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Splendide banalitàNon so quante volte in questi giorni avrò cominciato a scrivere qualcosa su questo benedetto blog per poi interrompermi e dovere pensare ad altro! Periodo pieno di impegni al lavoro e fuori dal lavoro. Corsi da seguire, trasferte, impegni seri e banalità insormontabili. L'unico modo con il quale riesco a stare dietro agli eventi è quello di inserire man mano le foto che scatto un po' ovunque e spesso non mi danno neppure il canzo di scattarle quando sono sul posto. Sono stato ad Aberdeen, in Scozia, ma è stata una continua corsa, compresi gli scatti negli aeroporti di Parigi e di Amsterdam per non perdere le risicate coincidenze da e verso Milano. Se mi mandano a Cambridge dopo Natale i voli li scelgo con cura io, in modo da evitare di abbattere il muro del suono tra i gate agli antipodi dell'aeroporto da inanellare. Aberdeen che nella parte di periferia dove abbiamo fatto la cazzata di prendere l'albergo sembra uguale a San Donato. Meno male che i nostri amici tassisti scozzesi erano a buon mercato, oltre che simpatici e dalla parlata (scozzese) facile. Non ho mai preso tanti taxi in due giorni. Una nota agli scozzesi: mi sono trovato meglio col loro di inglese piuttosto che con quello dell'emerito professore di Cambridge che è venuto a spiegarci il suo ultimo ritrovato in fatto di software predittivi nel mondo del gas naturale. Un'altra nota positiva va senza dubbio al pub dove siamo stati a cena, dove abbiamo assaggiato le specialità tipiche quali Fish&Chips, Steak Pie e salmone locale. Tutto molto buono. Siamo ormai pronti ad ogni cucina o la fame è una brutta bestia? Se devo parlare di me stesso posso dire che è la seconda l'ipotesi più probabile. La steak pie comunque mi ha conquistato e penso che se mi ci rimandano da quelle parti non me la lascerò scappare. Union Street è stata la parte più propriamente scozzese della nostra trasferta, se non ci fosse stata e non avessi scattato qualche foto lì, sarebbe stato difficile dire di essere stato in Scozia. Devo però dire che la parte più emozionante di tutte è stata la notte e l'alba in volo sul Mar del Nord: uno spettacolo. Pubblicherò l'album con le foto da queste parti, adesso in anteprima sul mio account Facebook (devo dividere un po' le grazie, per questioni di ottimizzazione; è il mio mestiere ottimizzare, lo sapete no?!). Bella esperienza, ma ora restano solo le rogne: di tutto quello che abbiamo appreso abbiamo una stupenda relazione e presentazione a tutto il team da fare... ce ne faremo di risate io e Raffaele, il mio collega compagno di sventura.
Dopo Aberdeen siamo stati tramortiti dal corso Basic Oil che era in dirittura d'arrivo, per poi partire per l'esperienza che ti segna una volta che entri in Eni nella nostra divisione: il corso di sopravvivenza e salvataggio in mare. Ho pubblicato le foto nel nuovo album con tutte le foto che sono riuscito a fare. Alcune me le devono ancora passare, sono quelle di gruppo in piscina, appena le avrò saranno qua. E' stata un'esperienza forte, anche di riflessione per quale genere di lavoro sono andato a cercarmi. Ho dovuto fare prove abbastanza pesanti con annesso esame ministeriale per avere il certificato che mi servirà per mettere piede sulle piattaforme in futuro. Tra la parte di sopravvivenza in mare e quella antincendio la riflessione che viene spontanea a tutti è l'alta pericolosità del lavoro che facciamo quando ci troviamo in questi contesti offshore. E' una missione quasi per dare energia a questo mondo. Quando si parla di petrolio tutti pensano alle guerre, all'ingiustizia, al diavolo fatto liquido e messo sotto terra. Con un minimo di riflessione sensata e con un minimo