini, mio spirito guida ai tempi di Pisa.

     

    Nero

     

     

     

    Nero.

     

     

    Canto VI del Purgatorio

     
     
     
    Del maiale non si butta via nulla. Una delle scene più drammatiche cui ho assistito da bambino è stata l'uccisione di un maiale a casa di un mio compagno di classe campagnolo. Delle urla strazianti che rimbombavano sui fianchi della collina dove abitava il buon Piero, ma tutti con indifferenza o quasi invidia non intervenivano alle invocazioni disperate del suino. Le salsicce fanno comodo. I salami non lo dico neppure. Una puzza di grasso cotto, di sugna bruciata per l'aria, l'unica cosa che dava fastidio ai vicini. Del resto ognuno aveva i propri maiali da sgozzare ed una mano lava l'altra. Ricordo con disgusto l'acro odore e ancora di più l'acra indifferenza per il povero suino. Certo però che sapore. Quella scena insegnava che nella società qualcuno ci deve rimettere le penne per dare agiatezza agli altri.
     
    Un'usanza della domenica a casa mia di tanto tempo fa era preparare il coniglio, quello paesano della signora fidata dei miei genitori. Per noi era "la signora delle uova" in quano la principale sua mansione era vendere le uova delle sue galline. Aveva una specie di tugurio dove allevava i suoi animali da cortile che poi rivendeva dopo previa sgozzatura. Lì ho appreso come un simpatico animaletto al quale molti danno un nome e si affezionano, possa diventare animale da confezione di supermercato. Era uno spettacolo cruento. I polli e le galline erano meno plateali, una tirata di collo e via, senza spargimenti di sangue. I conigli facevano invece una brutta fine. Zampe posteriori al cielo incastrate in due ferri arrugginiti, orecchie tese tenute dalle possenti mani della signora delle uova, colpo di coltello affilato da macellaio alla gola. Sangue, tanto sangue. Ma nulla in confronto allo spettacolo successivo in cui si cavavano gli occhi e si toglieva la pelliccia quasi come se fosse stata un abito. Tipo cartone animato in cui il gatto Tom o Willy il coyote viene spellicciato... Un mio carissimo amico rimase profondamente colpito una volta che lo portai ad assistere a quello spettacolo gladiatorio.
     
     

     

      

       

    Porcate contro i deboli, animali da cortile, sacrificati al benessere e alla agiatezza di animali più evoluti, forse. Homo homini lupus, figuriamoci di animali da cortile. Il sangue dei deboli è versato, ma poco male, è segno del progresso. Il senso della pietas un tempo salvava la vita ai vinti, ma non alle bestie. Oggi siamo in crisi di valori ed il senso della pietas va a farsi friggere. Anzi va in arrosto, alla griglia, in salmì. Le bestie da cortile non hanno alcuna speranza contro chi il potere se l'è preso. Solo ne La fattoria degli animali di Orwell qualche speranza l'avevano le bestie, ma oltre quella... poca storia. Questi Nearderthal, gli dai un dito e... si fingono Sapiens.
     
    L'importante è sempre ignorare le cose scomode. Passare dalla porcata alla porchettata ed ogni remora va via, in un'idilliaca fiera di campagna con tanto di sagra di paese con prodotti tipici, dove l'ultimo pensiero sono i diritti inalienabili. Che ce frega che ce 'mporta. Una bella porzione di trippa avvolta in un bel foglio con su scritti i diritti inalienabili e via. Un pacco di lenticchie (che con lo zampone ci stanno bene) e via... per volere divino. Basta poco, che ci vuole.
     
     
     
     

     Sembra dire con lo sguardo "Provaci solo..."
     
     
     
    Un abbraccio a Sordello.
     

    Simme e' Napule, paisà!

     
     
     
    Nei messaggi privati per Mr. Scafroglia....
     
     
     

     
    Dear Nando Scafroglia ,
     

    I am xxxxxxxxxxx, a solicitor at law, personal attorney to Engr.P.B.  Scafroglia  , a national Of your country,who used to be a contractor and importer here in Lome Togo. Here in after shall be referred to as my client. On the 21st of April 2006, my client,his wife and their only daughter were involved in a ghasty motor accident along Nouvissi express Road. All occupants of the vehicle unfortunately lost there lives. Since then I have made several enquiries to your embassy here to locate any of my clients extended family relatives, this is to no avail. After these several unsuccessful attempts,I decided to track his last name over the Internet, to locate any member of his family hence I contacted you.I have contacted you to assist in repartrating the fund valued at US$10 million left behind by my client before it gets confisicated or declared unserviceable by the Security Finance Firm where this huge amount were deposited. The said Security Finance Company has issued me a notice to provide the next of kin or have his account confisicated within the next twenty one official working days. Since I have been unsuccesful in locating the relatives for over 2years now, I seek the consent to present you as the next of kin to the deceased since you have the same last names, so that the proceeds of this account can be paid to you.Therefore, on receipt of your positive response, we shall then discuss the sharing ratio and modalities for transfer.I have all necessary information and legal documents needed to back you up for claim. All I require from you is your honest cooperation to enable us see this transaction through. I guarantee that this attract no risk at all for it will be executed under legitimate arrangement that will protect you from any breach of the law. On the receipt of your response i will furnish you with detailed clarification as it relates to this mutual benefit transaction. Have a great day.kindly contact me through my alternative email address:xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx@yahoo.fr
    Please call me with my private line for more discussion: xxxxxxxxxxxxxx
    Best Regards.
    xxxxxxxxxxxxxxxxxxx....
     
