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    Quelli che... il Bar Campania

     
    Questi giorni sono stati concitati e ricchi di eventi felici e anche tristi. Come prima cosa voglio rivolgere un pensiero ad una cara amica che attraversa un momento triste per la perdita del suo papà, una grande persona che ho avuto modo di sfiorare appena e mi sono molto dispiaciuto di non averlo conosciuto prima. Un abbraccio alla cara Cristina.
    Ed eccomi qua, per caso, di nuovo dietro una tastiera per raccontare qualcosa del Bar Campania che c'è stato il 28 scorso per le strade di Napoli, con tanto di percorsi folkroristici e culturali. Mauro, Donatella, Ariel, Federico e Maria avranno di sicuro dato una propria versione dell'incontro e tante sono le foto messe nei vari album.
    Peccato chi non è potuto essere con noi o chi non è riuscito a mettersi in contatto, anche perché purtroppo qua a Napoli non posso contare su una mia connessione e devo scroccare un po' in giro quando risulta possibile. Peccato per Dina, Alessandra, Agnese e Maria che non sono riuscite ad essere dei nostri, speriamo in un prossimo incontro. Io torno a Milano il 3 mattina quindi qualcosa al volo in questi giorni si può sempre organizzare. E' ancora in ballo la visita a Capodimonte, spero si riesca ad organizzarla. La visita a Caserta penso sia da rimandare al prossimo mio ritorno da queste parti perché non penso di avere il tempo necessario per potere fare tutto. In effetti in questi ultimi giorni non sto un attimo fermo e appena squilla il cellulare sono subito pronto per scendere, vedere qualcuno, fare un giro da qualche parte. Il Bar Campania è andato benissimo e ci siamo già ripromessi di riorganizzare un evento simile in futuro, anche in qualche altra città. Il 28, in mattinata abbiamo visto da piazza del Plebiscito alle meraviglie del centro. Poi alcuni tesori nascosti come il chiostro di Santa Chiara e la cappella San Severo. Pranzo in zona Materdei da Starita per una pizza deliziosa nel luogo dove Sofia Loren recitò ne L'oro di Napoli. Per l'occasione abbiamo anche premiato Maria per la sua vittoria ne L'isola dei Feaci. Poi nel pomeriggio siamo andati di nuovo in zona Duomo e a San Gregorio Armeno nel suo viscosissimo caos. Infine siamo andati dimezzati verso la zona Chiaia dove abbiamo accompagnato Lea e Lele in albergo. Il giorno dopo sono tornato da Starita con Maida e Simone, venuta a Napoli per l'evento mesto della mattina del 29. E ancora ho fatto da cicerone per le strade della città, ricalcando le vie del Bar Campania. In effetti ho sviluppato non so quanti chilometri in due giorni, eh eh eh!
    E' stata una giornata molto bella e ricca a livello emotivo nella quale ho avuto modo di conoscere di persona tanti amici virtuali, con sommo piacere e sorpresa. Credo che dal vivo ci siamo trovati tutti ancora meglio che a livello di internet!
     
     
     
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    Bar Campania, Napoli 28 dicembre 2007
     
     
     

    Bar Campania - Il Gran Tour



    Il programma del Bar Campania è pronto, nemmeno i viaggiatori del Grand Tour settecentesco avrebbero potuto fare di meglio.

    Si tratta in realtà di una proposta di itinerario con tanto di orari e luoghi, suscettibile di modifiche secondo la volontà e i desideri di ogni partecipante.
     

    ore 10.00 : ritrovo dei partecipanti davanti alla libreria Feltrinelli di via Ponte di Tappia.

    ore 10.30 : caffè del professore offerto dall'organizzazione

    ore 10.45 : piazza Plebiscito, visita all'installazione di Michelangelo Pistoletto,

    ore 11.00: foto di gruppo

    ore 11.30: piazza Bellini, mura greche (mia lectio brevis)

    ore 12.00 : chiesa di Donnaregina, restaurata di recente

    ore 13.30 : piazza Dante o Museo, Metro

    ore 14.00 : pranzo alla pizzeria di "Napoli milionaria"

    ore 16.00 : decumani, S.Chiara, Spaccanapoli, S.Gregorio Armeno, cappella S.Severo

    ore 18:00 : shopping

    ore 19.00 : saluti

    Per informazioni rivolgetevi a Mauro (io a Napoli non posso garantire connessioni frequenti e costanti) utilizzando i messaggi di Windows Live. Quando potrò sarò su messenger e per chi ha il mio numero può chiamarmi direttamente.

    Aspettiamo le vostre conferme per organizzarci al meglio!






    Il  napoletano crede di essere in possesso del Paradiso ed ha un concetto molto triste dei paesi nordici:

    Sempre neve, case di legno, gran ignoranza, ma danari assai. Questa è l’immagine che si sono fatti di noi.

    Quanto a Napoli, la città si preannuncia felice, libera e vivace, un numero infinito di persone

    si affrettano disordinatamente, il re è a caccia, la regina in stato interessante, e meglio di così non può andare.

    (Johann Wolfgang von Goethe, Italienische Reise)




    Natale allo zenzero



    Per fare una canzone di Natale non basta un argomento natalizio
    ma occorre un ingrediente più speciale: lo zenzero
    Ma chi lo avrebbe detto che lo zenzero in fondo è il vero fulcro del Natale
    nn il Presepe, non Gesù bambino ma lo zenzero
    E non è ironico che questo zenzero sia tipico dell'Asia tropicale
    u posto dove ignorano il Natale, ma quanto a zenzero... Mollali!
    Oh pianta che provieni dall'oriente il cui rizoma è usato come eupeptico,
    in farmacia, in cucina e nei liquori e ovviamente nel Natale
    Sapete poi cosa vuol dire eupeptico significa che ti fa digerire
    Perciò dopo il cenone di Natale diciamoci l'un l'altro "eupepsia"
    E non venite a dirci che lo zenzero era già in voga prima di stavolta
    Vogliam ci sia riconosciuto il merito dello zenzero

    Natale allo zenzero
    Presepe allo zenzero
    tanti auguroni allo zenzero
    stappare lo zenzero
    brindare allo zenzero
    gridare fortissimo zenzero

    Regali allo zenzero
    vacanze allo zenzero
    Gesù bambino di zenzero
    dolciumi di zenzero
    canzoni allo zenzero
    Bianco Natale allo zenzero

    (Festività felicità)

    E chi non fosse ancora straconvinto che zenzero significa Natale
    provasse ad assaggiare un biscottino allo zenzero

    Natale allo zenzero
    Presepe allo zenzero
    tanti auguroni allo zenzero
    stappare lo zenzero
    brindare allo zenzero
    gridare fortissimo ZENZERO

    Regali allo zenzero
    vacanze allo zenzero
    Gesù bambino di zenzero
    abbracci allo zenzero
    dolciumi di zenzero
    Bianco Natale allo zenzero

    Re Magi di zenzero
    pastori di zenzero
    stella cometa di zenzero
    le renne allo zenzero
    zanzare di zenzero
    Bianco Natale di zenzero


    (Natale allo zenzero, Elio e le Storie Tese)



    Tanti auguri allo zenzero!

    Biscotti allo zenzero preparati da me e Cristina lo scorso Natale.