di background tecnico alle spalle si capisce tranquillamente che alternative serie, oltre il nucleare, al petrolio non ce ne sono. Le fonti alternative sono per ora costose e non in grado di coprire la fame di energia del pianeta, paesi in via di sviluppo in primis. Il male non è in un oggetto, una cosa, la sostanza che per un ciclo naturale si trova sotto terra, ma le intenzioni e la fame di potere dell'uomo. Homo homini lupus, in ogni cosa, persino quando ti trovi a soffiare la ragazza ad un altro per poi lamentarti se i due in seguito si risentono, così per sentirsi. A buon intenditor... Tornando con le muse in Parnaso, chi mi viene a fare discorsi del ritorno allo stato di natura e al mito del buon selvaggio mi lascia solo perplesso ed interdetto, in quanto non si rende conto che il malaugurato giorno che i pozzi saranno secchi noi tutti ci scanneremo, ad ogni livello. Tutti sono bravi con le parole a teorizzare modi vivendi basati sulla sostenibilità e sull'amore reciproco tra i popoli di buona volontà. Ha sbagliato pianeta. Se ne renda conto quanto prima per fare anche lui qualcosa. Un mondo senza energia disponibile a buon prezzo è un mondo che assomiglia drammaticamente alla società preindustriale del Seicento. Con la differenza che la terra per sei miliardi e passa di esseri umani, senza l'industria che produce fertilizzanti o che ingrassa a suo piacimento le bestie, non c'è. Quella che oggi chiamano sostenibilità è un buon proposito, ancora si deve vedere quando la vera sostenibilità sarà l'unica via per andare avanti. Questo in risposta a qualcuno che troppo parla ma non sa bene di cosa. Il male non è mai nel mezzo, ma nella sete di potere di alcune persone per la difesa del proprio orticello, sempre. Mi dovevo sfogare ed ho approfittato di voi, scusatemi. Qua uno rischia la vita e deve sentirsi dire splendide banalità...
Tornando agli impegni di lavoro, tra pochi giorni già riparto. Sono tornato venerdì sera da Pavia e già riparto per Ravenna e poi la Val d'Agri. Visita esplorativa, ci fanno conoscere dove andremo a lavorare almeno nei primi tempi, prima del tanto sospirato contratto estero. Altre informazioni ed altri quesiti che si metteranno davanti a sbarrare la strada come la Sfinge con Edipo. Gli esami non finiscono mai, come diceva il buon Eduardo. E bisogna sempre guardare avanti rivedendo e a volte anche un po' dimenticando il passato.
Il tuo sorriso
La banda del cagnolino dall'alito pesanteSono in treno verso Bologna e posso collegarmi senza problemi ad internet. Già avevo provato questa bella esperienza da tossicomane della rete nel viaggio tra Roma e Milano dello scorso weekend. Il tutto è reso possibile dalla mia potente chiavetta Onda di Alice Mobile presa qualche mesetto fa per svincolarmi da contratti di rete fissa in case che non sono mie e senza dovere condividere nulla con coinquiliname vario, non sempre affidabile nei pagamenti e nella fattiva collaborazione. Ci sono ancora alcune tarantelle da risolvere del passato contratto Fastweb, costatomi attualmente un occhio della testa tra soldi anticipati e non percepiti e grattacapi che eviterò con molta cura in futuro di avere di nuovo. Gestisco tutto io, senza che un greco portoghese venga ad usare un servizio per poi pagarlo dopo sei mesi. In realtà, i rapporti col nuovo coinquilino sono ottimi, finalmente una persona a modo. Sarà che è collega Eni, sinonimo di garanzia ed affidabilità. Tra l'altro le attuali condizioni contrattuali che ho scelto sono completamente flessibili. Pago un po' di più ma evito di vincolarmi. Le offerte speciali sono tutto sommato sempre speciali per chi le fa e non per chi le sottoscrive. Il risparmio non è mai un guadagno, si dice dalle mie parti.