     
     
     
     
     
     

    Ars frigendi

     
     
    L'ars frittoria (o ars frigendi se si coglie esattamente l'atto istantaneo del fritto croccante e asciutto) ha impegnato pienamente la mia serata odierna. La casa è pervasa da un profumo di sugo alle melanzane, che sovrasta appena il latente fritto nell'aria. La pasta alla Norma è venuta benissimo, poi si giudicherà domani all'assaggio su pasta. Tutto senza grassi aggiunti. Solo un cucchiaino di olio extravergine di oliva a crudo a fine cottura. La parmigiana, causa del fritto, è invece il regno del male supremo con le nuove teorie quantistiche sul fritto stesso. Norma contro il male. Norma contro la pasta filante. Gli esperimenti in cucina mi divertono tantissimo: è un po' come la ricerca di una pietra filosofale, un po' come gli alchimisti del Settecento. Mi sento il Sansevero del fornello a volte. L'ultima illuminazione è stata l'emulsione. L'emulsione, una mistura immiscibile di acqua e olio, che cambia le proprietà di un fluido, la sua viscosità principalmente. Trovare il punto di inversione dell'emulsione significa tanto in un sugo. Cambia totalmente il suo modo di appiccicarsi alla pasta e cambia il suo accomodarsi sulle papille gustative. Oppure è divertente pensare al bilancio termico necessario per mantenere la temperatura dell'olio in frittura senza fargli superare il punto di fumo (che fa nucleare particelle carboniose pessime per la salute) e mantenere comunque la temperatura sufficientemente alta in modo da friggere croccante e asciutto (puntando sull'effetto pelle della cottura ad alte temperature). Di continuo faccio esperienze su come combinare gli ingredienti. Un giorno farò un corso di cucina per trovare le soluzione esatte ai problemi come si fa sulla penultima pagina delle soluzioni crociate. Per ora leggo qualche interessante libro come La scienza in cucina (economici Bollati-Boringhieri) o qualche interessante sito o blog sull'argomento, e mi dedico al mio approccio empirico fatto di assenza di ricette e spirito pioneristico. Il più delle volte non me ne devo pentire e neppure i miei ospiti.
     
     
     
     

    Rovine di un thermopolium a Pompei, antenato delle nostre friggitorie e dei fastfood.

     

     
     

    Elogio a Vyger e obiettivi futuri

     
     
    Vyger è il nome che ho dato tempo fa alla mia macchina fotografica digitale che i miei amici mi regalarono anni orsono per la laurea in ingegneria meccanica. E' una Kodak Easyshare CX7530 da 5.0 megapixel e 3.0x di zoom ottico. Mi fu consegnata all'Albatros, il nostro posto di ritrovo storico a Lucrino, con tutte le onoreficenze del caso. In realtà, del tutto digiuno di digitale, ma sempre appassionato di fotografia dal punto di vista teorico, i miei amici non avevano proprio idea di cosa avevano provocato e di quanto il regalo era in linea con cioè che più desideravo. Ho scattato migliaia di foto con Vyger come se fosse la fotocamera di una sonda spaziale incaricata di immortalare le profondità inespolorate del cosmo. Vyger viene appunto da Voyager, le grandi sonde spaziali partite più o meno quando sono nato ed hanno esplorato il nostro sistema solare. Il nome Vyger viene fuori dal primo film di Star Trek.
    Vyger è stato il mio laboratorio per la cattura dell'anima delle cose. Per quanto rudimentale come strumento ha dato grandi possibilità al mio modo di comunicare e più di una foto è stata gradita per vari gruppi, ma anche su siti di interesse pubblico. Per uno zapatero proletario della foto proprio niente male. Una foto del ghetto ebraico di Bologna è in una guida turistica online, due sono state prese dal comune di Colico per il sito e una è finita anche su Panorama online, una foto al cimitero monumentale di Milano. Basta andare su Google e digitare "Nando Scafroglia foto" e si trovano tutte, se proprio siete curiosi (1, 2, 3). Ma questo intervento non ha fini propagandistici, bensì vi chiedo consigli s quale macchina fotografica prendere per andare oltre Vyger. Ci sono due linee evolutive: una macchina reflex digitale (candidata Canon EOS 450) e una compatta (Canon Powershot SX110IS) probabilmente la compatta la prenderò comunque perché comoda da portare ovunque. Se avete consigli io qua sto e vi ringrazio.
     
