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    Pomeriggi stocastici

     
     
    Guardando una cartina del Mediterraneo si capisce bene l'importanza strategica di Troia. Prendere una città fortificata, ai tempi dei Micenei, non doveva essere molto semplice. Tanto da far durare guerre per decenni. Gli assedi, senza le macchine da guerra, erano duri. Troia, da ritrovamenti archeologici, era cinta da tre cinte di mura e all'interno di essa c'erano fattorie che producevano il sostentamento per la città. Contrariamente a quanto poteva accadere altrove, anche nel Medioevo, dove se venivano devastati i campi si aveva ragione sull'assediato. Queste cose mi sono chiare perché ho fatto per anni assedi. Sia nell'antichità che nel Medioevo. Ho avuto per anni lo stesso hobby di Leonardo da Vinci per le infrastrutture di difesa. Penso ad un Leonardo davanti ad un gioco al pc di strategia militare cosa avrebbe potuto fare.  
     
    Oggi pomeriggio ho visto Troy. In realtà, è eccessivamente visto con occhi da pubblico americano e si distacca dall'Iliade. Il mio pensiero era però legato a come dare difese più efficaci a Troia. Deviazione professionale. Certo, io vedo le cose da uomo di terzo millennio, si spera, e magari a quei tempi era quella la soluzione migliore per le cose e, infatti, è con l'aggiunta di piccole innovazioni da portare indietro nel passato che fantastico di dare un apporto sostanziale alle sorti di Troia. Sarà l'effetto delle letture e dei documentari. Ho rispolverato dopo qualche anno Age of Empires. Sono tornato ai miei cari vecchi assedi e bisognerà riprendere un po' la mano. Nei prossimi giorni magari mi faccio un giro al castello sforzesco a dare un'occhiata alle torri a pianta circolare di Leonardo. Magari è la volta buona che entro al museo all'interno.
     
     
     

    Il catarro in Catai

     
     
    La mia calata in Basilicata è statao senza dubbio proficua e positiva. Non torno indietro con un cavallo bianco e non mi aspetto che mi sia celebrato un trionfo, ma tutto è andato per il meglio, viste le condizioni austere dalle quali partivo. Sì è andato tutto bene. Tra qualche ora torno a Milano e posso anche essere contento di avre trascorso un paio di giorni con la famiglia, a salutare Giovanna, un'affascinante bimba di un mese impersonata da mia nipote. In verità , ho dovuto usare molta cautela nel farle le coccole, per non far ingelosire il fratellino maggiore, Antonio. Inoltre, proprio oggi è arrivato anche Vincenzo, l'altro mio nipotino. La banda è quindi al completo al mio cospetto. C'è un chiasso infernale per casa di mia sorella. Corrono come una mandria di mustang nella prateria i due maschietti. La piccina invece si sveglia con regolarità ogni tre ore per fare la pappa e poi torna nel suo stato koalico, intorpidita dal sonno, alla ricerca di calore. Sono stato tutto il tempo con loro. Sono stato sotto assedio, circondato, con loro che si aggrappavano come su mura da espugnare. Abbiamo giocato a fare un po' di kung fu. La solita lite per chi deve essere Thai Lung, chi Kung fu Panda e chi il maestro Shifu. Io ovviamente ho dovuto fare il maestro, figuriamoci se mi facevano fare Thai Lung o il panda... Già è tanto a dire il vero che non mi abbiano messo a fare il padre spaghettaro del panda. Sono due bari che provano a circuirmi in ogni occasione. Bello però essere accolti come Marco Polo dopo mesi di assenza. Direttamente dal Catai alla serenissima casa di Napoli. L'unico problema è il riscaldamento... a Milano sono ai tropici in casa, qua si gela. Le vecchie caldaie ad eccentrico dei vecchi condomini milanesi sono da locomotiva. Un po' di raffreddore, ma tutto ok. Stavolta ho dato tutto il tempo alla mia famiglia e al nipotame, magari quando sarò vecchio non mi chiudono in ospizio...
      
     
     

    Il nostro caro Angelo

     
     
    La fossa del leone è ancora realtà. Uscirne è impossibile per noi, è uno slogan, falsità. Mogol a quel tempo si cibava di radici. E oggi anche io. Sono in un albergo nella nuova provincia della Val d'Agri, conquistata dalle mie legioni e nella quale sono entrato col cavallo bianco e con il mio mantello rosso porpora. Sono tra i boschi teutoburgici e ogni luogo è lontano. E' da qui che si capisce una cosa fondamentale della mia vita: il suo senso stocastico, dominato da fenomeni e noumeni che vanno oltre la realtà. Il senso delle sovrastrutture mentali che regolano la mia realtà ha un retrogusto amaro che sa di solitudine. Deve essere ormai una questione di palato, perché per quanto zucchero io possa mettere, l'unica mia vera aspirazione è il diabete e non un reale addolcimento di ciò che mi circonda. 
     
    Le gocce di pioggia che cadono sulle inferriate e sui corrimano del balcone. Gocce d'acqua su pietre roventi. Gocce d'acqua su pensieri insistenti. Mi piace quello stridio. Nel silenzio della notte, magari. E mi riportano alla mente ricordi. Un ponte in una foto dai toni seppia. Ora senza più un senso. Un ponte tra due continenti. Che ha senso nel passato, ma oggi proprio fatico a ricollocarlo. Peso delle scelte. Magari non mie. Un ponte fatto di onde elettromagnetiche. Unico legame tra anime. E penso al dualismo onda-particella. Un ponte immenso tra il passato remoto, quello prossimo e il presente. Una rampa di lancio per il futuro affollato di manifestanti che protestano. E quindi non si può partire. Vite negate, vite impedite, vite che non possono esistere per la semplice paura di non poterle controllare. Come se poi la vita si possa davvero controllare, con tutte le incognite e le assurdità del caso. 
     