Dicevo col coinquilino Alfio. Collega e col quale sto seguendo un corso assieme. Ieri siamo andati tutti in pizzeria ai Navigli. Un casino senza precedenti... La maggioranza napoletana ha fatto sentire la propria presenza trascinando il gruppo in fiumi di birra, urla gioiose e risate a morire. Non avevo mai sentito un tale casino in un locale di Milano prima, e bisogna dire che ne giro parecchi tra varie comitive. Siamo riusciti finalmente a fare gruppo con questo nuovo corso, molto più che nel precedente, dove io ero un neoassunto e poco ci capivo di dinamiche nell'ambito del mondo dei giovani dipendenti Eni. Ora invece mi sento un elemento portante del cross-linking tra persone necessario per creare quell'atmosfera di casa. Siamo sempre persone diverse ma almeno siamo simili. Dopo la serata di ieri, certamente ne organizzeremo delle altre, senza dubbio. Inoltre, ci aspettano le visite ai distretti di Ravenna e di Val d'Agri: una specie di gita scolastica in età adulta, nella quale l'azienda ci forma sul campo facendoci vedere il mondo della produzione petrolifera in Italia. Adriatico e Lucania: andremo anche in piattaforma. Ma la cosa più interessante di queste gite sono le cene serali aziendali. Siamo un bel gruppo di giovani, quindi non manca mai l'occasione per fare baldoria e divertirsi. In questo clima di gite, c'è anche la settimana dell'APT a Pavia: corso di sopravvivenza e antincendio necessario per essere ammessi sulle piattaforme. E lunedì parto con Raffaele Perfetto, il mio collega e compaesano napoletano, per Aberdeen. Per un errore dovuto all'incasinato sistema di prenotazione dei biglietti aerei in azienda partiremo con due voli diversi... Io faccio scalo ad Amsterdam e lui a Parigi. a livello di affidabilità questo è perfetto... sicuramente uno dei due arriverà al workshop in Scozia. Intanto però faremo il nostro primo passo verso l'estero per lavoro da soli. sarebbe stato più bello farlo in compagnia, tra amici, ma pazienza... tutto sommato ci siamo fatti grandi e dobbiamo essere in grado di viaggiare da soli, verso l'ignoto. Pure perché il deserto algerino credo che mi aspetti... Nel frattempo, nei weekend me ne vado in giro da me. Chi mi ama mi segua.
I catarri e gli albigesiMi è preso un raffreddore cane a valle della breve esperienza tra Napoli e Roma dello scorso weekend lungo. A Napoli mi sono inabissato fuori casa di mia sorella, che quando piove è peggio di Venezia con l'acqua alta. Piogge varie addosso. A Roma si è aperto il cielo quando sono stato in giro con la Poppins. Meno male che abbiamo trascorso un bel po' di tempo tra la Feltrinelli di Largo Argentina (ormai le frequento tutte le Feltrinelli, quasi come se fossero luoghi di culto) e le Scuderie del Quirinale alla bellissima ed interessantissima mostra su Bellini. Gli ettolitri di acqua addosso mi hanno raffreddato, pure perché per ragioni di termodinamica e di efficienza di scambio termico ero a mezze maniche con la T-shirt di cotone. Io sono sempre di corsa ed ho una temperatura corporea abbastanza alta, una fornace. Adesso spero che la trasferta ad Aberdeen in Scozia della prossima settimana non peggiori la situazione qua. Valentina mi ha descritto un ambiente ostile ed aspro. Lei sa sempre tutto, chissà perché. Ho verificato in rete e, in effetti, il centro storico della città sorge attorno all'antico villaggio di pescatori dalle case basse per ripararsi dalle tempeste del Mar del Nord. Vento gelido e clima piovoso. Avrei potuto chiedere uno stage a Trieste da Alessia, con la bora. Leggevo appunto poco fa il capitolo dedicato alla bora del libro di Covacich, Trieste sottosopra, comprato in occasione della mia visita alla cara Ale. Le trasferte nei weekend per andare a trovare amici vicini e lontani sono sempre una grande fonte di gaudio. Le trasferte per lavoro invece mi sa che saranno sempre irte di insidie. Intorno a Natale, stranamente, dovrei andare a Cambridge, sempre per lavoro. Mi chiedo quale sia il pacco... Devo accumulare maggiori informazioni a riguardo. Sono queste ad Aberdeen e a Cambridge collaborazioni con università ed istituti di ricerca vari. Poi, magari, tra Libia ed Algeria, in futuro, mi daranno la possibilità di asciugare per bene i bronchi. Voci di corridoio, infatti, parlano di un avvicinamento, dalla Libia all'Algeria. Dovrò mettere a punto per bene il mio arabo, quando ne avrò uno. Dopotutto c'è chi sta in Nigeria, in Angola, in Pakistan, ecc... Non sono luoghi facili quelli in cui lavoriamo. Il petrolio non si trova a Parigi o ad Istanbul, purtroppo. La notizia più bella è quella delle esplorazioni in Siberia ed Alaska. Si vocifera un futuro in Antartide. Vedrò posti poco battuti dai turisti di massa, non c'è che dire. Trovatemi il low-cost per la Terra di Ross in Antartide... Devo prepararmi ad un futuro gelido o torrido. E poi si prendono i malanni, lamentele da non fare ai piani alti, qui si diventa facilmente eretici... i catarri e gli albigesi, oserei dire.
