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    L'impero della luce

     

    Jesus College

    The Empire of Light

    Jesus College, Cambridge. Omaggio a Magritte by Nando Scafroglia.

     

     

    Ultimatum alla terra

     
     
    Mi piace molto guardare i documentari. Ne rilevo a iosa in edicola, la tv non la guardo più da anni grazie ad Hans Magnus Enzensberger, a Karl Popper e a Silvio Berlusconi. Mi informo leggendo on-line i quotidiani. Uno dei vantaggi è che posso fare una media ponderata su quello che si dice, in modo da avere la descrizione della verità, o presunta tale, quanto più possibile scevra da condizionamenti politico-reverenziali. La tv è troppo corrotta, almeno nei mezzi che usa e spesso in quel che dice, per potere dire la verità. Per evitare anche il condizionamento, quantomeno per renderlo minimo (mi è sempre piaciuta la statistica), dettato dall'ambito nazionale, provincialotto di un'Italietta che mai si smentisce, preferisco affiancare alla stampa italiana, quella estera statunitense, inglese, francese. Questo non assicura assolutamente la comprensione della verità, ma quantomeno evita pacchiani tentativi di distorcerla. L'amore verso la scienza e la conoscenza (figliola dell'esperienza, come diceva un mio lontano amico) è l'unico motivo che mi obbliga a cedere fondi all'editoria. Libri e dvd. Potrebbe essere anche questo un ricatto, un obbligo di dare l'obolo alla causa della stampa italiana, ma allo stato attuale ritengo il compromesso accettabile, per ora.
    La comprensione del mondo che ci circonda, in tutte el sue sfaccettature, è l'arma più valida nei periodi bui della storia. L'ignoranza tanto lodata e decantata in giro, anche se non la chiamano così, è la più grossa minaccia per l'umanità. La salvaguardia del proprio orticello, specie per chi ha posizioni di rilievo nella società, senza pensare al bene comune, sfruttare ed umiliare, vendendo tutto questo come un bene che si fa all'umanità è il più orribile dei crimini contro l'umanità perché è la causa madre, l'arroganza, l'invidia, la prevaricazione, del male della società. Così si resta indietro. Così si costringe parte della popolazione all'infelicità e da qui in una parabola discendente di ogni stato di angoscia e disperazione. Si costringe al bivio tra assuefazione e disperazione. Colpa della crisi, si dirà. La crisi è già passata, si ribatterà. Allora chi si assume le responsabilità? E' sempre comodo imputare le colpe dei propri fallimenti e miserie agli altri. Un mondo di vittime in un mondo che ha bisogno di decisioni forti nell'interesse di tutti. Al di là dei premi Nobel per la pace dati prematuramente, delle miserie morali dell'uomo, degli scarica barile e del fantasista portoghese chiamato a risolvere i "problemi" al governo. Guardo spesso documentari di storia. Vico aveva ragione. E siamo sempre vittime delle medesime cause che si manifestano con inquietante ciclicità. Guardavo ieri sera un bel film di fantascienza, "Ultimatum alla terra". Ho vichianamente colto tutte le drammatiche continuità nel comportamento dell'uomo.
    Homo homini lupus. Così da sempre. Esistono anche le tagliole. Klaatu barada nikto.
     
     

    Adulterio di gateau di patate

     
    Ingredienti per 4 persone:
     
    100 g di patate disidratatate + 5 parti di acqua per reidratarle
    2 cucchiai di fecola di patate
    30 cl di olio di oliva extravergine
    1 bicchiere di latte di soia
    0,1 moli di NaCl
    1 jocca
    100 g di hamburger di soia sbriciolato
    1 manciata di tofu grattugiato
     
    oppure, che è lo stesso
     
    600 g di patate
    100 g di burro
    1 bicchiere di latte
    Sale
    1 mozzarella
    100 g di prosciutto cotto
    1 manciata di formaggio parmigiano grattugiato
     
    Preparare un purè con le patate precedentemente bollite e schiacciate, 50 g di burro e il latte caldo.
    Salare e disporre metà del composto sul fondo di 1 pirofila imburrata.
    Sopra al purè fare 1 strato di mozzarella a dadini e di prosciutto cotto a strisce.
    Completare con un altro strato di purè, unendo qualche fiocchetto di burro e 1 manciata di parmigiano.
    Cuocere in forno caldo per 15 minuti.
     

    La finestra di confine

     

    Un giorno la mia figura spettrale
    farà da divano alla tua stanchezza,
    rivedrai nel mio corpo da navigatore fallito
    quella lastra di vetro, che io chiamo anima,
    parlarti di cose comuni e banali.
    Sarò la finestra di confine
    dalla quale assorbire il tramonto
    come una bevanda senza conservanti.

    Fabrizio Orlandi
     

    Chanson Pour L'Auvergnat

     

    Elle est à toi cette chanson
    Toi l'Auvergnat qui sans façon
    M'as donné quatre bouts de bois
    Quand dans ma vie il faisait froid
    Toi qui m'as donné du feu quand
    Les croquantes et les croquants
    Tous les gens bien intentionnés
    M'avaient fermé la porte au nez
    Ce n'était rien qu'un feu de bois
    Mais il m'avait chauffé le corps
    Et dans mon âme il brûle encore
    A la manièr' d'un feu de joie

    Toi l'Auvergnat quand tu mourras
    Quand le croqu'mort t'emportera
    Qu'il te conduise à travers ciel
    Au père éternel

    Elle est à toi cette chanson
    Toi l'hôtesse qui sans façon
    M'as donné quatre bouts de pain
    Quand dans ma vie il faisait faim
    Toi qui m'ouvris ta huche quand
    Les croquantes et les croquants
    Tous les gens bien intentionnés
    S'amusaient à me voir jeûner
    Ce n'était rien qu'un peu de pain
    Mais il m'avait chauffé le corps
    Et dans mon âme il brûle encore
    A la manièr' d'un grand festin

    Toi l'hôtesse quand tu mourras
    Quand le croqu'mort t'emportera
    Qu'il te conduise à travers ciel
    Au père éternel

    Elle est à toi cette chanson
    Toi l'étranger qui sans façon
    D'un air malheureux m'as souri
    Lorsque les gendarmes m'ont pris
    Toi qui n'as pas applaudi quand
    Les croquantes et les croquants
    Tous les gens bien intentionnés
    Riaient de me voir emmener
    Ce n'était rien qu'un peu de miel
    Mais il m'avait chauffé le corps
    Et dans mon âme il brûle encore
    A la manièr' d'un grand soleil

    Toi l'étranger quand tu mourras
    Quand le croqu'mort t'emportera
    Qu'il te conduise à travers ciel
    Au père éternel.

    Georges Brassens