    Bar Campania - Itinerari, presepi ed alchimia


    Il Natale si avvicina e siamo tutti già più buoni. Con esso si avvicina pure il Bar Campania e siamo sempre più in imbarazzo su cosa far vedere di Napoli. Possiamo vedere veramente tantissimo in una città che ha 2500 anni di storia e più. Io e Mauro daremo un'impostazione natalizia alla passeggiata per i decumani (la pianta della città conserva la memoria romana, ma anche greca, se è per questo). Della memoria greca vedremo un tratto delle mura greche visibili in piazza Bellini, davanti al caffè letterario Intra Moenia, posto molto carino, dove ho incontrato per la prima volta Nicla. Partiremo quindi da piazza Dante, passando per Port'Alba. Per curiosità, questa porta fu creata dai napoletani nel Seicento tramite un varco nelle mura, per non dovere fare un giro enorme per uscire dalla città... Sfaticheria, piaga storica... Oggi è la storica via delle librerie, specie per testi scolastici, dove io andavo a comprare e a vendere i libri di scuola. Non potremo fare a meno di gironzolare per San Gregorio Armeno, con le sue storiche bancarelle e simpatici negozietti con i presepi (le organizzatrici del presepe virtuale sarebbero felici di un posto del genere; forse Ariel sarà dei nostri). Da quelle parti la chiesa di San Gregorio è un bellissimo esempio di barocco napoletano, sfarzoso e anche pesante, ma molto bello secondo me. Se abbiamo la fortuna di trovarla aperta sarà una cosa molto carina. Qualche tempo fa ho avuto modo di visitarla proprio con Mauro, assieme ad una chiesetta piccina ricca di storia, scoperta per caso, grazie al fiuto di Mauro, San Biagio Maggiore che di maggiore ha solo il nome, ma se l'è conquistato grazie alla corporazione dei Librai. Questa minuscola chiesetta è adiacente a quella di San Gennaro all'Olmo. Tutto il complesso deve la sua fortuna anche alle suore armene, abili commercianti, che dopo la rivoluzione iconoclastica ortodossa si trasferirono in Italia, a Napoli che aveva legami forti (anche se molto opportunistici) con i Bizantini; infatti, il Ducato di Napoli che c'era allora, sulla carta era dominio bizantino, anche se poi i napoletani di allora facevano un po' i comodi loro... Poi vi racconterò dal vivo. A meno che non ci sia anche Caffeina con noi. Ubi maior, dicevano i latini. Comunque ci sono un sacco di storie da raccontare su di Napoli. Chissà quante sono ancora nascoste e tutte da scoprire se solo si volesse.
    La cappella dei San Severo è un'altra chicca che mi piacerebbe fare vedere. L'opera più famosa è senza dubbio la bellissima statua del Cristo velato, opera del Sammartino, scolpita sotto le indicazioni del principe di San Severo in persona. La particolarità di questa statua è il velo scolpito sul Cristo deposto dopo la crocifissione: il velo sembra essere trasparente e lascia intravedere il corpo del Cristo in un realismo incredibile. Sono rimasto tantissimo tempo imbambolato davanti alla statua la prima volta che l'ho vista. Si dice che dietro le opere della cappella ci siano i segreti dell'alchimia, materia alla quale il principe era iniziato. Altra opera incredibile sono le macchine anatomiche, secondo alcune sempre opera dei segreti alchemici del San Severo. Esse sono i corpi di due persone in cui è perfettamente visibile il sistema circolatorio. Dopo la morte del Principe alchimista furono rinvenuti in un locale sotterraneo della Cappella. Erano gli scheletri di un uomo e di una donna rivestiti dell'intero sistema venoso ed arterioso, nonché di vari organi. La tradizione vuole si tratti di persone morte accidentalmente, cui Raimondo de Sangro avrebbe inoculato una sostanza di origine e composizione sconosciute, che avrebbe "metallizzato" tutte le vene, le arterie, i vasi capillari e alcuni organi. Napoli e l'alchimia sono molto legati tra loro, basta pensare alle ipotesi avanzate sulla natura di quello che la tradizione vuole che sia il sangue di San Gennaro, custodito nelle famose ampolle al Duomo. Secondo qualche studioso sono un liquido tissotropico sintetizzato proprio dalla scuola alchimistica napoletana. Quindi un altro obiettivo potrebbe essere il Duomo stesso con il tesoro di San Gennaro.
    Poi ci sarebbe il pranzo e Mauro sa dove condurci. Pizza DOP in idonea pizzeria, magari se ci contiamo riusciamo anche a prenotare (anche se questo sarebbe molto milanese come converrebbe Federico...).
    Di ritorno, andando verso via Roma, potremmo vedere se ci fanno entrare nel chiostro maiolicato di Santa Chiara, chiesa tardo gotica del centro, ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. La forma slanciata, gli archi a sesto acuto, i rostri e le ampie vetrate volte ad alleggerire le strutture... Il chiostro è molto bello. Certo non è la cupola di Santa Fiore del Brunelleschi, potrebbe dire Michele, ma ogni scarrafone è bell'a mamma soja.
    Poi nel pomeriggio ci spostiamo, per chi vuole, a Capodimonte, alla pinacoteca dove c'è una bella mostra della quale vi scriverà Mauro. Comunque sia, anche una visita alla reggia sarebbe carina, ma il tempo scorre veloce come l'acqua e non credo ce la faremo... e chi siamo?!
    Questa è l'idea di massima, le cose da fare sono tante e di sicuro vediamo solo una goccia dell'immenso patrimonio artistico partenopeo, purtroppo bistrattato. Come si dice da noi: "Si auciell cunuscess o gran...". In futuro si potrebbe organizzare una visita alla reggia di Caserta, con referente Soleluna, oppure una visita a Pompei con referente Maria o Caffeina... Tutt'è organizzarsi e nominare gli esperti d'area, eh eh eh!





    Le bancarelle di San Gregorio Armeno con la tipica calca natalizia




    Il trentennio



    Il fatidico solstizio di inverno è dunque giunto. Le ombre saranno più lunghe degli altri giorni quando il sole sarà alto nel cielo a mezzogiorno. Questo meccanismo celeste, che richiama alla memoria l'istinto ancestrale dell'uomo di segnare il tempo, segna il compiere di ogni anno da quando venni alla luce alle pendici della Solfatara di Pozzuoli, tra i vapori di zolfo, in una fredda mattina di inizio inverno.
    Più che aruspice che interpreta il futuro dalle linee colorate, oggi sono augure di lunghe ombre sotto le quali mi riparo dai bagliori e dagli abbagli delle quotidianità per scrutare il nuovo orizzonte da varcare. Nuova pietra miliare sulla strada consolare che porta dritta all'orizzonte degli eventi, la trentesima, ma prima c'è tutto il tempo e la gioia di fare un buon rock'n'roll o un buon ensemble di jazz.
    Tanti auguri a me di buon 30esimo compleanno Torta di compleanno Grazie a tutti quelli che fanno un po' di strada con piacere e con gioia con me.



    Antro della Sibilla cumana

    L'antro della Sibilla Cumana


    Dorsali pacifiche scafrogliane



    Il concorso, Meme'st, sulla poesia dorsale, Viaggio a dorso di libro, prosegue con tante vostre e nostre foto che arrivano agli indirizzi ormai roventi! Vi ringrazio tutti per la massiva e fine partecipazione al concorso. Per chi non ha ancora partecipato o per chi ancora ha nuove idee da realizzare, il concorso scade il 6 gennaio 2008. Quindi anche i nuovi regali librerecci potranno arricchire il comune patrimonio poetico! Alla chiusura del meme'st voteremo tutti assieme i pezzi più originali e meglio riusciti ed eleggeremo il vincitore di questo certamen a dorso di libro!

    Finalmente anche io prendo parte al concorso, anche se i titoli dei miei libri non sono molto poetry-friendly...
    Come esempio per chi ancora non conosce il nostro meme'st riporto questa poesia dorsale, molto molto divertente...



    Nando 9

    Il greco antico
    Kant
    l'Iliade
    L'arabo senza sforzo
    La nascita della filosofia



    ... le foto delle altre poesie mie sono qui assieme a tutte le altre, sotto vi riporto i testi!



     

    Il manifesto di Ventotene
    L'ombra del vento
    La linea d'ombra
    L'isola di Arturo
    Ventimila leghe sotto i mari
    Oceano mare


     

    Guida all'uso del bicarbonato Solvay
    Bollicine
    Dove sei?
    L'idraulico in casa
    Avere o essere
    l'Anticristo


     

    L'arte di ottenere ragione
    I bottoni di Napoleone
    Cosmetica del nemico
    Codici e segreti
    Il Re del mondo


     

    Un modello probabilistico per il processo onirico
    Ninna nanna
    Il viaggiatore notturno
    In viaggio con Erodoto
    In Asia
    Un ponte sull'eternità
    tre metri sopra al cielo


     

    L'istinto del linguaggio
    Decidere
    Quello che non si doveva dire
    Liberarsi dai condizionamenti
    La strada che porta alla realtà
    Critica alla retorica democratica
    La nascita della filosofia


     

    Saltatempo
    Novelle bizantine
    Il meraviglioso e il quotidiano nell'Occidente medievale
    La conquista di Costantinopoli
    La grande strategia dell'Impero Romano


     

    Il fuzzy-pensiero
    Etnomatematica
    Ascensore per l'inferno
    Complessità numerica
    Caos
    L'infinito


     

    Dictionary & Thesaurus
    Phrasal verbs
    Forbidden American




    La galleria Frammenti Mobili con tutte le poesie dorsali del concorso è  QUI!!!





