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Fantabosco e nuvoleLa mattina vengo al lavoro a piedi. Dal Fantabosco a qui sono due chilometri e qualcosa e preferisco percorrere il tragitto senza utilizzare i mezzi pubblici, un po' per fare moto, un po' per non immischiarmi nella bolgia dei mezzi pubblici, un po' perché camminare mi dà la possibilità di pensare le cose più disparate. Quest'ultima motivazione è forse quella che più mi attrae tra le altre. E', in pratica, la riscoperta del tempo dedicato alla sola voce della coscienza, senza tutto il rumore, inteso come segnali confusi e aleatori, provenienti dall'esterno. La passeggiata mattutina comincia alle 8,00 lungo i viali alberati e mi fa riscoprire di nuovo quel piacere nel lanciarsi in voli pindarici di pensiero, cosa che avevo perso negli ultimi due anni, col lavoro proprio fuori casa. Ho avuto questo piacere dal liceo fino a Pisa. L'andata e il ritorno verso e dal lavoro non pesano praticamente nulla, anche se c'è chi consiglia di rimettere a posto la bici, insidiata ormai dalla corrosione, chi consiglia di prendere una delle tante circolari, ciascuna affollata di ogni umana specie. Il problema consiste nel fatto che se impiego poco nel tragitto, passo da casa al lavoro in un tempo paragonabile a quello di quando ero ai laboratori. Preferisco, almeno per adesso che sono ancora carico di fantasia e meraviglia, di allungare questo tempo per dedicarlo alla meditazione. Ovviamente a meno degli attraversamenti pedonali e altre contingenze eventuali che dovessero farmi mettere a repentaglio la vita. Ho riscoperto quindi la serenità del risveglio alle prime ore del mattino, dato che ora sono molto fiscali sugli orari (come se poi per dare il risultato sia più importante il tempo di riscaldamento della sedia in ufficio che la performance personale), sono il primo ad entrare in bagno ed il primo ad uscire di casa. Mi aspetta ogni giorno una passeggiata lungo i viali coi rami intrecciati degli alberi ai lati, come mani conserte a proteggere da chissà cosa che possa piovere dall'alto, con volte di fronde che ricordano un po' volte a crociera di cattedrali gotiche. Bello cominciare così, con serenità, ogni mattina andando a lavoro.
TurchitàOggi mi ha incuriosito questa notizia e il termine "turchità"... La pubblico in segno di solidarietà per Pamuk.
ANKARA - Il Parlamento turco ha approvato, una lunga e attesa, revisione di una legge criticata dell'Unione europea e tesa a limitare la libertà di espressione. Lo riferisce l'agenzia Anadolu. La riforma riguarda il controverso articolo 301 del codice penale che è stato utilizzato per perseguire centinaia di scrittori tra cui il Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, accusato di villipendio allo Stato turco.
La riforma dell'articolo 301 del codice penale è stato approvato con 250 voti favorevoli e 65 contrari tra le feroci critiche dell'opposizione nazionalista. Dopo la riforma, sarà un crimine insultare lo Stato turco (turchità) e il ministero della giustizia avrà il il permesso di richiedere l'apertura di un procedimento. La pena massima verrà ridotta da tre a due anni. Bruxelles aveva dato un tiepida risposta alla riforma. In un recente viaggio in Turchia, il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso aveva sottolineato che il Paese stava compiendo un passo nella giusta direzione. Difendendo la riforma dalle critiche dell'opposizione, il Ministro della giustizia Mehmet Ali Sahin ha detto che vi saranno ancora restrizioni a chi insulta la Turchia. "Con questa modifica, non si intende permettere alla gente di insultare liberamente la turchità", ha detto il ministro al Parlamento. (ANSA)
Il ministro della Salute Livia Turco ha firmato il decreto ministeriale che aggiorna le linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Le nuove linee guida saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale con la data di oggi. Secondo quanto si è appreso, con le nuove norme i portatori di malattie sessualmente trasmissibili come l'Hiv potranno accedere alle tecniche di fecondazione assistita. Il decreto, a lungo atteso dalle associazioni di pazienti, aggiorna quello precedente pubblicato in Gazzetta il 16 agosto 2004.
