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    Le verità

     
     
    Quando la gente che prima non ti considerava comincia a salutarti allora renditi conto che qualcosa sta cambiando. Quando ricevi lettere improvvise da chi non ti aspetti comincia a farti delle domande. Inventati delle risposte e cerca di dare loro un fondamento. E' un processo iterativo. La verità non necessariamente esiste. Esistono più verità in virtù del fatto che ciascuno ha la propria di verità. La verità in quanto tale sfugge alla nostra comprensione più profonda e ogni volta che essa viene stabilita in realtà si tratta bene o male sempre di una approssimazione. 
     
    La gente, oltra a chiedermi sempre più spesso se conosco Tyler Durden, comincia a sopravvalutarmi o a sottovalutarmi. E questo è preoccupante davvero.
     
     

    Endeavour

     
     
    Ti guardi attorno e un bel giorno vedi che hai varcato la linea d'ombra e non te ne eri mica accorto nel farlo. Un numero prima poco consueto, una cifra di troppo. Una insignificante unità. I confini sono nelle menti degli uomini, nella realtà tutto è abbastanza vago da non essere un confine vero e proprio. Invece che una linea a terra, una porta, hai attraversato intere regioni prima di renderti conto che sei altrove.
     
    Oggi c'è nebbia. Nebbia. I tetti delle case sono ancora bianchi della neve caduta qualche giorno fa e danno sempre una strana sensazione ogni volta che volto lo sguardo verso la finestra. Non sono mai stato educato alla visione della neve. Mi trovo a fare nuove elementari esperienze con questo nuovo elemento, a camminarci sopra, a toccarlo, a sentire come si poggia sul viso mentre cammini per strada.
     
    Camminare nella nebbia, con qualche fiocco di neve o anche un raggio di sole. Un flusso di pensieri invade i miei pensieri quando cammino. Tutto cambio e sembra dover correre dietro alla vita. Mi trovo in un periodo d'oro forse per lo sviluppo degli eventi del mio futuro. Ma ogni fiore va colto e messo al posto giusto. Le cose capitano liberamente ed un senso solo un uomo può darlo. 
     
    Come il combattimento serrato di un gladiatore che si allena per sfidare la sorte e la morte, come un aereo da guerra pronto sulla pista di una portaerei, come un alpinista che capisce di essere sul limite tra trattenersi alla nuda roccia in aria e l'ignoto del baratro, tutto sembra pronto. Il tetro buio della foresta di Teutoburgo è animato da voci barbare lontane e fatui bagliori. Silvis horrida aut paludibus infida, dice zio Tacito.
     
     

    L'era glaciale

     
     
    Mi ricordo con un po' di nostalgia dei bei tempi della Befana. Quando arrivavano i regali e c'era un'aria che non si respira più. Il mondo è un po' cambiato, i miei nipoti hanno quintali di giocattoli e non sanno bene cosa farsene, tutto sommato. Una cosa che però ora qua ho e a casa no è quel manto bianco che ricopre ogni cosa lì fuori. La neve l'ho sempre agognata quando ero giù, ma effettivamente aspettarsela in provincia di Napoli, sul golfo, è un po' azzardato. Milano invece mi sta dando soddisfazione per questo. Sensazioni nuove: camminare sulla neve fresca, camminare sulla neve vecchia, camminare sulla neve mezza mezza. Ho comprato le mie prime scarpe da neve, fiero dell'acquisto in saldo. Troneggiano in mezzo alla mia stanza come un inquietante monito di era glaciale. Già mi vedo, bradipo, a migrare verso le regioni calde, sconfitto dai ghiacci perenni. Ma fortunatamente il ghiaccio non è affatto perenne e quindi posso restare. Pure perché, per qualche strano motivo, io mi ammalo quando sono a Napoli nelle case gelate delle mie sorelle e non qua nel grande nord. Effettivamente la potenza della caldaia condominiale è degna di quella del reattore 4 di Chernobyl. A lavoro non ne parliamo: sarebbe inquietante avere freddo in una società che si occupa di energia...