    In collaborazione con Mauro e Michele.





    Bar Campania

     
     
     
     
    Annuncio ai naviganti. Il 28 dicembre mattina prossimo venturo io e Mauro stiamo organizzando il Bar Campania, un incontro al centro di Napoli per un itinerario storico-cultural-gastronomico per i decumani della città. Lungo la strada visiteremo San Gregorio Armeno con le sue tipiche bancarelle di pastori artigianali e le sue meraviglie per il mondo del presepe, compresi buoi riscaldanti e mummie che si prendono il braccio oltre che il dito (cfr. la canzone Presepio imminente di Elio e le Storie Tese). Cercheremo di entrare nella chiesa barocca di San Gregorio (tipico caso di barocco napoletano che trasuda di Spagna), inoltre percorreremo Spaccanapoli visitando tutto quello che vorremo visitare (mi piacerebbe farvi vedere il Cristo velato alla cappella San Severo...). Poi decideremo in loco. Tanto le cose da vedere non mancano mica. Poi ci dirigiamo per pranzo verso una buona pizzeria che fa la margherita DOP, come si deve.
    Durante la mattinata consegneremo il trofeo a Maria per la vittoria del nostro contest L'isola dei Feaci e suoneremo e balleremo la tarantella (quest'ultima cosa no, era una battuta). Originariamente dovevamo andare a Gragnano di sera, ma visto che l'invito si è allargato, con nostro grande piacere, a molte più persone e date le diverse esigenze di chi viene da fuori Napoli, abbiamo preferito rimanere in centro in modo di dare a tutti la possibilità di raggiungere il luogo dell'appuntamento senza grossi problemi.
    Chiunque voglia essere dei nostri contatti me o Mauro via messaggio e noi provvederemo all'organizzazione dell'evento Bar Campania. Non parleremo di internet o di blog, questo è sicuro. Al massimo parleremo di come preparare un buon caffè con la moka o la napoletana anche quando non si è a Napoli.
    A presto cari non-blogger*    Animoticon 
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    *cfr. Orgoglio e pregiudizio, il post precedente al presente...
     
     

    Orgoglio e pregiudizio

    De li blog, de li blogger e di altre umane sventure
     

    Come già ha scritto Mauro, il 28 dicembre prossimo venturo stiamo organizzando un incontro delle persone del nostro social network su Live Spaces. Ovviamente possono partecipare tutti i cittadini italiani e stranieri con fedina penale pulita ed interessi artistico-culinari che in quel giorno passano per Napoli.
    Per maggiori informazioni ci sarà un intervento più accurato e dedicato all'argomento. Adesso parliamo di una cosa che ha bisogno del giusto spazio e di tanta buona volontà da parte di chi lo legge di arrivare fino alla fine dell'intervento.
     
     
     
     
     
     
     
    Preferisco utilizzare questa perifrasi per evitare il termine blogger, per evitare che qualcuno si possa risentire di appartenere a questa categoria o che abbia da ridire sulla rispondenza di noi medesimi agli imperativi categorici alla base dell'essere blogger. Stamane un anonimo ha lasciato un commento sul blog da Mauro che mi ha un po' infastidito. Con la firma di un punto (".") tale persona chiede a Mauro se è giusto o meno che si ritenga un blogger. Scrivo la mia opinione in alcune considerazioni in calce (viva).
     
     
    Questione numero uno, sulla referenza e la referenzialità.

    La credibilità di una persona che lascia un commento anonimo circa la referenzialità di una persona, la sua appartenenza ad una classe e le sue credenziali per appartenervi, e poi non si firma: questo è, permettetemi il gioco di parole, autoreferenziale. La risposta è, come ho scritto da Mauro, che sicuro sono due persone diverse chi si firma e si assume le responsabilità di quello che scrive e chi invece dal buio butta la sua pietrina, così, senza costi aggiuntivi. Evidentemente questo, secondo il mio parere, è indice dell'immaturità e dello scarso amor proprio di questa persona. Se tale persona è per definizione il blogger, io, noi, non siamo blogger secondo la sua definizione.
     
     
    Questione numero due, sull'appartenenza e la distinzione ontologica (qualche giorno fa ho scritto un post sulla distanza tra due persone dove la citavo).
     
    Cosa significa essere blogger
    Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l'insieme di tutti i blog viene detto blogsfera o blogosfera (in inglese, blogsphere). All'interno del blog ogni articolo viene numerato e può essere indicato univocamente attraverso un permalink, ovvero un link che punta direttamente a quell'articolo. In certi casi possono esserci più blogger che scrivono per un solo blog. In alcuni casi esistono siti (come Slashdot) simili a blog, però sono aperti a tutti. Alcuni blog si possono considerare veri e propri diari personali e/o collettivi, nel senso che sono utilizzati per mettere on-line le storie personali e i momenti importanti della propria vita. In questo contesto la riservatezza, il privato, il personale va verso la collettività. La maggior parte dei blogger usa il blog come diario personale, per far conoscere i propri sentimenti e le proprie opinioni ai lettori che hanno a loro volta un blog, ma anche sconosciuti che vagano per la blogsfera (o Blogosfera) passando di link in link. Sono molto diffusi anche i blog tenuti da giornalisti, oppure i blog umoristici e autoironici, impegnati, satirici, "televisivi" o umoristici; non mancano infine blog di scrittori o di poesia. Alcuni blog includono interviste o vere e proprie trasmissioni radiofoniche.
     
    Il blogger, a mio vedere, è un nodo di una rete sociale complessa nel quale convergono rami di diversa natura. Credo che il blogger sia molto più del blog di per sé. Oltre ad essere il creatore e curatore del blog, nel quale riversa in qualche modo una parte del suo modo di essere e di vedere la vita (anche se non scrive nulla di sé fornisce comunque validi elementi per tracciare un quadro estrapolato più o meno distorto di come percepisce l'esistenza, anche se mente). 
     
    Il blog è un serbatoio in cui vengono riversate parole, immagini e altri contenuti, informazioni non convenzionali come la scelta dello sfondo e i suoi colori, e che comunica con altri serbatoi tramite link che fungono un po' da canali attraverso cui si trasmettono queste visioni di vita virtuale. Il risultato è un'interazione positiva o negativa, l'istaurarsi di feed-back tra affinità e disomogeneità delle persone. Persone simili e persone disomogenee. Persone assurdamente diverse persino possono trovare un terreno mediato su cui simbolicamente affrontarsi, grazie alla maschera di ciascuno che permette un abbassamento degli idola, per dirla alla Bacone, i pregiudizi oserei semplificare.
     
    Il blogger va oltre il blog per il suo patrimonio di conoscenze e di risorse umane che ha dietro di lui. Alla rete informatica, si sovrappongono quella delle conoscenze personali, la rete sociale in cui è quotidianamente calato, la rete delle informazioni, delle esperienze personali e tutte le interazioni tra la persona, la società e la sua coscienza. La social network, appunto. Il blogger è una persona che ha in mano un mezzo, il blog. Come tra l'altro diceva Michele qualche giorno fa. Il blogger vive una vita anche fuori dal blog, presumibilmente ed auspicabilmente, e spesso il mondo reale e quello virtuale del blog possono fondersi: in questo caso alla rete virtuale si sovrappone, in parallelo, la rete della vita reale, con i suoi vantaggi e pure i suoi limiti. Perché, come diceva Virginia in qualche commento fa, spesso nel mondo virtuale si riesce ad essere molto più perfettini che nella realtà, dove il peso della quotidianità e l'assenza della maschera-filtro possono condizionare fortemente il rapporto umano che si viene a stabilire.
     
    Credo che si possa stabilire con buona approssimazione che ciascuno di noi in un intorno sufficientemente ampio di questo nodo della social network possa essere definito blogger.
     
     
    Terza ed ultima questione, sulle abilità e sui discriminanti. 
     