ELIMINATO NO DIAGNOSI PREIMPIANTO Le nuove linee guida alle legge sulla procreazione medicalmente assistita eliminano il divieto alla diagnosi preimpianto degli embrioni, mantenendo però il divieto a qualsiasi diagnosi a fini eugenetici così come previsto dalla stessa legge. Lo ha spiegato lo stesso ministro della Salute Livia Turco in una nota dove annuncia i contenuti del provvedimento. "Abbiamo dato una risposta - ha detto Turco - a quanti, operatori e cittadini, richiedevano chiarezza sulla possibilità di effettuare diagnosi preimpianto, chiarendo che le linee guida, in quanto tali, non possono prevedere divieti che non siano già contemplati nella legge stessa. Per questo, il nuovo testo delle linee guida non contempla più la limitazione alla sola diagnosi osservazionale, mantenendo comunque il divieto di qualsiasi diagnosi a fini eugenetici così come previsto dall'articolo 13 della legge 40. E ciò in coerenza con l'evoluzione dell'ordinamento, testimoniata da diversi pronunciamenti della Magistratura, sia ordinaria che amministrativa, ed in particolare quello del Tar del Lazio che ha annullato la parte delle precedenti linee guida in cui si limitano le indagini sullo stato di salute dell'embrione a quelle di tipo osservazionale". Effetto legge 30?
Sarà...Se tutto va bene, siamo rovinati.
Haiku
Segnali di vita
Tutto è relativo a questo mondo. Non c'è nulla di fisso. A cominciare dalla terra sotto ai nostri piedi fino ad arrivare alle più profonde convinzioni dell'animo umano. Tutto è mobile, muta d'accento e di pensier, si potrebbe dire, e in questo eterno e costante fluire a volte lasciarsi semplicemente trascinare dagli eventi o farseli scorrere addosso può semplificare molte cose. Mi viene in mente un pezzo di Giovanni Allevi, Il nuotatore, mentre scrivo queste parole. Tralasciando questioni meramente tecniche sui fluidi, mi limito a dire che molto dipende da quale sia il fluido in cui nuotiamo ogni giorno. Se è pesante, consistente, abbastanza, allora galleggiamo. Altrimenti siamo trascinati a fondo dal semplice peso di ogni nostro pensiero.
Albert Einstein col suo amato violino
Somewhere over the rainbow
Insensata cura dei mortali… riprendere le fila con un plagio è sempre un buon inizio… a valle del decreto o trattato di Campoformio - ora così su due piedi non ricordo (due piedi con l’immagine di fosse è proprio la morte sua) – del 1797 (se non erro, così a memoria), mi guardo attorno nell’aula di un corso che mai avrei immaginato di seguire prima e mi chiedo come si metta in relazione la mia esistenza, il mio passato col mio futuro. Non esiste un’unica legge che possa descrivere una vita, sarebbe troppo complicato e stupido. La vita si vive a pezzi, a tranci come l’alibuth, come lo stocco e il baccalà. Una manciata, come riso di due sposi, di novità lanciata all’improvviso e ti ritrovi in una nuova soluzione delle equazioni della vita, di quel sistema assurdamente complicato che ammette o infinite soluzioni e impone severe scelte oppure non ammette soluzioni a noi gradite. Il sistema perfetto, determinato, con un numero di incognite pari alle equazioni non esiste quasi mai e forse solo chi non sa vedere un po’ più in là si ritrova in questa sorta di paradosso della vita. Peggio dei beni di Giffen, giusto per intenderci con alcune persone che si intendono di economia, almeno quella spiccia. Mi ritrovo spaesato, ma con interessanti prospettive nel futuro, che spero non risulteranno disilluse un giorno. Per ora l’idea di cominciare a vagare a valle del corso che ho cominciato a seguire nell’ambito del nuovo lavoro, e che finisce a luglio, mi piace parecchio. Si può fare. Devo però ancora vidimare la conquista. Troppo tempo, troppe preoccupazioni, troppi dispiaceri personali, non passati del tutto, e ora, davanti alla meta raggiunta stento a realizzare che un traguardo importante è stato varcato. Una prima coppia di colonne d’Ercole. Dopo tanti equilibrismi, sospeso su una corda in aria... Ora bisogna strutturare sul serio la nuova vita. La vita nova. La voglio tra lo stilnovo e l’esistenzialismo francese. Con una bella finestra sui giorni nostri, ovviamente, e con un bell’arcobaleno fisso che sorge dalle lacrime del passato. Voglio la felicità. Ovunque essa sia. Chiamo Seneca e chiedo consiglio, magari partiamo assieme, per compagnia, e poi vediamo. Qualcosa ce lo inventiamo - semiotica a parte, che sta sempre bene su tutto come il nero o il bianco, secondo me. Pragmatica e sintassi al diavolo. Alfiere in E8 e scacco al re. D’Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista, direbbe Battiato.