![]() Aberdeen
Una sera d'ottobre
L'oroscopo speciale
Evviva gli sposi!La breve parentesi napoletana volge già al termine. Francesco e Maria, amici da svariati anni e coi quali siamo usciti centinaia di sabati assieme, sono partiti per la loro metà agli antipodi, la Nuova Zelanda e le Isole Figi. Fa sempre una certa strana impressione quando il fatidico giorno si avvicina. Due amici, che hai visto crescere con te, con i quali hai condiviso tanti sabati nei locali di sempre, si innamorano e, dopo svariati anni assieme, decidono di sposarci. Indubbiamente una grande esperienza, una gran bella cosa. In una giornata di inizio ottobre mi trovo in un treno da Milano verso Napoli, dopo avere lottato ed elemosinato con gli enti preposti per ottenere due giorni di ferie, per arrivare in tempo al grande evento. Gli amici di sempre, quasi tutti, fuori alla chiesa a due passi da dove sono nato, a Pozzuoli. Tanti volti di persone incrociate nei percorsi intrecciati delle vite e scomparsi per i motivi più disparati. Tutti in un posto solo. Ricompare il gruppo di amici di sempre, le persone incrociate nei sabati sera classificati come cugini e conoscenti degli sposi, la ex che non vedi da anni, gli amici dell'università, i professori della tesi. L'impressione è quella del galà per la presentazione di un nuovo film, in questo caso le nostre vite. Solite chiacchiere di convenienza e di convivenza da utilizzare più o meno con tutti, come stai, cosa fai adesso, il lavoro, eventuali fidantate, costantemente latitanti. Normale e pubblica amministrazione. Poi le battute con gli amici e il feeling che non è acqua che salta subito fuori. Basta fare poche precise battute e tutti si sganasciano dalle risate. Il grande lavoro di animazione di Vincenzo, sempre più trascinatore di folle oceaniche. Tutti ricorderanno i suoi brindisi agli sposi, fatti con cadenza regolare ogni tredici minuti circa: un modo come un altro per fare scorrere l'alcool nei bicchieri e far girare l'economia della serata. Come sempre mi sono presentato al top della mia capacità di fuoco fotografico e mi sono contenuto con 270 foto circa, anche perché avevo meco la mediacamera JVC, futuro mezzo di sviluppo strategico anche per questo blog. Sembrano un pistolero del west, o al massimo un branco di canguri solidali e coevi, con tutti quei marsupi. I grandi momenti della serata sono stati immortalati e, appena svilupperò la tecnologia Utube, metterò online su queste pagine.
Un momento di riflessione pensando all'anello nuziale alle dita degli sposi... è uno delle sette, non certo piccole, differenze che risalta nelle foto scattate. E (kai) la domanda di tutti ogni volta è la stessa... a chi toccherà la prossima volta? Non certo io. Non certo io... A meno che non accada la caduta di Costantinopoli e la non presa della Bastiglia contemporaneamente, molto difficilmente convocherò l'assemblea per dualizzare la mia vita.
Poi, siamo tutti sotto al cielo.
Vorrei concludere urlando vincenzamente con un: "Evviva gli sposi!".
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