    Il mondo dei blogger sembra avere l'idolo (sempre in accezione baconiana) dello skill. Credo sia questo un retaggio del mondo dell'informatica e della comunicazione. Almeno nei casi più nobili, intendiamoci. Per skill si intende l'abilità di un utente nella gestione della risorsa. Come un programmatore di C++ o di DBA Oracle, il blogger può essere più o meno skillato nella sua abilità di essere blogger. Sì, ma qual è questa abilità di essere blogger? Una competenza in ambito informatico? Un'abilità ad essere un pr di eventi virtuali? Sapere gestire eventi tipo camp, incontri più o meno rituali o conoscenze di una serata alla Quagmire con una persona che si conosce per quello che dice di essere? C'è molta ambiguità a riguardo e bisogna fare riferimento, credo, alla definizione di blogger e cioè di persona e del suo sistema di reti sociali di diversa natura che sta dietro al mezzo, il tramite, blog. E (kai) forse una persona deve formattarsi agli stereotipi di rete per essere un nodo di una rete sociale complessa? Non la può interpretare a proprio modo? Il grado di pregiudizio nel blogger skillato è quindi alto, se così stanno le cose, e alla base ci sarà un'autoreferenziale tentativo e feudiana necessità di distinguersi e sopraffare gli altri. Sarò forse un modo per ritagliarsi un proprio spazio esclusivo in cui esistere, con tanto di guardie grosse all'ingresso con in mano la lista delle persone trendy e la selezione all'ingresso di alcuni locali in base all'apparenza della propria esistenza. Cari signori di cotale schiatta, ma andate a cagare (battuta di sfogo da tv generalista ma di sicuro effetto). Ognuno ha il diritto di esistere e di esprimersi senza la necessità di una categoria che erve solo a fare distinzioni, molto poco ontologiche (battuta). E (kai) soprattutto, una persona (oltre il blogger) non si distingue dalla piattaforma (WLS, Splinder, Blogger, etc...) dove tiene il proprio blog, una persona è molto più che il proprio blog e soprattutto tutto questo è solo un mezzo. Chi conta sta dietro al monitor, là ci si gioca tutto, ma questo va ben oltre il mondo virtuale. Chi sta oltre il monitor si confronta con tutte le sue reti sociali, interagisce e si fonde con esse.
     
     
     
     
    Ps. L'avvertimento iniziale e l'immagine del frontespizio del Leviatano di Hobbes (1651) servivano solo a filtrare la lettura da parte delle persone di buona volontà da chi lascia commenti o non si sofferma sulle problematiche serie che ci circondano. Sorry. Questo post-scriptum serve ad incuriosirle. Adesso mi sento molto Oscar Wilde, dopo questo aforisma. Il link a wikipedia è una presa per i fondelli, evidentemente, tutti sanno cosa siano gli aforismi, ma volevo vedere se eravate attenti Linguaccia
     
     
     

    Risoluzione ONU per la moratoria contro la pena di morte



    NEW YORK - L'Assemblea generale dell'Onu ha approvato la risoluzione per la moratoria contro la pena di morte nel mondo con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti. La risoluzione è stata approvata alle 11.45, ora di New York. E' stato un successo del partito pro-moratoria che ha conquistato 5 voti in più rispetto al pronunciamento della terza Commissione in novembre.


    E' unanime il coro di soddisfazione e consensi che si è alzato dalla politica italiana già qualche minuto dopo che da New York è rimbalzata la notizia che l'Assemblea generale delle Nazioni unite aveva approvato la risoluzione per una moratoria alla pena di morte nel mondo. Commenti improntati al plauso: da un lato, perché, con la risoluzione, è stato fatto il primo, auspicato passo verso l'abolizione reale nel mondo delle esecuzioni capitali; dall'altro, soprattutto, perché sottolinea il buon esito di un lungo lavoro diplomatico che ha visto l'Italia impegnarsi, per moltissimi mesi e su tutti gli scacchieri del pianeta, per ampliare sempre di più la platea dei Paesi contro le condanne a morte.

    Un "segnale storico", per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo il quale Italia ed Europa hanno "fortemente voluto" la moratoria. "Il successo di questa fondamentale azione - afferma Napolitano - è dovuto all'impegno del Parlamento, del governo, del ministro degli Esteri, della Rappresentanza d'Italia presso le Nazioni Unite nonché della società civile italiana, che l'ha sostenuta in tutte le sue tappe. A tutti rivolgo il mio più vivo apprezzamento".

     Mentre il premier Romano Prodi saluta "con immensa commozione" il voto dell'Onu in "una giornata storica": "E' motivo di orgoglio per l'Italia - sottolinea - che per prima ha promosso questa iniziativa, che si è presto trasformata in una grande coalizione internazionale per il diritto e la dignità delle persone". Secondo Franco Marini, presidente del Senato, si tratta di "un risultato che, ponendo l'uomo al centro, restituisce all'azione internazionale le ragioni del suo fondamento contenuto nella Dichiarazione Universale di cui ricorre in sessantesimo anniversario". Per Walter Veltroni, segretario del Partito democratico e sindaco di una delle città - Roma - che più manifestamente ha espresso il suo 'no' alla pena capitale, il voto dell'Onu "rappresenta un risultato importante per l'impegno di tutti coloro che difendono il diritto alla vita. E' la conclusione di una lunga battaglia e la speranza che sia l'inizio di un'epoca in cui la pena di morte sia per sempre abolita in tutto il mondo".

    Anche per Gianni Vernetti, sottosegretario agli Esteri, che per un anno e mezzo ha coordinato per la Farnesina la campagna per la risoluzione sulla moratoria della pena di morte, il voto delle Nazioni unite "rappresenta un risultato storico di altissimo valore etico e politico. La moratoria costituirà uno straordinario strumento di pressione politica e morale nei confronti dei Paesi che ancora mantengono l'esecuzione capitale. Si tratta di una grande vittoria per l'Italia, che dimostra come sia possibile, ed anche utile, avere una dimensione etica della nostra politica estera".

     Il voto dell'Onu, per il ministro della Giustizia Clemente Mastella, "segna una svolta per il futuro del mondo intero". "Come cattolico, ma anche come cittadino impegnato in politica - dice Mastella -, ho sempre creduto che la difesa della vita sia una battaglia irrinunciabile per il progresso dell'umanità. Una giustizia che uccide non è giustizia. Questo non vuol certo dire che bisogna lasciare impuniti i responsabili di crimini orrendi, ma che bisogna garantire una pena severa e certa che, tuttavia, rispetti i valori e i diritti inviolabili delle persone". Consensi anche da Anna Finocchiaro, Pd ("coronamento di una grande battaglia di civiltà che ha visto l'Italia protagonista"); dal ministro Rosy Bindi ("forse un mondo migliore è davvero possibile"); da Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc ("un successo dell'Italia senza distinzioni di parti"); da Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale (anche se "nessun passo è risolutivo", è comunque "un passo in avanti"); da Fulvia Bandoli, Sd ("la determinazione del Governo italiano e la sua capacità di costruire alleanze hanno prodotto questo splendido segnale"). La risoluzione, per Amnesty international, "è un ulteriore strumento di pressione, nelle nostre mani, per chiedere ai governi che ancora mantengono la pena di morte di avere coraggio".

    Per Andrea Riccardi, fondatore di Sant'Egidio, il voto di oggi è il frutto di "molti anni di lavoro paziente in tutto il mondo. Milioni di firme raccolte. Tanti incontri - con la gente, ma anche con ministri e governanti - per spiegare il valore della moratoria. Oggi è sicuramente un grande giorno. L'approvazione della moratoria per l'abolizione della pena di morte è un passaggio fondamentale per consegnare la pena di morte alla storia. Oggi è soprattutto un segnale storico che favorisce una nuova comprensione del valore della vita". Ma, accanto agli "evviva" c'è stato anche qualche "sì, ma...". Uno lo pronuncia Giuliano Ferrara che, dopo quella contro la pena di morte, chiede ora una moratoria contro l'aborto, che provoca migliaia di morti all'anno. Un altro è di Francesco Caruso che dice che in Italia c'è una pena di morte, e "va sotto il nome di ergastolo".

    (ANSA)





    Francisco Goya, La fucilazione del 3 maggio, Museo del Prado, Madrid




    Esopo e l'informazione

     
    Oggi sulla stampa italiana online ho trovato varie notizie curiose e simpatiche che riguardano il mondo animale e la sua fortuna o sfortuna di avere a che fare con quello degli uomini. La prima notizia è importantissima nel campo della ricerca medica e riguarda la capacità di alcuni topolini (e aggiungerei topoline) transgenici di potere in qualche maniera accendere o spegnere, quasi come come se avesse un interruttore, il cuore.
     
    Ibernare il cuore per mesi e' possibile: lo dimostrano i topolini dal cuore che va in 'letargo' e riparte a comando anche dopo mesi. I topi transgenici serviranno per simulare un infarto e capire cio' che succede alle cellule durante un basso apporto di ossigeno. Secondo quanto riferito dalla rivista Americana 'PNAS', le cellule cardiache dei topi possono entrare e uscire a comando dal 'letargo' mediante disattivazione e attivazione di una proteina, il fattore di crescita dei vasi VEGF.
     