NandoberrySono in ufficio di ritorno dal corso di Completion Engineering (completamento di pozzi petroliferi) e tra poco ci torno. Sono vivo. Oggi vado a fare il contratto Fastweb a mio nome e guai a chi lo tocca...
Non sarà un'avventuraMi trovo in questo momento nel posto più improbabile dove potrei essere... Davanti alla scrivania del mio ex-lavoro, tra i miei fogli e le mie simulazioni con Fluent. Oggi è l'ultimo giorno feriale di disoccupazione e lunedì mattina si comincia: sono quindi passato a salutare tutti prima di intraprendere questa nuova avventura (e lo sarà per davvero un'avventura se mi mandano più in là in Africa equatoriale, anche se qua per rincuorarmi mi hanno detto che è possibile che mi mandino per qualche tempo in Libia). Posso inoltre da qui scroccare la connessione che a casa non ho dopo l'atto anticostituzionale di Emilio di disdire il contratto Fastweb, solo perché era intestato a lui, senza consultarci. Me lo prenderò io, così mi assicuro la risorsa strategica per lo sviluppo. Sono stati giorni complicati questi, tra varie scartoffie e l'enigma della casa. Alla fine ho trovato un compromesso eccezionale: non muovermi affatto. Con una mossa da giocoliere uzbeco ho evitato ogni decisione grazie ad una procedura dimenticata reperita tra le pergamene del mar Morto, grazie la quale posso ottenere il rimborso casa semplicemente con una firma. Se dovessi finire a San Vittore venite a portarmi le arance di tanto in tanto. Per il resto sto solo affrontando una marea di questioni burocratiche irrisolte... oltre alle case che ho visto in giro per Milano. Secondo me mi sono scansato certe sòle... una in zona Pasteur che sembra una babele dove mi avrebbero accoltellato il terzo giorno (ricordo a tutti che non ho la qualità di sapere risorgere, quindi questo ha pesato molto sulla decisione di non prendere quella casa), dove avrei pagato un sacco di soldi in più rispetto ad ora e alla fine mi sarei fidanzato in casa con un ragazzo di vita e forse sarei diventato in tre anni il suo pappone. Fortunatamente, i miei due coinquilini sarebbero stati due allegri muratori brasiliani, molto simpatici, però la spesa non valeva l'impresa, pure perché di contratto neppure a parlarne. La stanza era carina, ma attorno a casa non si capiva nulla... E quando è per nulla, io che mi muovo a fare, visto che dove sono ora pago la metà?! La seconda simpatica soluzione era in zona Rogoredo, che mi hanno poi sconsigliato per alcuni accoltellamenti. Non per fare il razzista, ma l'acciaio non va d'accordo con la mia pancia, che non è fodero per coltelli, per citare la buonanima di Mario Merola. Alla fine il Fantabosco si è rivelata essere la migliore soluzione al momento disponibile come rapporto prezzo-qualità. E poi sono in un bosco... Che non è poco qua a Milano...
Per ora vi saluto, scrocco finito, tra poco mi cacceranno anche da qui.
Non vedo l'ora di riavere la mia amata connessione!