    Un giorno un tipo partì. Crollò un universo. Un altro giorno, un altro tipo partì a sua volta. E crollò un altro universo. Ancora un altro fece lo stesso. Ora non si sa bene che fine abbia fatto. L'universo che ha costruito continua ad esistere, almeno nella mente di qualcuno che ci crede in quell'universo. Ma la verità, la realtà oggettiva di quell'universo... quella forse nessuno la conosce. Sarà il principio antropico questo, non lo so. Ho i miei Gap per la testa ora. Quello che però è sicuro, è che in tutto questo inseguire soluzioni sperate, una soluzione reale è stata sempre negata, ritenendola impossibile a priori. Senza che sia mai stata verificata. Senza nessun fondamento di verità o di menzogna. E' stata semplicemente negata. 
     
    Un giorno un maestro tartaruga che credeva nel Tao, andò all'Ikea. Trovò tante soluzioni versatili per il vivere moderno. Verità di truciolo compresso in cui tutti cercavano sé stessi. Lo yin e lo yang invece che compensarsi, si scontrarono e nessuno ci capì più nulla. Il pesante registro delle verità negate si affolla e si addensa di firme che il tempo sbiadisce, ossidando l'inchiostro fatto con radici e bacche selvatiche. 
     
    Un giorno un maestro tartaruga che credeva nel Tao, osservò un ciliegio a fine primavera e restò in contemplazione per giorni ammirandolo mentre, petalo dopo petalo, sfioriva. Il vento l'accarezzava e la bellezza pian piano svaniva. Le ciliegie non si videro subito. Il maestro tartaruga si prese un accidente per le correnti di vento e basta. Tachipirina ed Efferalgan. Chi vuol essere lieto sia... 
     
     

    Tienimi presente

     
     
    E' da pochi minuti tornato febbraio, tradizionalmente il mese in cui si creano le condizioni al contorno per cambiamenti profondi nei mesi a seguire. Il vento spira dall'est e aspetto sempre quel famoso ospite che dovrebbe farmi quella benedetta sorpresa, ma ci sono anche scene da peplum nella mia mente... di me che su un cavallo bianco e manto porpora entro trionfale in Val d'Agri a capo delle mie legioni e dichiaro la valle mia personale provincia. In realtà, più che colossal storico, mi dovrei aspettare più una commedia all'italiana, quella degli anni d'oro della fanciullezza degli anni '80 magari. Una classica commedia dell'equivoco di plautiana memoria, per me che non ho fatto il classico e me ne andrei sovente per i miei sentieri che si inrecciano tra le montagne dell'ottimizzazione. Domani questo blog fa tre anni.
     
    Avrei potuto dirlo con parole diverse, ma poi ho divagato, come ai bei tempi. In effetti, ho rivoltato un po' il cascione e tirato fuori un po' di ricordi e fatto un piccolo bilancio di chi c'è e chi non c'è. La lista dei dispersi è lunga. Ma ci sono grandi successi pure e non sono affatto trascurabili. In effetti, non si cerca l'ottimo tra ottimi che sarebbe poi un casino scegliere e la tattica migliore sarebbe non scegliere. Grazie alla selezione naturale che le persone e il mio modo di approcciare con loro (delle persone reali e una proiezione di me nelle loro menti, ma il problema si pone dualmente con me e tante proiezioni nella mia mente) hanno fatto, mi trovo oggi con persone speciali, affidabili e con le quali posso essere fiero di vantare un'amicizia. Tra Keith Jarrett e Gloria Estefan, gli abissi della memoria percorrono a ritroso il dedalo di viuzze percorse dal tempo. Il passato non è più ed è illusione, il futuro non esiste ed è illusione pure. Il caro dono del presente vede un tesoro di conoscenze, di know-how frutto di esperimenti memetici, ragguardevole. Tutti hanno dato l'obolo: buoni e cattivi. Solo gli ignavi scivolano via senza lasciare nulla. Percorsi esistenziali dal retrogusto dell'indifferenza.
     
    Dopo essermi chiesto per tanto tempo "perché" o "per come", sono giusto all'equilibrio partenopeo, richiamo del sangue, che si esprime in poche e brevi parole: "E che me ne fotte!". Tradotto si potrebbe dire "laissez-faire", liberismo. I formaggi buoni e i prosciutti migliori li stabilisce il tempo. Buon appetito e nel caso tenetemi presente, una fetta di San Daniele non la rifiuto mai.
     
    Ah, postilla... Il tempo non è assoluto, vi ricordo. Non è uguale per tutti. Ognuno che sceglie il proprio moto con la sua velocità può decidere analogamente anche il suo tempo. Se decideste di partire quindi per Alpha Centauri (ma anche per la più vicina Proxima Centauri) con le idonee tecnologie ci arrivereste in pochissimo tempo, ma tutti quelli che stanno sulla Terra restano indietro di migliaia di anni. Che la relatività di Einstein sia di monito a chi resta fermo e non va avanti. Una parola e pure una bella risata ogni tanto non hanno ammazzato nessuno...
     
    Siamo muoni o caporali?
     
     
     
     
    La gioia di stare assieme.