    L'interruttore è quindi una proteina. Questo potrebbe portare un giorno ad avere dei cuori ibernabili, in pratica organi conservabili per un periodo molto lungo teoricamente senza che i tessuti subiscano danni irreparabili. Quindi in un ipotetico futuro, se le cose andassero coem si deve, chi se lo potrà permettere potrà comprarsi un nuovo cuore, che potrà accendere o spegnere quasi a proprio piacimento. Questo però sembra una metafora quasi, se uno immagina quante persone già (nella nostra fiaba li chiameremo topolini e topoline) oggi sanno ibernare il proprio cuore a piacimento anche per lunghi periodi, senza bisogno delle ricerca.
    Questa storia sembra invece tratta dal Commissario Rex o da qualche scena buonista alla Don Matteo (non per disprezzare, a me piacciono tutti e due, anche se sono buonisti).
     
    Ha 'bussato' alla porta della caserma in piena notte. Poche zampate per attirare l'attenzione del piantone del comando provinciale dei carabinieri per farsi aprire e trascorrere al caldo la nottata. Si tratta di un esemplare di pastore tedesco, probabilmente sfuggito al controllo del padrone. Il cane, del quale non è stato ancora trovato il proprietario, non ha ancora un nome, ma ha già un incarico: quello di fare compagnia al piantone, visto che dalla scorsa notte se ne sta comodo su una poltroncina nella saletta del piantone della caserma. I militari gli hanno dato da mangiare e un veterinario della Asl lo ha visitato in mattinata, trovandolo in ottime condizioni. Se nelle prossime ore il proprietario non si dovesse fare vivo, l'adozione diventerà definitiva e il cane, superate le formalità e i controlli di legge, sarà arruolato dai carabinieri e addestrato. 
     
    Diciamo che il quattrozampe è stato bravo a trovarsi un lavoro, al giorno d'oggi mica è facile! Ha piantato il padrone e si è arruolato nei carabinieri. Un cane coscienzioso tutto famiglia e lavoro, non c'è che dire. Beata la cagnetta che ha una cucciolata da lui, non c'è che dire!
    Invece c'è chi campa di espedienti scendendo a penosi compromessi come il lupo della storia successiva.
     
    Un lupo adulto, affamato, si e' fermato davanti a un bar, ha preso al volo un panino lanciato dal proprietario ed e' scappato. Il bar-ristoro Cantaflura, alla periferia di Villetta Barrea, nei pressi del campo sportivo, in quel momento era pieno di clienti. C'erano anche alcuni bambini. Il lupo ha divorato il panino in pochi secondi, poi e' scomparso nel buio in mezzo alla neve.
     
    Bello scroccone non c'è che dire, mica si conquista la preda lui, va al bar ed estorce un panino. Non c'è più etica tra i lupi ormai... Si sarà pure dovuto accontentare del panino, un lupo degli stivali proprio. Dove saranno i lupi delle fiabe che si sostentavano a nonne, ingoiate in un solo boccone. Nonne coriacee che continuano a vivere nello stomaco del lupo, quasi come se fosse in grembo. Le fiabe hanno sempre una verità nascosta sempre sconcertante, non c'è che dire. A proposito, di fame da lupo, nell'oceano le cose non vanno molto diversamente.
     
    Un surfista è stato ricoverato in ospedale dopo che uno squalo lo ha morso sul sedere. E' accaduto stamattina al largo di una spiaggia vicino a Newcastle, un centinaio di chilometri a nord di Sydney. "Stavo nuotando per tornare al largo con la tavola, non mi sono accorto dello squalo che si avvicinava né l'ho visto dopo che mi ha morso", ha detto il surfista australiano di 31 anni ai medici che lo hanno medicato e, letteralmente, 'ricucito'. L'uomo, che era stato soccorso da un pescatore, è ora in condizioni stabili. Ma la ferita non era da poco tanto che potrebbe essere necessario un intervento per "rimodellare" il didietro. 
     
    Che c... ha avuto il surfista che ha salvato la vita. Certo gli è costata una fetta di c... ma alla fine potrà raccontare la storia agli amici e alle amiche attorno al fuoco. Anzi adesso se ne farà uno nuovo di zecca.
     
    Una riflessione attanaglia la mia mente, fatta eccezione per la prima notizia magari... oltre a queste belle fiabe, si trovano cronaca nera e gossip... Per questo, forse, vogliono mettere le mani sulla rete, chissà.
     
     
     

    Presepio imminente (reprise)

     
     
     
    PRESEPIO IMMINENTE (aggiornamento)
     
     
     
    Per trovare un tuo ruolo nel presepe virtuale scrivi qui :) in particolare la lista l'ho presa da qua!
     
    Manca solo quo...
     
     
     
     
     
    Lista aggiornata al 16 dicembre

     

     

    Madonna.. butterflairy_00

    Giuseppe   •Eℓeиα•.

    Bambinello... Seclet

    Stalla... Micky

    Asino Chi@r@

    Bue.... Bruno

    Mucca..Martina

    Gattino....Eleonora

    Pecora...Ariel 

    Laghetto... Dott. Paolo Bitta

    Pastore con agnello al collo....filcusum

    Pastore che annuncia la cometa...didia

    Pastorella che fila la lana... signora dei sogni

    Zampognaro... xaner  

    Ricottaro... I ragazzi della III E

     

    Stella Cometa... Runner

    Seconda cometa... Banny

    Terza cometa Virginia

    La lucina dell’albero   ^Vivi^

    Angelo...¸.•*´¨`*•.♥ CLAUDIA♥.•*´¨`*•.¸

    Angelo annunciatore soloxilcuore

    Commerciante di una bottega artigina...Ste

    Dormiglione...Maggie May...be

    Gasparre (porta incenso)...Lussy

    Melchiorre (porta oro) …Denise

    Baldassarre(porta mirra)... Roby

    Mirra.... Michele

    Benzodiazepine.... Nando

    Muschio Massimo

    Paglia nella mangiatoia Kalispera

    Venditrice di frittelle (in verità pizzelle al pomodoro e basilico o zeppole) Enripoppins

    Ragazza che vende la pizza a forma di stella Teresa

     

     

    Adorazione dei Magi (Sandro Botticelli)

     

     

    Effetto Vivaldi


    (ANSA) - ROMA, 17 DIC - Da una ricerca italiana ecco la conferma che la musica classica fa bene al cervello, anche quello degli anziani: l'ascolto di brani musicali, meglio se di Antonio Vivaldi, sembra infatti capace di potenziare la memoria di individui in là con gli anni. Scoperto in uno studio su anziani diretto da Nicola Mammarella della Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi G. D'Annunzio di Chieti, il potere della musica del compositore veneziano è stato battezzato ''effetto Vivaldi'' e fa il paio con il più noto ''Effetto Mozart'', già più e più volte dimostrato in numerosi studi. Pubblicata sulla rivista Aging Clinical and Experimental Research, la ricerca non vuole inscenare una guerra 'Vivaldi contro Mozart'; semmai avvalora la tesi secondo cui l'ascolto di musica ha effetti positivi sulla funzionalità cerebrale, ha detto in una nota Luisa Lopez della Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani ONLUS. L'effetto Mozart indica proprio il potere dell'ascolto di musica su memoria e apprendimento: fu così battezzato nel 1993 dai primi esperimenti basati sull'ascolto di una Sonata in re maggiore per due pianoforti di Mozart. Ricerche successive dimostrarono pure alcuni potenziali meccanismi d'azione della musica, come l'aumento di fattori di crescita neurali indotto dall'ascolto. Lo studio italiano ha coinvolto 24 individui anziani ed individuato come brano dai 'magici poteri' su memoria a breve termine e memoria operativa uno tratto da 'Le quattro stagioni' di Vivaldi. Gli esperti hanno dimostrato che, diversamente dal semplice rumore o dal silenzio, l'ascolto di Vivaldi potenzia le performance degli anziani a test mnemonici di vario tipo come ricordare una serie di numeri in successione progressiva. Il miglioramento della performance mnemoniche, hanno spiegato gli scienziati, potrebbe essere attribuibile all'aumento dello stato di vigilanza e di attenzione indotto dalla musica, inoltre è plausibile che specifiche caratteristiche della musica agiscano sulla memoria di lavoro fonologica. Semmai non aveste ancora idea di cosa regalare per Natale ai nonni smemorati, ecco quindi un ottimo suggerimento per un regalo godibile e salutare: un cd di musica classica, Mozart o Vivaldi probabilmente fa lo stesso, meglio se è di loro gradimento.