Le decisioni irrevocabiliRieccomi a Milano, rieccomi in attesa. Sono tornato ieri da Napoli a valle di esilaranti elezioni (voglio proprio vedere adesso come va a finire, nel caso emigro in qualche paese arabo) e già stamattina mi sono rimesso in treno per Brescia per un colloquio residuo che era rimasto così sospeso. Interessante quello che fanno in questa azienda, ma non ci sono posizioni disponibili per me, almeno per ora, con le condizioni che il cane a sei zampe per ora mi offre. Magari in futuro potrei ritornare sulla fluidodinamica numerica, nel frattempo mi alleno un po' qua e un po' là. Lunedì dovrei cominciare col nuovo lavoro e uno dei principali assilli è ora trovare casa. Dove sono adesso non è a norma col mio futuro. Ci perdo il bonus per la casa. Inoltre, ho un bisogno spassionato di indipendenza totale, molto di più di quanto ho potuto fare sinora. Cerco un monolocale, ma i prezzi a Milano sono esobitanti. Fuori Milano significherebbe prendere una macchina e forse quindi ci spendo pure di più. Urge prendere la residenza e svincolarmi da Napoli, costo loro troppo in effetti. In questi casini di fine aprile, in attesa del fatidico ventuno, devo prendere delle decisioni irrevocabili. E' questo proprio il tempo. Magari si trasferisse su a Milano qualche mio caro amico di infanzia, potrei prendere casa con lui/lei. In tanti ne parlano, ma nessuno fa il grande passo. Casa Cupiello intanto vacilla, non è più tempo di stare là. Troppo stretto, il tessuto sociale si sta sfaldando a causa dell'arroganza e della prepotenza della proprietaria, troppi ricordi pure, meglio cambiare. La connessione internet e il telefono fisso sono stati staccati, solo grazie a Cristina (è sempre lei a tendermi una mano in questi momenti di mia ricerca di case, se non ci fosse bisognerebbe inventarla), mentre cerco casa, posso darvi mie notizie, evitando di vedermi recapitare a casa telegrammi di cordoglio... eh eh eh, io esorcizzo sempre. L'ora delle decisioni irrevocabili è arrivata proprio.
Nel frattempo, c'è Eleonora, amica di blog come voi, che compie diciotto anni, se vi va di farle gli auguri...
Senza titoli
DemocraziaQui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.
![]() Liberamente preso dal blog di Diana
Perché la rete non è democratica, come dice Nanni Moretti
Che cos'è?
Le regole:
Le sventure della virtù
Dove ho visto te
La potenza dell'ubiquitàE' da un po' di tempo che si discute su casi di pura inquisizione spagnola sui blog su piattaforma Windows Live Spaces (WLS). Debora qualche tempo fa mi invitò ad un evento ad hoc, ma poi sono dovuto partire per Napoli e non mi ci sono più dedicato con la giusta forza. E' capitato a vari amici di blog imbattersi nella non potere più accedere nel proprio blog per avere inserito qualche immagine con una qualche nudità, di qualunque specie, senza ma e senza se, quando poi le offese scritte, verbali, commenti offensivi lasciati da ignoti non vengono proprio presi in considerazione. Credo di avere rischiato anche io con l'avatar del David di Michelangelo, tutto nudo. Un'atmosfera da Controriforma, non c'è che dire, quando i papi ordinavano la copertura di parti anatomiche oscene nelle opere d'arte. Tutto fa brodo per questa rete di bigotti spioni, che hanno ben poco di papale, magari solo per togliersi un sassolino dalla scarpa o per pure spirito e piacere di triturare le castagne particolarmente grosse alla gente. Queste persone che non han niente di meglio da fare che fare la spia all'inquisizione e fare chiudere senza appello e senza alcun preavviso il blog, si annidano e nascondono dietro i loro monitor, e magari sono gli stessi che vanno in giro a lasciare commenti anonimi, magari anche offensivi, che ha come massimo ideale la pugnalata alle spalle o il bacio alla Giuda piuttosto che prendere di petto le persone. Siccome questa classe di persone permea la nostra società e, in generale, il genere umano, l'unica cosa da fare