     

    Vyger.

     

    Il sacrificio pasquale

     
     
    Per Pasqua uno dei dilemmi di casa era la scelta tra il capretto e l'agnello. Minimalismo casalingo. Le discussioni tra gli alti costi dei capretti e del sapore migliore rispetto a quello dell'agnello. Quest'anno mi sono trovato stranamente nello stessa dilemma all'Esselunga per la spesa per Pasqua. Sono rimasto sotto il cielo lombardo quest'anno, così bello quand'è bello. Niente Napoli quest'anno, troppo poco tempo, ne approfitterò nella prossima discesa verso la Basilicata Saudita. Ho avuto una confezione di agnello da 750 grammi (credo quasi tutta ossa e pelle a prima vista) che avevo pensato di cucinare col latte secondo una ricetta molisano-abruzzese di Capracotta. Poi è finito dalla padella alla brace perché il latte era andato a male (e me ne sono accorto dopo averlo bevuto). Quest'anno nel comprarlo però sono stato attanagliato da sensi di colpa, certo placati prima di riempire il piatto, ma mi dispiaceva che quella simpatica bestiola nel piatto poco avesse visto del mondo. Non che una pecora ne veda di più. Pace all'anima sua.
     
     
     

    Cimitero monumentale di Milano, tomba con agnello.

     
     

    Il cielo lombardo così bello quand'è bello

     
     
    Giorni duri in tempi duri. Arriva la Pasqua in una tetra giornata grigia milanese. Ha il suo fascino questo colore, tutto sommato. E' il colore che il turista deve assolutamente vedere quando arriva. Poi magari dopo un'oretta spunta il sole. Se si è fortunati esce fuori quel cielo lombardo così bello quand'è bello, come diceva Manzoni. Ieri ho rivoltato la città per fare foto e farla vedere ad amici venuti fuori da Milano. La città è piaciuta, l'ho saputa presentare, e poi ha il suo discreto fascino. Basta cambiare la prospettiva, uscire dal contesto urbano e salire, oppure andare in spazi ampi e allora le cose cambiano radicalmente. L'utile cede il passo, ma sempre con elegante parsimonia, al bello, al contrasto tra stili sovrapposti che puoi seguire come il disegno di una faglia che divide due ere geologiche. L'itinerario è stato abbastanza classico, bisognava mostrare la città a chi non l'aveva mai vista prima. Viaggio in tram da Repubblica a piazza della Scala, galleria e piazza duomo, guglie del duomo, Brera, foro Bonaparte, castello sforzesco e parco Sempione, cimitero monumentale con tomba del Manzoni e di altri illustri milanesi, Metanopoli di Mattei, santa Maria in Satiro con l'altare del Bramante al volo, via Torino col suo acceleratore di particelle ad alta energia (la gente che ti si scaglia contro senza alcuna pietà), quadriportico di San Lorenzo, porta Ticinese, Navigli, tram linea 9 verso stazione centrale. Il tram lo preferisco sempre alla metro quando posso e quando ho tempo. Milano è gelosa delle sue bellezze, credo le nasconda per non mostrare troppo la sua bellezza e perdere quell'aria professionale, da città in carriera. Detto da un non-milanese non mi sembra banale... Mi piacerebbe organizzare quel tanto sospirato incontro tra blogger qua un giorno, se esisteranno ancora i blog, di questo passo... Un gruppetto dalle dimensioni di una decina di persone e la città in una giornata col cielo lombardo così bello quand'è bello. Un tram per spostarsi nella città.
     
     
     
    Canon EOS 450 all'opera tra le guglie del duomo.
     
     
     

    Esperti architetti paesaggisti

     
     
    Via del Chiù è sempre via del Chiù. Le tautologie sono sempre nel portafogli accanto alla patente e un po' schiacciate dal portamonete. Cambiano le case, ma via del Chiù resta. Sono tornato a Bologna che mancavo da un po' e la cosa che più mi rende stranito è che ho fatto una sola foto. Segno dei tempi che cambiano. sono tornato da queste parti, a casa dei miei amici per due lauree che hanno intersecato la loro traiettoria. E così tra esperti paesaggisti e sportivi agonistici, come narrano i curriculum vitae, trascorro un sano weekend tra amici come mancavano da tempo. Fiesta.