    saggezza


    Corsi gratuiti di SAP per bambini, Babbi Natale e Befane

     
    La globalizzazione pone continuamente nuove sfide alle aziende che si contendono un mercato sempre più ampio e privo di confini e barriere. Chi vuole confrontarsi in questo scenario, dove la competizione viene sempre più estremizzata ed esasperata, deve dotarsi di moderni sistemi utili per la gestione dell'impresa. L'azienda oggi non può esimersi nell'adottare i sistemi di gestione informatici più avanzati quali ad esempio il SAP (Sistemi, Applicazioni e Prodotti nell'elaborazione dati).
    Il periodo natalizio è uno dei momenti in cui le aziende del settore vengono maggiormente messe alla prova per rispondere alle richieste, sempre più capricciose, del mercato. Tutti, dai produttori di noci californiane a quelli di datteri tunisini, dallo zampone alla fiorente industria del vischio, dai fichi secchi alle palline di cristallo, devono misurarsi e vincere la competizione per portare a casa la pagnotta da dividere in maniera equa tra azionisti e affini, alti dirigenti, lavoratori stanziali e precari migratori (99%, 0.9%, 0.01%, 0.001%, il resto sono tasse, pagate in genere da chi ricava il minor beneficio, legge di mercato, specie italiano). Il sistema è molto complesso e l'informatizzazione della gestione di ogni attività è necessaria ormai alla sopravvivenza sul mercato.
    Anche le aziende, diciamo, più tradizionali devono un po' ripensarsi e convertirsi al nuovo mondo. Spariamola così, a bruciapelo: la globalizzazione pone sempre più seri problemi ai babbi Natale e alle Befane di una volta. Il numero di clienti cresce in maniera esponenziale su nuovi mercati conquistati; il numero di articoli da gestire, i fornitori in diversi Paesi (specialmente emergenti e Cina), le strategie aggressive di neo-babbi Natale sono le sfide di un babbo Natale competitivo e moderno.
     
    A dirla tutta, già la forte diminuzione di camini e la spietata concorrenza della Befana, anche lei in serie difficoltà, erano stati fattori che avevano in passato già fiaccato il barbuto lappone. Poi arrivarono i giochi elettronici che comportarono le necessarie alleanze con i bambini cinesi produttori e, in seguito, con i signori delle compagnie americane e giapponesi. Una serie di brutti colpi, insomma, che hanno spinto Babbo Natale ad affidarsi all'outsoursing e alle società di consulenza. Infine ha dovuto dare il controllo ai genitori dei bambini stessi, mantenendo una semplice golden-share per decretare la bontà o la non bontà dell'infante. Questo sistema si è rivelato poco efficiente, per rimbambimento generalizzato dei genitori e nuovi costumi sociali. Il carbone, ormai sempre più prezioso per fini energetici oltre che inquinanti, non arriva quasi più ai bambini. Forse, si vocifera, potrà essere dato ai più cattivi qualche metro cubo di metano, cosa però che può provocare seri e gravi incidenti che possono far condannare i genitori per omicidio, o addirittura strage. Babbo Natale alla fine è sempre inattaccabile, riesce a farla franca in questi casi, chi giudice crederebbe mai che è stato Babbo Natale a lasciare il rubinetto del gas aperto in casa... 
    Il Babbo Natale skillato deve sapere usare oggi il SAP per gestire gli ordini da parte dei bambini, i quali devono imparare a mandare via mail ordini in SAP a loro volta. C'è bisogno la collaborazione di tutti. L'Italia, come al solito, è molto indietro in questo settore, chiave ormai per la gestione dei regali natalizi. Il governo italiano dovrebbe investire su questo settore fornendo corsi di SAP negli asili e nelle scuole elementari (bambini analfabeti non avranno mai regali purtroppo, ma non credo ci siano molti bambini totalmente analfabeti al giorno d'oggi e comunque per loro ci può sempre essere la vecchia gestione, tanto saranno pochi).
     
    Che la Befana non si crogioli per i problemi dell'avversario storico! Anche se poi dopo il periodo di lavoro se la spassano assieme rinchiusi nell'igloo al polo nord per sei mesi... Questo perché la decina di giorni di vantaggio comunque ormai non basta più per competere ed anche lei deve pensare ad un sistema migliore e più affidabile per soddisfare i bimbi. Chissà se i bimbi si sono mai chiesti chi paga poi. Prima i genitori potevano inventarsi che il canone Rai, e qualche altra tassa di difficile interpretazione, serviva a questo pure, ma ormai i bimbi sono sempre più svegli e, anzi, spesso invitano i genitori ad evadere le tasse con consigli degni del più bieco consulente fiscale. Di fatto la situazione non è facile per babbo Natale e avversari più o meno storici. Se non fanno qualcosa rischiano di ridursi a vendersi anche le mutande per riparare ai debiti delle loro aziende di import-export e corrieri espresso notturno festivo. Anche per lui e la Befana il corso di SAP dovrebbe essere gratuito. E (kai) per i genitori nuove tasse, l'8 per mille anche per babbo Natale e la Befana. E' pur sempre nobile il loro fine. E (ari-kai) poi anche in politica ci sono tanti babbi Natale specialmente sotto elezione...
     


     
    Babbi Natale in aula per i corsi di formazione



    Mobilis in Mobile


    Questo blog risulta essere troppo pesante per la mole di contenuti, altrimenti avrei messo con piacere la colonna sonora. Magari con qualcosa di diverso dal Windows Mediaplayer che mi dà un sacco di problemi con il Mozilla Firefox che io utilizzo sulla mia vetusta macchina. Questa canzone l'ho scoperta per caso, documentandomi su tutto quello che è stato concepito a partire dal libro di Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari, dal quale questo blog trae ispirazione per il nome e per la weltaschaung, il pensiero filosofico di fondo (in tedesco è femminile... cosa che mi affascina di questa lingua che tanti sostantivi tra italiano e tedesco invertono genere e ci sono pure i neutri, siamo troppo bigotti noi italiani per capire).
    Comunque è bellissimo avere la colonna sonora al blog, troppo carina.



    Quand les vérités sont trop lasses
    Pour douter du temps qui passe
    D'autres ont déjà pris leur place
    Alors elles s'effacent
    Quand les vérités sont banales
    Elles s'étalent dans le journal
    Il vaut mieux tourner la page
    Partir en voyage

    J'irai voir tôt ou tard
    Si les sirènes existent
    Sur le dos des baleines
    Je suivrai leur piste
    Car nul ne résiste
    Au charme doux
    De leur chant d'amour
    J'irai voir tôt au tard
    Si les sirènes insistent
    Sous les flots qui m'entrainent
    Je suivrai leur piste
    Car nul ne résiste
    Au charme doux
    De leur chant d'amour

    Mobilis in mobile
    Mobilis in mobile
    J'irai de l'avant
    Contre le vent

    Quand les vérités sont fatales
    Qu'elles n'ont plus de bonne étoile
    On les voit lever le voile
    Tout leur est égal
    Quand les vérités aux mains sales
    Se construisent des catédrales
    Il vaut mieux fuir à la nage
    Partir en voyage

    J'irai voir tôt ou tard
    Si les sirènes existent
    Sur le dos des baleines
    Je suivrai leur piste
    Car nul ne résiste
    Au charme doux
    De ce dernier rendez-vous
    J'irai voir tôt au tard
    Si les sirènes insistent
    Sous les flots qui m'entrainent
    Je suivrai leur piste
    Car nul ne résiste
    Au charme doux
    De leur chant d'amour

    Mobilis in mobile
    Mobilis in mobile
    J'irai de l'avant
    Contre le vent
    Même si les sirènes n'existent pas


    (Mobilis in mobile, L'affaire Louis trio, Mobilis in mobile 1993)







    Poesie dorsali



    Siccome il banner a divisione verticale ha problemi spesso di impaginazione, ne ho realizzato uno a divisione orizzontale, con una nuova grafica, a mio parere più accattivante. Il banner è già diviso in due per natura, in modo da permettere di raggiungere sia me che Mauro.
    Per le prossime iniziative stiamo realizzando, assieme a Michele, uno spazio comune (lavori in corso), dove sarà tutto più semplice e dedicato a esperienze a più blog.
    Il memest delle Poesie a dorso di libro, che tanto vi è piaciuta, che di norma si chiama semplicemente Poesie dorsali, è stata ripresa anche dalle Librerie Guida, stamattina andava in onda su Radio2 lo spot (segnalato da zzzia Donatella). Io più volte su questo blog ho invitato Feltrinelli a realizzare l'iniziativa einvece ha colto Guida ;) Chissà se sarà nato prima l'uovo o la gallina... Qualche esperto di marketing avrà colto al balzo forse... Tanto il merito va a Silvano Belloni che ha importato in Italia la trovata di Nina Katchadourian e ha registrato il marchio, molto prima di noi... Comunque, è troppo divertente!