a mio parere è affidarsi al più potente ed economico mezzo che le leggi della teoria dell'affidabilità ci metteno a disposizione: la ridondanza. Il rimedio contro questi usi e soprusi della censura è fare affidamento al mercato, ricorrendo a più blog su diverse piattaforme per fare delle copie su altre piattaforme o, la via che sto tentando di seguire, dandosi all'integrazione di diverse piattaforme tramite l'utilizzo di link e altre mirabolanti prodezze che il mondo della multimedialità ci mette a disposizione. Insomma, un blog che va oltre la piattaforma, qualcosa di più immateriale che ricorda la struttura a cellula che tanto si porta in questo nuovo millennio nato sotto il segno dell'oscurantismo. La ricetta è quindi in generale, secondo me, quella di ricorrere a più blog nei quali si postano gli stessi interventi, oppure integrarli tra loro ricorrendo all'arte del system integration per svincolarsi dalla piattaforma. Citazione Contro la censura indiscriminata nei Windows Live Spaces Pompe e turbineI documenti per l'assunzione sono veramente pronti adesso e, per di più, anche l'azienda di turbine di Brescia si è fatta viva per un colloquio per dopo le elezioni: sarà molto interessante fare un altro, ulteriore, colloquio e vedere come andrà e cosa mi si proporrà davanti. L'arte del colloquio ormai mi ha appassionato, quasi quasi vado a farli solo per piacere ormai, per sentirmi più vivo. In verità, la progettazione di turbine sembra un campo molto interessante ed entusiasmante sotto ilprofilo tecnico. Non so se sarà come la proposta dell'azienda americana di pompe, che nel frattempo non si è fatta più viva, che chiedeva proprio un approccio fluidodinamico all'ottimizzazione delle loro macchine operatrici, ma comunque si tratterà di fare qualcosa di tecnico e si spera qualificante. Nel frattempo, il mondo del petrolio mi attende con le sue promesse e le sue lusinghe, ma anche con le sue losanghe per fare una metafora di Arlecchino per parlare degli stipendi italiani. Tutto è pronto ed aspetto solo la loro chiamata. Comunque, credo che guardarsi attorno per autovalutarsi e stimare il proprio valore sul mercato non faccia mai male. Quello che mi preoccupa è lo spettro della crisi economica che il petrolio potrebbe affrontare come una petroliera nel mare in tempesta, le altre aziende più metalmeccaniche potrebbero invece risentire di più e fare la fine di Alitalia o della Fiat se non ci fosse stato l'avvento del messia Marchionne.
L'Eni assume ed anche tanti ragazzi di ingegneria chimica di Napoli. Infatti, stanno pian piano popolando Milano. Per me è perfetto così ho sempre amici con cui fare cose e vedere gente, siamo un po' come coloni mandati in Padania. Milano è la nostra roccaforte, ma ci stiamo espandendo anche nella provincia lombarda.
Mi godo questi ultimi giorni di Napoli... Tra poco si torna in terra di Expò.
SnamProgetti Canada (gruppo Eni), premio per Safety Excellence sul lavoro.
CenacoliI documenti per l'assunzione sono praticamente pronti. Oggi, in un sol colpo, ho risolto il nodo della Procura della Repubblica e dell'Università. I documenti comunali sono pronti, solo qualche fotocopia e il riferimento del conto corrente per l'accredito dello stipendio e tutto è in regola. Aspetto solo che i signori di Eni si facciano vivi quanto prima. Nel frattempo si è fatta viva anche un'azienda di turbine di Brescia, anche se ormai credo che il dado sia tratto. Ne approfitto quindi per godermi questi giorni di sole, di vento e di mare, notti di stelle, profumi e suoni. Aspetto qui le elezioni e poi migro verso nord per il lavoro, forza per spostamento. Ho messo un album con le foto più significative scattate sinora con gli elementi della natura, le meraviglie dell'arte, le mie amiche e i miei amici carissimi. Per ora solo questo aggiornamento fatto in una connessione rubata. La quiete prima del lavoro. A presto!
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