    Partecipate in massa all'iniziativa di Guida, tanto l'iscrizione è gratuita e magari potete vincere il premio in palio! Va a finire che qualcuno si ispira alla vostra poesia dorsale e vince lui...


    A proposito, questo è il nuovo banner del memest:

    <div><div align=center><a href="http://mobilisinmobile.spaces.live.com/blog/cns!EBEB01BB2D12257C!7236.entry" target="_blank"><img alt="clicca su Mobilis in Mobile!" src="http://farm3.static.flickr.com/2288/2114264197_e2e07277e7_o.jpg"></a><br><a href="http://maumozio.spaces.live.com/blog/cns!2CD2AF8C40A5ED7D!7684.entry" target="_blank"><img alt="clicca su Frammenti del Maumozio!" src="http://farm3.static.flickr.com/2169/2115042428_da5a2085bc_o.jpg"></a> </div></div>



    clicca su Mobilis in Mobile!
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    Natale in casa Wizzent



    C'era una volta in un Natale di non molti anni fa, un piccolo paese immerso in una verde vallata, il paese di Praticillo Piranha. In realta' la vallata ora era bianca perche' era scesa molta neve negli ultimi giorni essendo inverno.

    C'era nel piccolo paese di Praticillo Piranha un bambino: il Tilli. Il Tilli era un bambino molto piccolo ma molto arzillo. Egli era solito ogni mattina di buon ora passeggiare nel bosco che circondava il paese di Praticillo Piranha per raccogliere rami. Era un interesse [pausa] molto particolare, un interesse che egli coltivava in compagnia del suo piu' grande simpaticissimo amico: il Wisent. Il Wisent era un bambino molto, molto simpatico, molto grosso, molto amichevole.

    Ebbene il Tilli e il Wisent si divertivano come pazzi a fare tantissimi giochi: il pieo, il siminitto e poi correvano, e principalmente, il loro interesse principale era accorrere, accorrevano continuamente ad ogni occasione e mentre accorrevano cantavano la loro canzone che era un po' il loro inno, che faceva pressappoco cosi:

    Quando noi corriam siamo molto felici perche' ci divertiam a raccogliere i rami. Purtroppo il Tilli e il Wisent era insediati da un altro bambino, un bambino molto cattivo il Wizzent.

    Nel paese di Praticillo Piranha abitavano tanti altri bambini, certo non solo il Tilli il Wisent e il Wizzent. Abitavano anche il Benelli, iI Bini, il simpatico Minnelli, il cui interesse principale era quello di fare scherzi agli altri abitanti di Praticillo nascondendosi dietro i grossi alberi del bosco che circondava il Praticillo Piranha.

    C'era il Binci, il Pinni, il Parri, il Waterloi, il Minzioni, il Raminghi. Ma c'era, purtroppo, anche il Wizzent.

    L'interesse principale del Wizzent era quello di insidiare il Wisent, il simpatico amichevole Wisent. E anche in quel giorno nel quale, come al solito, il Tilli in compafgnia del Wisent si era portato nel bosco per raccogliere i rami secchi, il Wizzent si era acquattato nella neve per fare uno scherzo al Wisent. Ecco che mentre il Tilli e il Wisent stavano passeggiando il Wizzent esce da un mucchio di neve e: tata ti ho beccato adesso ti faccio uno scherzo e comincia a tempestarlo di cazzotti.

    In quel mentre arriva da nord un bambino molto piccolo, arriva camminando ma cammina molto forte. Ebbene questo e' Piotr Ilic.

    Ecco che all'improvviso il Tilli esclama: Ciao compagno Piotr Ilic come va? Piotr Ilic vista la piccola rissa tra il Wizzent e Wisent cerca di mettere subito pace: Hei amici ma non sapete che giorno e' oggi? E' Natale! Deve esserci pace fra voi due.

    Ecco come per incanto il Wizzent dice: Ma si certo, perche' picchiarsi? Io voglio essere vostro amico. Voglio che ci vogliamo bene.

    Anzi, per dimostrarvelo vi invito tutti a casa mia dove mamma Wizzent ha preparato un succulente piatto di Ottrotoc. Ed ecco che i 4 mambini: il Wizzent il Wisent, Piotr Ilic e il Tilli si incamminano verso casa Wizzent. L'atmosfera natalizia sta permeando completamente il bosco che circonda Praticillo Piranha.

    Il Natale e' veramente grande.
    Buon natale e ... mi raccomando.



    (Elio e le Storie Tese, Natale in casa Wizzent)



    Special thanks to Alessia.


    Bollicine e polverine

     
     
     
     
    Uno degli effetti, diciamo, collaterali del meme'st Poesie a dorso di libro è quello di scoprire libri a volte un po' troppo dimenticati nella libreria di casa, magari avvolti da un velo di polvere o una tela di ragnatele. Parecchi di voi avranno scoperto questi depositi di particelle fini, depositate sulla carta dei vostri libri. Io non ne parlo proprio dei miei, la lotta contro la polvere è diventata una questione tanto personale quanto insormontabile. L'unico alleato elettrostatico è Swiffer (rendiamo grazie alla Procter&Gamble per avercelo inventato), tutto il resto è solo un romantico tentativo dal sapore vagamente proustiano di tornare ai tempi in cui mamma puliva con il panno gianno a righe colorate, profumato di qualche detersivo o solvente, oppure così, semplice, per togliere la polvere depositata quotidianamente. A casa Cupiello la polvere domina sovrana e incontrastata come neve sui ghiacciai. C'è una produzione di polvere tremenda, saranno le piante e i campi attorno, sarà il particolato sottile di Milano e della Paullese che sfreccia a qualche centinaio di metri, saranno gli scarichi degli aerei in atterraggio a Linate che passano sopra casa mia a bassa quota, tanto che ormai neppure mi sveglio più di notte per il postale delle due o per quello delle tre. La polvere di casa in genere si forma da residui di cellulosa, fibre tessili, pelle, capelli e altri residui (non voglio indagare) di origine antropica o animale. Questo è il regno degli acari, che detto così sembra un popolo barbarico, i quali si nutrono di residui organici umani ed animali e restituiscono le loro speciali feci che ci provocano allergie e altre cose poco simpatiche. Ironia della sorte per lavoro mi occupo proprio del trasporto di particelle solide o liquide in correnti di liquido o di gas, quindi anche aria. Sono uno specialista di polveri... Mi vengono in mente due curiosità carinissime sulle polveri, così su due piedi, lette su alcuni libri ameni nella mia libreria.
     
     
     
     

     

     
    Le bollicine nelle bibite gassate come la birra o lo spumante si formano nei boccali o nei flute a causa di particelle di cellulosa lì depositate nei processi di asciugatura con i panni o semplicemente per un impercettibile velo di polvere, invisibile ad occhio nudo. E' stato verificato in laboratorio che in un bicchiere perfettamente pulito la formazione di bollicine non è possibile, per questioni termodinamiche che non sto qua a raccontarvi. Le particelle di cellulosa fungono da germe di nucleazione per le bollicine. Inoltre, in generale, più sono piccole le bolle, più è buono il vino, più invecchiato. Quindi quando vedete molte bollicine nel vostro calice a capodanno non vi ralegrate molto, due sono i motivi probabili: polvere nei bicchieri o spumante da venti centesimi a bottiglia, eh eh eh. Anzi, per curiosità, prendete un peluco e mettetelo sulla superficie di un bicchiere in modo che vi resti adeso alla superficie (basta passare uno straccio pelucoso nel bicchiere asciutto): versate birra o spumante (lo champagne costa troppo per l'esperimento ma queste ricerche sono state fatte in Francia per la Moet) e vedete come le bollicine si vanno a formare proprio a partire dai peluchi... Poi in futuro vi parlerò anche del profumo, del suono e dialtre curiosità in tema di brindisi. Taranto no. Battutona. Queste questioni termodinamiche sono alla base anche del fenomeno conosciuto come Mentos Geyser: mettere delle mentos, le caramelle, alla menta nella Coca-cola diet genera una violenta eruzione di bolle di anidride carbonica che provoca l'eruzione della bevanda dalla bottiglia. E' un fenomeno dovuto proprio alla nucleazione delle bollicine di anidride carbonica in questo caso sulla superficie rugosa della mentos, la quale ha asperità superficiali di dimensioni idonee alla formazione della fase gassosa delel bolle. E' un fenomeno fisico più che chimico, nel senso che non ci sono reazioni e cambio di specie chimiche nel recipiente, semplicemente c'è una segregazione delle fasi per questioni termodinamiche.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    L'altra simpatica curiosità sulle polveri è relativa al mondo dei produttori di cocaina. Piaga sociale sempre più diffusa soprattutto tra i giovani e persone in carriera. La produzione delle polveri disperde in atmosfera polveri sottili che possono essere rilevate da campionatori ambientali (ho usato tali campionatori per alcune campagne sperimentali in cava per misure ambientali sulla dispersione di particelle sottili di carbonato di calcio da attività estrattive). Queste campagne vengono anche fatte monitorando le acque reflue e di scarico per valutare quanta cocaina e droghe in generale vengono assunte e poi vengono rilasciate tramite i bisogni fisiologici. Le campagne di misurazione di polveri aerodisperse da parte delle forze dell'ordine portano in genere all'individuazione delle raffinerie di droga. Un po' come campagne ambientali sullo stesso stile portano a cercare la puzza di aceto. L'acido acetico è il prodotto di risulta della lavorazione dell'eroina acetilando la morfina (lo sapevate che il chimico della Bayer Hoffmann nel 1897 scoprì sia l'aspirina che l'eroina nell'arco di pochi giorni e tutti e due furono usati come farmaco all'inizio), drammaticamente in aumento negli utilizzi dopo un periodo di crisi. Alcuni cani antidroga sono addestrati anche per individuare questa puzza. Queste interessanti informazioni le prendo dai libri che compro da Feltrinelli, non per inserimento nel settore, sia chiaro, mi occupo di ben altro a livello scientifico. In particolare queste informazioni le ho lette in I bottoni di Napoleone, regalo di Manù. Conosce bene i miei gusti in campo di letture...
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Per quanto concerne le polveri, chiudo in bellezza con la citazione biblica: Memento homo, quia pulvis es et in pulverem revert (Genesi 3,19). In effetti stiamo continuamente a produrre polvere con residui di pelle, capelli, ecc... Un giorno il processo sarà semplicemente portato un po' agli estremi e diventeremo polvere per intero. Ma senza disperare, gli atomi e le molecole a qualcosa serviranno su questa terra, per essere prettamente materialisti. L'anima e la coscienza di sé, beh quelle c'è bisogno di passare per qualche ipotesi un po' più forte e credere in qualche assioma, a vostra libera scelta e arbitrio.
     
     
     
     
    Special thanks to the Procter&Gamble
     
     
     

    Presepio Imminente



    Mi ricordo che da bambino alle elementari vissi il mio massimo momento di gloria per quanto concerna il teatro. In quarta elementare ottenni una parte da oste del Cervo Bianco alla recita di Natale a scuola. Per la parte di Giuseppe fu scelto Giuseppe perché si chiamava uguale. La cosa mi rodeva perché recitava con la più bella della classe, tale Monia nei panni di Maria, che mi piaceva, ma come piaceva a tutti. Imparai la parte di Giuseppe, il quale ebbe l'ardire di non imparare neppure la parte.

    Appena si mostrò impreparato alle prove, mi feci avanti dalla maestra e dissi di conoscere benissimo la sua parte. Un atto di sciacallaggio in piena regola. Giuseppe fu degradato alla parte dell'oste del Cervo Bianco, con le facili ironie che bambini delle elementari possono fare in questo caso. La recita fu un successone anche se poi fuori dal palcoscenico Monia non mi degnò neppure di uno sguardo. La tal cosa ha poi influito su tutta la sua esistenza credo, ha sempre avuto un'aria altera e disdegnosa, anche se poi il tempo passa e i momenti di gloria pure.
    Fu quello il mio apice con il teatro.

    Il presepio di suo è stata sempre una grande passione anche se sono ormai anni che non mi ci dedico. Fino ancora ai tempi dei primi anni dell'università mi dedicavo a costruire presepi pensili degni dei giardini di Babilonia. I tempi sono ancora cambiati ed oggi c'è chi organizza (come Ariel, Martina e Chiara) il presepe virtuale, proprio qua nel mondo dei blog e di Live Spaces con un'iniziativa parallela alle mie, Mauro e Michele del montaggio di frammenti mobili.
    Io, dopo una candidatura da angelo, ho avuto la parte di angelo antidepressivo, nelle vesti delle benzodiazepine... Le benzodiazepine sono una classe di farmaci con proprietà sedative, ipnotiche, ansiolitiche, anticonvulsive, anestetiche e miorilassanti. Le benzodiazepine sono spesso usate per offrire un sollievo di breve durata agli stati di ansia o insonnia grave o inabilitante. Trovano inoltre impiego nel trattamento delle crisi convulsive e come coadiuvanti nell'induzione dell'anestesia. A lungo termine può essere problematico l'uso di tali sostanze per lo sviluppo della tolleranza e si può instaurare dipendenza, fisica e psichica. Una cosa allegra... ma vogliamo mettere il mio ruolo sociale e farmacologico per chi soffre!?

    Il presepio imminente, come è stata chiamata l'iniziativa in onore di una nota canzone degli Elio e le Storie Tese, cerca altre persone da arruolare nel più grosso colossal di Natale del mondo dei blog! Fatevi avanti per il vostro provino e la vostra parte! Ecco i link: Ariel, Martina e Chiara.






    Ma quanti begli anelli benzenici! Adesso capisco l'importanza di alcune simulazioni molecolari della molecola di benzene...




     
    Si dice che a Natale tutti quanti sono buoni
    Chi fa l’albero, Chi fa il presepio
    È la notte di Gesù
    Per fare un bel presepio ti ci vogliono i pastori, una capanna, Giuseppe e Maria ed il
    piccolo Gesù

    Per esempio un bel presepio
    può costarti una fortuna
    se ci metti l’asinello con il bue riscaldante

    Sta scendendo già la neve
    Buon Natale a tutti quanti
    Rottamate il vecchio bove
    e passate al riscaldante

    Il presepio è fantasia
    ma ti costerà una follia
    Perché un bove riscaldante
    costa veramente tante

    (Coro)
    Presepio imminente

    arrivano i tre Re Magi
    guidati dal GPS
    Donatori di doni regali
    Ma la mirra che cos’è?

    Gomma resina aromatica
    estratta da un arbusto del genere combifora famiglia busseracee
    che è usata dai Re Magi e nelle imbalsamazioni

    Sta scendendo già la mirra
    sulle mummie del presepio
    non ti avevo ancora detto
    l’ho ambientato nell’antico Egitto

    Una mummia fa il pastore
    l’altra mummia fa il pescatore
    una mummia fa il laghetto
    sono mummie molto brave
    ma hanno un piccolo difetto … questo:

    gli dai un dito e ti prendono un braccio
    lo nascondono nel muschio
    e lo devi ritrovar

    Non perdere la calma, tieni conto che è una mummia
    e se non ritrovi il braccio chiama il numero verde
    "Pronto, qui emergenza mummie, dica..."
    "Non ritrovo più il mio braccio!"
    "Capisco, gliel'ha nascosto dentro al muschio, immagino..."
    "Ma... scusi come fa a saperlo?"
    "Siamo l'Emergenza Mummie, vuole che non so certe cose?!
    La saluto, buon Natale!"
    "Sì ma adesso come faccio?
    Chi me lo riattacca il braccio?"

    (Coro)
    Sta scendendo già l’incenso
    È una Natale molto intenso
    Sta scendendo pure l’oro
    Buon natale tutti in coro
    Sta scendendo già la mirra
    io ci metterei la firma
    Sta scendendo anche l’effetto
    delle benzodiazepine che il dottore mi ha prescritto
    (Coro)
    Guarda che Presepio Imminente ….
     

    Elio e le Storie Tese